La primavera in casa!

Pochi giorni dopo il parto, Benedetta mi ha chiesto di creare una lista di cose, attività, momenti speciali da fare con me. Per lei sono momenti molto importanti che mantengono quel buon equilibrio tra “comunità”, “condivisione” e ” singolo”.
A volte sono momenti molte semplici (poi vi farò vedere la lista) altre volte sono momenti particolari dove richiede di svolgere attività mirate spesso pensate da lei, come in questa occasione.

La richiesta, questa volta, è stata quella di costruire farfalle!
All’inizio pensavo proprio che volesse disegnarle e ritagliarle, invece Benedetta aveva già fatto tutto un suo progetto.
Desiderava fustellare tante farfalle , attaccarvi gli occhietti mobili, ritagliare ed incollare la bocca ed appenderle al soffitto in cucina con un pò di spago.
Un lavoro notevole, anche perché voleva farfalle di tutti i colori.
Calcolando un pò lo spazio a disposizione ho contato dieci farfalle per colore. In un pomeriggio abbiamo iniziato a fustellare ed attaccare occhietti mobili di ogni dimensione.
Con mia grande sorpresa Benedetta ha reso partecipe la sorella, invitandola ed aiutandola all’inizio. Io ho partecipato con loro tra un allattamento e l’altro, sopratutto fustellando.
I primi risultati sono stati davvero carini. Già sul tavolo le farfalle mettevano vivacità ed allegria.

Successivamente abbiamo ritagliato ed incollato le bocche.


Finite le bocche abbiamo attaccato un pezzo di spago dietro le farfalle e con l’aiuto del papà attaccate al soffitto


Ed ecco il soffitto della cucina tutto pieno di farfalle. Purtroppo le foto non rendono quanto sia bello.

La vita in sette

“Allora come va?”
Possiamo dire che questa sicuramente è la domanda che ultimamente ci viene rivolta più spesso.

Subito dopo a questa domanda si susseguono una serie di commenti, pensieri, timori, preoccupazioni, che ci lasciano sempre più sbalorditi.
Un pò per la facilità con cui alcuni commenti vengono detti ad alta voce, senza riguardo di chi sia presente ad ascoltare. Altre volte rimaniamo colpiti per chi fa certi commenti o dice certe cose.
Ci spieghiamo meglio…
Sembra che aver messo al mondo due gemelli sia qualcosa di molto fuori dal comune, strano, impossibile (come se fossimo i primi) ed ancora più impossibile avere cinque figli.
La cosa buffa è che questa stranezza è espressa da persone di una certa età che nella vita hanno affrontano a nostro vedere situazioni molto più drammatiche che mettere al mondo 5 figli. Come per esempio guerre, morti multiple di familiari, sofferenze di fame freddo ecc…
Eppure sono proprio loro che ci riservano i commenti e le preoccupazioni più buffe.
Per la quasi totalità delle persone incontrate dovremmo essere sull’orlo di una crisi di coppia, depressi, disperati, incapaci di gestire gli altri figli.

Ed invece….siamo felici!!!
E’ bellissimo avere due gemelli! ed è bellissimo avere cinque figli. Certo faticoso, ma non impossibile!
Non crediate sia tutto facile, anzi.
La prima settimana l’abbiamo passata totalmente in bianco. Se non fosse stato per il coraggio e la fermezza di Michele avrei già mollato sull’allattamento.
E’ necessario ogni giorno guardare all’essenziale, calibrare le energie di tutti e fare scelte decise e precise.
In più ho subito un cesareo e la ripresa è lenta e dolorosa. Non è facile essere costretta a stare a letto quando vorresti sia allattare che giocare con gli altri figli.
Sono stati giorni di esercizio della pazienza da parte di tutti.
Eppure sono stati giorni belli, pieni, lieti.
Abbiamo visto i nostri figli emozionarsi e commuoversi nel conoscere i loro fratelli. Li abbiamo visti crescere tantissimo in soli due settimane.
Non senza fatica, hanno imparato e stanno imparando a fare spazio, ad aspettare, a scegliere (perché non sempre si può fare tutto).
Sorprendendoci moltissimo in più occasioni hanno saputo riconoscere complicate emozioni, dichiararle e farvi fronte, a volte insieme ad un adulto a volte da soli.
Siamo cosi fieri ed orgogliosi di loro e di noi, che non comprendiamo proprio la “disperazione” che sentiamo attorno per la nostra “povera esistenza” e quindi ci ridiamo su tantissimo, come dimostra lo screenshot della testata.

