Ti regalo un libro scritto da me!

Ormai, più di due mesi fa,ho chiesto ai bimbi che cosa volessero regalare al cugino, Giacomo, per il compleanno (8 anni ).

La risposta dei bimbi mi ha sorpreso “Un libro scritto da noi”
All’inizio ho creduto  che volessero fare davvero una cosa insieme,poi invece,come sempre,le particolarità di ognuno hanno prevalso e quindi i lavori sono divenuti tre, ben distinti.

Gregorio ha effettivamente scritto la sua prima autentica e personale storia con descrizione dei personaggi e sviluppo della vicenda. In aggiunta anche qualche disegno.

Benedetta è partita subito con disegni molto dettagliati, una gran cura nella copertina e nella cornicetta di sotto titolo. Finiti i disegni mi ha dettato la storia. Ho scritto pari passo quello che lei diceva. Tutto è autentico.

Così come per il testo di Gregorio non abbiamo apportato correzioni, se non per rendere leggibile il testo come per appostrofi o virgole; anche i testi di Benedetta non sono stati modificati da come la bimba li ha detti.

Il terzo regalo era un biglietto di Maria Marta.

Purtroppo per inconvenienti, malattie, ritardi, imprevisti il giorno del compleanno, oltre a non essere tutti presenti, i bimbi non avevano il regalo da consegnare.
Con ben due settimane di ritardo, la mamma ha consegnato il regalo ma senza i bimbi presenti e nel concludere il pacchetto non ha più trovato il biglietto di Maria Marta che completava il regalo.

Ho perso un disegno e non ho avuto il coraggio di sostituirlo e tanto meno lo avevo fotografato prima.

Le rispettive storie dei bimbi erano state scannerizzate dal babbo.

Vi si legge la cura,la fantasia e l’entusiasmo di fare da soli e di vedere concluso un lavoro costruito tutto di proprio pugno.

Credo che al di là del risultato didattico siano meravigliosi e i bimbi sono stati felicissimi della gioia vissuta dal cugino nel ricevere il regalo anche se in ritardo.

“Irlanda Italia si allenano prima di una importante partita” Autore: Gregorio Merli; Anno 2017
Libro Completo

“Il bimbo ruba gli occhiali a Giacomo” Autore: Benedetta Merli; Anno 2017
LibroCompleto

 

Estate

Il 20 giugno mattina, mentre i bimbi si accingevano a disegnare il ventesimo pallino rosso nel mese di giugno, si sono accorti che il giorno dopo sarebbe stato il 21 giugno e quindi l’inizio dell’estate.
Sono esplosi in un grido di gioia e la richiesta ” Facciamo una festa all’estate?”
Che idea meravigliosa !!!
Così in una giornata abbiamo invitato vicini, amici e conoscenti a una cena ovviamente in giardino!
Alla fine a tavola eravamo 18 , un bel numero considerando il pochissimo preavviso.

Con i bimbi abbiamo preparato un cartellone con la scritta “ESTATE” e dei loro disegni sull’estate, dei girasoli e letto un libro sulle stagioni (http://amzn.to/2tJ2Ssv).

Reparto cucina abbiamo preparato una cena fresca estiva con spiedini di pomodoro e mozzarella, melone e prosciutto.

Passiamo alle foto e allo sviluppo dei lavori.

Benedetta e Maria Marta si sono dedicate alla scritta “ESTATE”, con colori tipici della stagione.
Benedetta ha lavorato da sola in autonomia, per Maria Marta io facevo i contorni delle lettere lei colorava dentro. Per una bimba di neanche tre anni il risultato è stato sorprendente.
   

  

Benedetta ha curato il disegno dei girasoli scegliendo il soggetto colori e grandezze


Ecco il cartellone finito appeso in cortile con i miei tre giovani


In cucina, con l’aiuto del babbo, abbiamo iniziato a formare gli spiedini e a disporli, con un pò di fantasia, su un vassoio.

 

In serata ovviamente abbiamo apparecchiato in giardino con l’aiuto di validissimi aiutanti, che hanno montato tavoli ed apparecchiato con cura una grandissima tavola.

Qualcuno lavorava, qualcun’altro riposava, o divertiva i primi ospiti.

C’è stato anche chi è venuto “vestito da estate”

Ovviamente è stata una serata con coccole, simpatia, giochi e chiacchiere per tutti; grandi e piccoli.
  

Dal successo di questa serata i bimbi hanno chiesto di ripetere “l’evento” per ogni inizio stagione dichiarando subito che però per l’autunno e l’inverno l’avremo fatta in casa perché fa freddo!
Sarà un bellissimo appuntamento in cui riunirsi e socializzare, salutare l’inizio delle stagioni e scoprirne tanti piccoli particolari.

 

Le famose attività di vita

Oggi, vi voglio raccontare come in casa nostra, tutti amino dare una mano in quelle che si chiamano le faccende di casa. 