Sembra davvero che una grossa fetta della società abbia dimenticato che fare figli è ricchezza, gioia, felicità e che tutte queste cose superano di gran lunga la fatica, le preoccupazioni, i timori.
Inoltre il sentimento che più vivo in queste prime settimane è la gratitudine. Sono grata di un sacco di cose che non meritiamo. Abbiamo in continuazione attorno a noi aiuti di ogni tipo spesso neanche richiesto. Persone più o meno conosciute che si sono fatte prossime.
Il mondo è proprio stra pieno di persone buone e belle.
Mi scopro più volte durante la giornata a notare questo e a farlo notare ai figli.
Credo che anche da queste piccole sottolineature si insegni ai figli una buona educazione civica, una socialità, ed un’educazione emotiva.

Non sono giorni tutti facili ed anche noi abbiamo sbagliato in queste prime settimane sia con i figli che tra noi genitori. Per stanchezza, egoismo, ma abbiamo anche imparato a chiederci scusa e a ripartire, insomma a volerci bene.
Credo sia proprio questo il cammino che stiamo compiendo come famiglia, imparare sempre di più a volerci bene, e quindi ogni nuovo figlio è solo occasione per crescere ed imparare ad amare.

Buona Domenica!

Primavera con l’albero Giovanni!

 

Siamo tornati!
Ripartiamo con la decorazione della porta a tema stagionale; la primavera!
Partendo da un libro di lettura scelto in biblioteca da Gregorio (https://www.amazon.it/Lalbero-Giovanni-neve-Nicoletta-Costa/dp/8879279564/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1492853054&sr=1-1&keywords=l%27albero+giovanni+e+la+neve) abbiamo ampliato una delle attività finali che propone il libro.

Il libro propone di completare il disegno dell’albero Giovanni con molte foglie primaverili; non potendo svolgere l’attività sul libro , abbiamo pensato di rifare tutto su un grande cartellone e apportare qualche modifica.

Quindi tutti i bimbi sono partiti suddividendosi i compiti.
Gregorio e Benedetta hanno disegnato l’albero, il Gregorio il tronco, la Benedetta i rami.
Maria Marta ha poi iniziato a colorare il tronco di marrone ed i fratelli con più precisione hanno completato i rami.

 

 

 

 

Maria Marta

 

     

Alcuni giorni precedenti alla nascita dei gemelli, con Benedetta avevamo fustellato tantissime farfalle colorate


L’intento era proprio quello di usarle per abbellire di primavera la casa. Unendo il tutto al progetto con l’albero abbiamo sostituito le foglie con le farfalle per un effetto davvero allegro e divertente.
Prima abbiamo colorato il cielo di azzurro con un bel sole giallo e poi abbiamo attaccato le farfalle.

 
   
Ecco infine il nostro albero attaccato sulla porta.

Buona primavera a tutti!

E dopo l’attesa….la gioia!!!!

E finalmente questa mattina sono nati massimo ed Emanuele!!!

https://www.youtube.com/watch?v=jquhvdb2WMo

https://www.youtube.com/watch?v=kkmj3WIGwBuA

Buona e Santa vita ragazzi!!!

 

 

 

I mesi analogici

Ho cercato per molto tempo un’attività che coinvolgesse quotidianamente i bimbi, per seguire lo scorrere del tempo e scoprire i mesi e le stagioni.

Non sono ancora del tutto soddisfatta, ma in parte abbiamo trovato uno strumento che coinvolge tutti, responsabilizza, e richiede costanza.
Abbiamo creato il calendario dei mesi analogici.
In cosa consiste?
In sostanza per ogni mese prendiamo un grande foglio, scriviamo il nome del mese e giorno dopo giorno attacchiamo un pallino rosso in modalità “dots” analogici. In questo modo i bimbi scoprono piano, piano il numero dei giorni di ogni mese, la successione dei mesi, ed esercitano la lettura intuitiva quotidianamente.
In più senza nessuna fatica superiamo la decina, per poi scoprire la seconda decina e la terza; l’assimilazione delle decine avviene in automatico.
Il primo mese ho scritto io “Gennaio” in alto, nessuno era inizialmente interessato, adesso ovviamente ci sono liti per chi scrive il mese, per chi disegna o costruisce il simbolo del mese, per chi attacca il bollino rosso, per chi fa i bollini con la big shot.
Per più di una volta gli ho scoperti insieme a ragionare, giocare con i bollini, chi insegnava la semplice successione ai più piccoli chi faceva notare che “tra 5 e 6 c’è un salto come tra 15 e 16”.
Vi faccio vedere un pò di foto

 

 

 

 

 

Ed ecco qui tutti i mesi per ora creati ,o in corso….

 

 

 

 

 

 

 

…to be continued….

“E oggi dove andiamo?”

Uno degli aspetti che più mi piace del fare HS è sicuramente il tanto tempo che si passa fuori casa, in giro per il paese, per i parchi.
Per commissioni, piccole faccende, o semplice svago chi non va a scuola ha sicuramente molto tempo per uscite di ogni genere
ed per incontrare la gente, li nella vita vera dove vive, fa la spesa, paga bollette ecc…insomma, quando fa le cose di tutti i giorni.

Solitamente esco sempre con i bimbi con ogni tipo di clima, stagione, condizione atmosferica.
Siamo organizzati che quando piove ci mettiamo gli stivaletti la giacca impermeabile e via senza paure sotto l’acqua.
Spesso in bicicletta altre volte a piedi.

Quest’anno, per via della gravidanza, la bicicletta non ho potuto usarla. All’inizio uscivamo lo stesso poi complice
un novembre improvvisamente e particolarmente umido sono stati i bimbi a chiedermi di stare più in casa.
Il ritorno delle belle giornate fin da gennaio (anche se a volte ancora gelate) ci ha permesso di tornare fuori molto più spesso,
con tragitti mooooolto più brevi per via della pancia.
Con un buon spirito di adattamento tutti hanno fatto la loro parte, chi a piedi e chi in bici, hanno maggiormente imparato ad attendere chi andava più piano (la mamma a piedi!) ed anche un buona autonomia in pista ciclabile.
Devo dire che non solo si sono dimostrati capaci di aspettare e obbedire quando era necessario; ma anche capaci di aspettare me, come per attraversare.
Ma in alcuni punti, protetti e sicuri, hanno dimostrato anche di saper gestire in autonomia gli attraversamenti.
Non immaginatevi bambini in giro da soli, semplicemente in alcuni punti del tratto percorso l’attraversamento è molto semplice e protetto, un enorme dosso, blocca totalmente le macchine.
Quando loro vi giungono ed io sono troppo distante aspettano, man mano che mi avvicino mi dichiarano quando possono attraversare e dopo il mio consenso attraversano.
Parlo principalmente di Gregorio e Benedetta, Maria marta invece ha preso sempre più dimestichezza con la bici senza pedali. Per cui io e lei piano piano arriviamo a raggiungere i fratelli.

Ecco alcuni scatti di queste giornate che si susseguono sempre di più, anche se ormai, adesso, difficilmente li accompagno io.

Benedetta e Maria marta

Maria marta

Benedetta

Gregorio
Giocare con le pozze è sempre una grande scoperta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San giuseppe, auguri a tutti i Papà!!