All’inizio della mia vita di mamma lessi molti libri Montessori, in cui la dottoressa invita a proporre tutta una serie di “attività di vita” affinché il bimbo sviluppi una buona manualità, coordinazione occhio mano, percezione dello spazio, senso di quantità, senso del peso, ordine spaziale e mentale, buona autostima e una semplice esperienza di sentirsi utile e capace.

Queste attività non sono in fondo altro se non semplici mestieri domestici. 

Spesso delle amiche mi chiedono come faccio a casa tutto il giorno con tanti figli. Per la verità coinvolgendo i bimbi le mie giornate sono molto dinamiche, mai uguali o ripetitive. So bene che spesso i lavori non sono perfetti ma preferisco di gran lunga tutti i benefici elencati sopra che una casa perfetta . Soprattutto preferisco bimbi felici di dare una mano a una casa linda. Nella mia cucina c’è un bellissimo cartello “UNA CASA PERFETTA È SINTOMO DI UNA VITA MOLTO TRISTE”. Cartello che, oltre a scacciare mille sensi di colpa, mi da la giusta misura su come gestire ordine, pulizia e tempo per i bimbi. So che a volte i piatti dal secchiaio mi guardano in modo di sfida, ma loro non hanno sentimenti i miei figli invece si, quindi i piatti aspettano.

Tutta via un certo equilibrio va tenuto e ovviamente la responsabilità  è degli adulti ma piano piano i bimbi hanno imparato a mettere in ordine i propri giochi, a piegare e sistemare i propri vestiti,ad apparecchiare e sparecchiare. Ognuno secondo le proprie età e capacità. I vestiti piegati da Gregorio sono diversi da quelli sistemati da sua sorella Maria Marta, ambito in cui spesso le femmine anche molto piccole sono mooolto più brave, non ostante Gregorio sia un vero precisino.

Nel tempo poi abbiamo visto realizzarsi quello che spesso riporta proprio la Montessori e cioè i bimbi così educati piano piano imparano ad organizzarsi davvero il proprio spazio le proprie attività.

In più dai due anni sempre di più, se coinvolti nelle faccende, i bambini sono molto generosi e si offrono loro per lavorare ,lo desiderano. Benedetta da qualche mese senza che nessuno le avesse mai chiesto nulla rifà i letti di tutti. Tra l’altro è molto brava.

Noi notiamo che sono desiderosi di lavorare e fare fatica e ne traggono una notevole soddis fazione. 

Vi mostro alcune semplici foto

Maria Marta lava le tazze della colazione

Rifinitura dei tronchi decorativi del giardino

Maria Marta pulisce i vetri

Maria Marta travasa riso.

Maria Marta aspira le ragnatele con il babbo

Con la scuola a casa tutti impariamo!!

Gregorio fa i muffin da solo,la mamma scopre le potenzialità della macchina fotografica.

Tutti imparano!!

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Rappresentiamo la primavera

Ormai parecchie settimane fa, ho chiesto ai bimbi come volevano rappresentare la primavera. Maria Marta non era interessata ma Gregorio e Benedetta sono partiti in viaggio con la fantasia ; scegliendo soggetto e materiali hanno creato il loro progetto. 

Per la verità Benedetta è partita molto convinta e decisa, Gregorio un po’ più timoroso l’ha seguita fino a quando, con calma , è riuscito a separarsi dall’idea della sorella personalizzando il suo progetto. 

Passo a farvi vedere i giovani al lavoro.

Scelta dei materiali

 

Benedetta con un chiaro progetto in mente

Gregorio un po’ più dubbioso


   
            
In definitiva entrambi hanno rappresentato il nostro cortile : con un’altalena, alberi, è una casetta sull”albero(inventata)

Benedetta

Gregorio


Sul finale con grande sorpresa si è unita Maria Marta.”..troppo bello usare le forbici..”

É tanto che ….non andiamo a Genova alla città dei bambini!!!

Nella nostra cucina, c’è un grande cartellone che tutti gli anni si rinnova con l’intento di programmare l’anno successivo (ve ne parleremo meglio in seguito), tenendo conto di vari aspetti.

Una delle voci di quest’anno si chiama “È TANTO TEMPO CHE…” nel desiderio di ascoltare quelle semplici richieste,magari più volte ripetute e desiderate, espresse dai grandi e piccoli.

E così, ascoltando i nostri ragazzi, spesso veniva fuori che avrebbero voluto tornare a Genova alla città dei bambini. È stata una gita compiuta lo scorso anno, verso maggio, che ci ha visto impegnati per due giorni. Quest’anno non potevamo fare una viaggio del genere, ma vedendo la grande partecipazione dei nostri ragazzi all’arrivo dei fratelli, abbiamo deciso di premiarli riportandoli a Genova in giornata.

Unica meta : la città dei bambini!

LA CITTÀ DEI BAMBINI è un grande spazio/museo/laboratorio di circa2000 metri quadrati dove in tre stanze sono disposte varie attività e scoperte scientifiche di diverso genere.

Nella prima sala vi è un piccolo spazio per i piccolissimi che non ho fotografato e uno spazio molto ampio con una struttura che compone un grande cantiere in cui i bimbi giocano a “costruire la casa” ed a collaborare per farlo.


Nella stessa sala ci sono vari giochi con l’acqua,ci si veste e via…

infine con specchi un po’ speciali giocano anche i piccoli


Sala successiva un grande formichiere da guardare anche da sotto





ALtra esperienza i giochi con le bolle di sapone

            

Tanti giochi di illusione ottica come questo

Dopo quasi cinque ore dentro al museo qualcuno ha iniziato a dare i primi segni di stanchezza


Ad un certo punto, i bimbi si sono soffermati a osservare le persone che camminavano sul porto fino ad arrivare a pronunciare una magica richiesta: “vorremo toccare il mare” . Ovviamente la mamma si è fatta ambasciatrice verso il babbo della dolce richiesta ed il nostro capitano è partito alla ricerca della giusta rotta,conducendoci in una piccola ma graziosa spiaggetta.

Qualcuno,era così contento, che non ha resistito e si è quasi buttato vestito.

         
Questo viaggio è stato un regalo fatto ai bimbi riconoscendo in loro molto impegno, sotto tanti aspetti, che abbiamo visto dall’arrivo dei gemelli. Abbiamo dei bimbi davvero disponibili, pazienti e ci piaceva poterli ringraziare e gratificare con qualcosa che richiedevano da tanto tempo. Non volevamo un oggetto ma un’esperienza insieme che rimanesse per sempre.

Crediamo di esservi riusciti, per tutti sarà un ricordo che rimarrà per sempre.

 

Il fascino dell’educare

In questo periodo cosi pieno di cose da fare, che ci tiene lontano dal blog, ho ascoltato alcune cose davvero belle sull’educazione.
Una di queste cose è questa conferenza.
E’ davvero tanto ricca di spunti.
Buona visone e soprattutto buon ascolto!
https://www.youtube.com/watch?v=PKxcmEHW1GE

 

La primavera in casa!

Pochi giorni dopo il parto, Benedetta mi ha chiesto di creare una lista di cose, attività, momenti speciali da fare con me. Per lei sono momenti molto importanti che mantengono quel buon equilibrio tra “comunità”, “condivisione” e ” singolo”.
A volte sono momenti molte semplici (poi vi farò vedere la lista) altre volte sono momenti particolari dove richiede di svolgere attività mirate spesso pensate da lei, come in questa occasione.

La richiesta, questa volta, è stata quella di costruire farfalle!
All’inizio pensavo proprio che volesse disegnarle e ritagliarle, invece Benedetta aveva già fatto tutto un suo progetto.
Desiderava fustellare tante farfalle , attaccarvi gli occhietti mobili, ritagliare ed incollare la bocca ed appenderle al soffitto in cucina con un pò di spago.
Un lavoro notevole, anche perché voleva farfalle di tutti i colori.
Calcolando un pò lo spazio a disposizione ho contato dieci farfalle per colore. In un pomeriggio abbiamo iniziato a fustellare ed attaccare occhietti mobili di ogni dimensione.
Con mia grande sorpresa Benedetta ha reso partecipe la sorella, invitandola ed aiutandola all’inizio. Io ho partecipato con loro tra un allattamento e l’altro, sopratutto fustellando.
I primi risultati sono stati davvero carini. Già sul tavolo le farfalle mettevano vivacità ed allegria.

Successivamente abbiamo ritagliato ed incollato le bocche.


Finite le bocche abbiamo attaccato un pezzo di spago dietro le farfalle e con l’aiuto del papà attaccate al soffitto


Ed ecco il soffitto della cucina tutto pieno di farfalle. Purtroppo le foto non rendono quanto sia bello.

La vita in sette

“Allora come va?”
Possiamo dire che questa sicuramente è la domanda che ultimamente ci viene rivolta più spesso.

Subito dopo a questa domanda si susseguono una serie di commenti, pensieri, timori, preoccupazioni, che ci lasciano sempre più sbalorditi.
Un pò per la facilità con cui alcuni commenti vengono detti ad alta voce, senza riguardo di chi sia presente ad ascoltare. Altre volte rimaniamo colpiti per chi fa certi commenti o dice certe cose.
Ci spieghiamo meglio…
Sembra che aver messo al mondo due gemelli sia qualcosa di molto fuori dal comune, strano, impossibile (come se fossimo i primi) ed ancora più impossibile avere cinque figli.
La cosa buffa è che questa stranezza è espressa da persone di una certa età che nella vita hanno affrontano a nostro vedere situazioni molto più drammatiche che mettere al mondo 5 figli. Come per esempio guerre, morti multiple di familiari, sofferenze di fame freddo ecc…
Eppure sono proprio loro che ci riservano i commenti e le preoccupazioni più buffe.
Per la quasi totalità delle persone incontrate dovremmo essere sull’orlo di una crisi di coppia, depressi, disperati, incapaci di gestire gli altri figli.