Qualche settimana fa, in un pomeriggio che mi vedeva costretta a letto per via della pancia, è uscito con i bimbi che presto sarebbe stato tempo della festa del Papà.

Mi hanno fatto alcune domande sulla festa e ho parlato loro di San Giuseppe, abbiamo poi letto un libro, che ne racconta in modo molto dolce i tratti caratteristici, con illustrazioni secondo me molto belle.
http://amzn.to/2ncwCK6

Senza che dicessi nulla ai bimbi, loro stessi mi hanno chiesto di fare un regalo al babbo.
Gregorio sicuro e certo si è espresso subito: ” un espansione per carcasson così giochiamo tanto insieme!”.
Carcasson è un gioco di società che Michele ha insegnato a Gregorio tempo fa. Non è proprio per la sua età ma il ragazzo se la cava. Ed allora ho accolto la sua richiesta con molto piacere.
Gli ho proposto di cercare lui il gioco tramite Amazon e di verificare quale fosse il prezzo migliore per l’espansione più bella.
Abbiamo così introdotto il discorso soldi/ euro e approfondito “maggiore/minore”.
Siamo poi passati all’acquisto e alla scrittura tramite tablet del biglietto in allegato. Nel compiere l’acquisto Gregorio ha scoperto quanti giorni avrebbe dovuto aspettare.
All’arrivo del regalo si è occupato lui del pacchetto decidendo la carta e creando l’involucro, con un pò di aiuto.

Benedetta invece mi ha subito detto “io voglio costruire qualcosa”….
Ha pensato a lungo, fino a quando la bimba è venuta da ma dicendo: “Io costruisco un orologio tutto rosa, con i numeri neri, le lancette azzurre e ci scrivo, IL TEMPO CON TE E’ FELICE!”

Ed eccola al lavoro:
Prima la base, disegnata e tagliata,
 

poi ricoperta con carta velina rosa.

I numeri ricalcati e tagliati su cartoncino nero ed incollati sulla base rosa

Quasi sul finire la creazione della scritta, prima creata a matita poi ripassata a tempera oro e argento.

Per finire, le lancette azzurre disegnate su gomma crepla e poi tagliate ed attaccate con un ferma campione.
 
Ed ecco qui il lavoro concluso

Ultimo regalo aggiunto da me un libro preso solo perché un giorno gli ho sentito pronunciare questa frase “avrei voglia di leggere”
Eccoli qui i tre regali tutti insieme in attesa di essere aperti…

infine tutti insieme con il babbo, dopo l’apertura dei regali!!

 

La linea del 20 di Camillo Bortolato.

Con tantissimo ritardo, passo a presentarvi velocemente quello che è lo strumento che abbiamo utilizzato per l’apprendimento della matematica.

Ad oggi, due nostri figli lavorano con questo strumento in maniera sempre molto gioiosa.
Gregorio ormai dello strumento non ha più bisogno, Benedetta invece nella curiosità suscitata da quello che fa il fratello ha da sola scoperto “n+1” completando tutta la linea fino a 20.

Come dicevamo in altri post, abbiamo visto nei nostri figli la pura curiosità di scoprire le quantità, di esaltarsi nel verificare il risultato di un’operazione, di acquisire man, mano sempre maggiore sicurezza.

Il percorso prevede che, la scoperta dei numeri passi per un percorso lineare dove prima c’è la conoscenza diretta delle quantità che vengono poi nominate con i numeri solo successivamente.
Viene eliminato lo “0” come numero di partenza, escludendo così tanti punti di confusione.
Il primo passaggio è il riconoscimento intuitivo (cioè senza contare un tasto alla volta) della quantità.


La linea suddivide i tasti ogni 5, esattamente come lo sono le dita delle mani. Per il bimbo quindi è un sistema già conosciuto e integrato.
Gli esercizi con i “dots” sono per potenziare il software di riconoscimento intuitivo ,il cervello, in modo che il bimbo scopra da solo tante strategie per diventare veloce , attraverso il semplice esercizio.

Guidato da una simpatica maestra coniglia in poco tempo i bimbi arrivano a fare somme e sottrazioni, prima con lo strumento poi senza.

Nella seconda parte del libro, quando ormai il calcolo per nessuno aspetto è un problema, si inizia la comprensione e risoluzione dei problemi. Tutto il percorso, come poi per l’italiano, risulta snello, leggero, immediato.
Non ci sono perdite di tempo, in argomenti astratti ed inutili.
Nessuna spiegazione complicata, tutto è intuitivo ed ogni bimbo arriva a suo tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=PzaDHIGx0Dg

https://www.youtube.com/watch?v=iqLvKS6P7MM

Personalmente credo che questo maestro abbia semplicemente riscoperto una didattica semplice, mettendo davvero al centro il bimbo con il suo potenziale e la sua voglia di imparare tutto ed infretta.
Ascoltando le sue conferenze si capisce bene che per lui davvero il primo interesse è il bimbo.

 

 

Chi sono le famiglie che fanno hs?

Gulp siamo stati intervistati! sul sito c’è l’intervista intera. 

https://www.vice.com/it/article/chi-sono-gli-italiani-che-scelgono-di-far-studiare-a-casa-i-loro-figli

Qui per correttezza metto solo il nostro pezzo

Elena, 30 anni, casalinga e Michele, 27 anni, formatore in ambito professionale per giovani e adulti. Provincia di Bologna.
Genitori di Gregorio, 5 anni; Benedetta, 4 anni; Maria Marta, 2 anni

VICE: Quando avete deciso che i vostri figli avrebbero fatto l’homeschooling? Perché?
Elena e Michele: Abbiamo cominciato a interessarci all’homeschooling quando il nostro primo figlio era ancora molto piccolo, circa sei mesi. Ci siamo informati tramite blog di altre famiglie e successivamente partecipando ai meeting. Siamo partiti sempre molto scettici, con l’intento di fare una scelta il più possibile libera da pregiudizi da una parte e dall’altra.
All’inizio i principali motivi erano due: primo, per esperienza diretta da parte di Michele del mondo scolastico, constatavamo un continuo decadimento della didattica, del livello culturale e della motivazione di studenti e professori; secondo, riteniamo che la scuola sia un ambiente sempre più ideologizzato, fautore di una “cultura” che porta a pensare tutti allo stesso modo.

Avete mai avuto ripensamenti?
Sì. Periodicamente ci chiediamo se stiamo veramente offrendo qualcosa di più ai nostri figli. A volte dal punto di vista didattico, con la paura di essere carenti, e a volte dal punto di vista sociale. Solitamente dopo questi dubbi arrivano situazioni o avvenimenti che ci rassicurano e confermano la nostra scelta.

Se uno dei vostri figli vi dicesse di voler andare a scuola, quale sarebbe la vostra reazione?
Lo manderemmo a scuola, ma in ogni caso la responsabilità principale della sua istruzione ed educazione rimarrebbe in mano a noi, e sappiamo già che dovremmo integrare su parecchi aspetti.

Non avete paura che i vostri figli si sentano “diversi” dagli altri bambini?
Non pensiamo che ci sia nulla di male nel sentirsi diversi o nel constatare che effettivamente si è diversi. Il giorno in cui smetteremo di considerare la diversità come un ostacolo, sarà sotto gli occhi di tutti che in realtà è una ricchezza. Ci auguriamo che i nostri figli vedano già in noi che siamo genitori diversi rispetto agli altri, ma che ne portiamo la gioia e il peso nella consapevolezza delle scelte fatte.

In cosa il programma scolastico dei vostri figli è diverso da quello proposto dalla scuola tradizionale?
Stiamo usando il metodo analogico di Camillo Bortolato sia per l’italiano che per la matematica, e in parallelo sviluppiamo secondo le inclinazioni personali dei figli tutto l’apprendimento collaterale, sfruttando ogni risorsa, dalla biblioteca a internet.