Ed invece….siamo felici!!!
E’ bellissimo avere due gemelli! ed è bellissimo avere cinque figli. Certo faticoso, ma non impossibile!
Non crediate sia tutto facile, anzi.
La prima settimana l’abbiamo passata totalmente in bianco. Se non fosse stato per il coraggio e la fermezza di Michele avrei già mollato sull’allattamento.
E’ necessario ogni giorno guardare all’essenziale, calibrare le energie di tutti e fare scelte decise e precise.
In più ho subito un cesareo e la ripresa è lenta e dolorosa. Non è facile essere costretta a stare a letto quando vorresti sia allattare che giocare con gli altri figli.
Sono stati giorni di esercizio della pazienza da parte di tutti.
Eppure sono stati giorni belli, pieni, lieti.
Abbiamo visto i nostri figli emozionarsi e commuoversi nel conoscere i loro fratelli. Li abbiamo visti crescere tantissimo in soli due settimane.
Non senza fatica, hanno imparato e stanno imparando a fare spazio, ad aspettare, a scegliere (perché non sempre si può fare tutto).
Sorprendendoci moltissimo in più occasioni hanno saputo riconoscere complicate emozioni, dichiararle e farvi fronte, a volte insieme ad un adulto a volte da soli.
Siamo cosi fieri ed orgogliosi di loro e di noi, che non comprendiamo proprio la “disperazione” che sentiamo attorno per la nostra “povera esistenza” e quindi ci ridiamo su tantissimo, come dimostra lo screenshot della testata.

Sembra davvero che una grossa fetta della società abbia dimenticato che fare figli è ricchezza, gioia, felicità e che tutte queste cose superano di gran lunga la fatica, le preoccupazioni, i timori.
Inoltre il sentimento che più vivo in queste prime settimane è la gratitudine. Sono grata di un sacco di cose che non meritiamo. Abbiamo in continuazione attorno a noi aiuti di ogni tipo spesso neanche richiesto. Persone più o meno conosciute che si sono fatte prossime.
Il mondo è proprio stra pieno di persone buone e belle.
Mi scopro più volte durante la giornata a notare questo e a farlo notare ai figli.
Credo che anche da queste piccole sottolineature si insegni ai figli una buona educazione civica, una socialità, ed un’educazione emotiva.

Non sono giorni tutti facili ed anche noi abbiamo sbagliato in queste prime settimane sia con i figli che tra noi genitori. Per stanchezza, egoismo, ma abbiamo anche imparato a chiederci scusa e a ripartire, insomma a volerci bene.
Credo sia proprio questo il cammino che stiamo compiendo come famiglia, imparare sempre di più a volerci bene, e quindi ogni nuovo figlio è solo occasione per crescere ed imparare ad amare.

Buona Domenica!

Primavera con l’albero Giovanni!

 

Siamo tornati!
Ripartiamo con la decorazione della porta a tema stagionale; la primavera!
Partendo da un libro di lettura scelto in biblioteca da Gregorio (https://www.amazon.it/Lalbero-Giovanni-neve-Nicoletta-Costa/dp/8879279564/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1492853054&sr=1-1&keywords=l%27albero+giovanni+e+la+neve) abbiamo ampliato una delle attività finali che propone il libro.

Il libro propone di completare il disegno dell’albero Giovanni con molte foglie primaverili; non potendo svolgere l’attività sul libro , abbiamo pensato di rifare tutto su un grande cartellone e apportare qualche modifica.

Quindi tutti i bimbi sono partiti suddividendosi i compiti.
Gregorio e Benedetta hanno disegnato l’albero, il Gregorio il tronco, la Benedetta i rami.
Maria Marta ha poi iniziato a colorare il tronco di marrone ed i fratelli con più precisione hanno completato i rami.

 

 

 

 

Maria Marta

 

     

Alcuni giorni precedenti alla nascita dei gemelli, con Benedetta avevamo fustellato tantissime farfalle colorate


L’intento era proprio quello di usarle per abbellire di primavera la casa. Unendo il tutto al progetto con l’albero abbiamo sostituito le foglie con le farfalle per un effetto davvero allegro e divertente.
Prima abbiamo colorato il cielo di azzurro con un bel sole giallo e poi abbiamo attaccato le farfalle.

 
   
Ecco infine il nostro albero attaccato sulla porta.

Buona primavera a tutti!