 

Attività sull’ inverno!

Inserisco un post di stacco sulle attività che hanno svolto i bimbi durante l’inverno.

In realtà inizialmente hanno voluto partecipare alle attività proposte Benedetta e Maria Marta.
Si sono molto innamorate del cartone di Frozen, visto tutti insieme una sera e da li ho proposto loro di rappresentare vari personaggi.
Purtroppo non di tutto ho potuto tenere traccia ed in più la gravidanza ha dilatato molto i tempi.

Tutta via il lavoro, anche se ben più ridotto, si è svolto comunque.

Il primo personaggio è stato Holaf simpatico pupazzo di neve che anima il cartone.

Ho proposto a Benedetta di seguirmi passo, passo, nella sua realizzazione ed ecco il lavoro svolto.


Inizialmente Benedetta mi ha seguito passo passo nella realizzazione a matita, poi è passata in autonomia a colorarlo con gli acquarelli. Di sua scelta ha completato il disegno aggiungendo l’erba su cui poggia Holaf.

Il disegno realizzato a matita da me, è diventato invece la base da proporre a Maria Marta, che ha deciso di colorarlo anche lei con gli acquarelli. Tecnica non proprio facile da gestire per una bimbetta di due anni e mezzo. Ed ecco il risultato.

 

  
La parte nera sopra non è il cielo, bensì il tentativo della bimba di colorare di nero la scritta Holaf.

Altro personaggio, questa volta richiesto da Benedetta; Elsa.
Qui abbiamo seguito un tutorial, il più semplice che ho trovato anche se forse non il più perfetto.

Il primo è quello realizzato da me, il secondo da Benedetta, che poi con le matite si è molto divertita ad imparare a gestire il peso della mano sul pastello. Seguendo il tutorial, ha realizzato prima un colore chiaro, per poi ripassare e rendere più definite le sfumature. Ed ecco il lavoro concluso.


Gregorio non si è mai dimostrato interessato ai progetti (forse perché lui aveva già lavorato con le parole dell’inverno con dettati e scelta dei cibi tipici della stagione) però un giorno, ha realizzato questo disegno che vi spiego perché anche per me non è stato tutto chiaro all’inizio.

,
La scena descritta è avvenuta in realtà l’anno scorso, ovvero quando siamo andati a pattinare tutti e quattro sul ghiaccio. Ai piedi abbiamo i pattini.
I personaggi sulla sinistra in verde siamo Michele ed io quelli in blu sono Benedetta e Gregorio.
Come potete ben vedere, noi abbiamo le braccia, i bimbi no. Il significato di questo è il modo che ha trovato Gregorio per rappresentare l’esperienza fatta e cioè che per pattinare sul ghiaccio, devi avere il coraggio di tenere le braccia avanti per sbilanciarti quanto basta per avanzare, mantenendo l’equilibrio.
Come si capisce dal disegno, noi genitori sapevamo farlo, i bimbi all’inizio no. Con un pò di coraggio e un pomeriggio di pratica hanno imparato anche loro.
C’è infine un ultimo aspetto che Gregorio non ci ha “raccontato” spiegando il disegno, ma lo abbiamo notato noi qualche giorno dopo.
Le nostre mani sono più grandi, volutamente, per dare appunto la sensazione delle mani in avanti e quindi della prospettiva.
In effetti, sembrerebbe che il disegno sia tutto sproporzionato ma in realtà è la soluzione trovata da un bimbo di 5 anni e mezzo per rappresentare ciò che evidentemente è molto chiaro nella sua testa.
Abbiamo trovato curioso e bellissima questa “soluzione” autonoma trovata da lui e questa chiara realtà che possiede senza che, gli sia stata spiegata da qualcuno.
L’esperienza spesso fa molto di più che una spiegazione.