Quaresima 2018

Ieri per noi cattolici è iniziata la Quaresima, tempo di quaranta giorni in preparazione alla Pasqua. La quaresima inizia il mercoledì delle ceneri e si conclude con il giovedì santo.

Ieri era appunto il mercoledì delle ceneri giornata in cui la chiesa richiede digiuno preghiera e la partecipazione alla Santa messa, detta appunto “delle ceneri” perchè durante la Messa,dopo il Vangelo, il sacerdote pone sulla testa di tutti i presenti un poco di cenere dicendo queste parole “Convertiti e credi al Vangelo”.

È un tempo di preghiera e grazie per crescere nel cammino di Fede con Dio. Un tempo davvero ricco , da far fruttare vivendo con tutto il cuore i tanti momenti che la chiesa ci offre per meditare e credere alla resurrezione di Cristo.

Con i bimbi abbiamo partecipato alla Santa Messa al rosario antecedente e tutti emozionati sono andati a farsi cospargere il capo . Ne avevamo parlato a cena , spiegandone il significato e cosa sarebbe avvenuto.

Oggi abbiamo fatto un cartellone su cui segneremo quotidianamente i 40 giorni quaresimali è una piccola spiegazione su cosa sia la quaresima.

Questo lavoro è stato occasione per ripasso di qualche regola ortografica con Q e C e un dettato.

 

 

 

 


Riso colorato

Tempo fa ho scoperto il blog di una mamma sudamericana che fa hs con i suoi tre bimbi. Non ricordo il nome ma ricordo che trovai un’attività sul riso colorato davvero bella. 

L’ho riproposta come attività manuale e sensoriale prima a Maria Marta poi ai gemelli. Ma rimescolare riso deve essre rilassante e per settimane ci hanno giocato tutti.

Vi faccio un po’ vedere

 

Il riso a natale è diventato il pavimento del presepio. Quello azzurro lo abbiamo usato per l’acqua del mulino e il resto per il paesaggio con stradina.

 

Ed infine il gioco sensoriale e di travasi per i gemelli. Ma in realtà ci abbiamo giocato tutti!

 

 

 

 

 

Come insegno ad allacciare le scarpe a mio figlio? VAK-Parte 2

Allacciarsi le scarpe sembra che sia una attività sempre meno utile, le poche volte che siamo andati a comprare le scarpe per i bimbi, la maggior parte ha il Velcro (mah).

Però allacciarsi le scarpe è sempre una attività che mette un pochino sotto stress, e che gli fa far fatica, e quindi, perché non mettere alla prova l’utilizzo dei VAK?

Ecco qui sotto come mi sono comportato, quando ne ho avuto l’occasione, per insegnare a Gregorio e Benedetta ad allacciarsi le scarpe, e come lo farò con Maria Marta quando sarà un pelo più grande.

Ricapitoliamo con alcune parole chiave

GREGORIO – AUDITIVO – CONSEQUENZIALITA’ – MOTIVAZIONE – NUMERAZIONE

Per Gregorio è importante suddividere il tutto in FASI, magari dando un nome a quello che stavo facendo:

  • Prima allarghi i lacci
  • Infili il piede
  • Stringi i lacci
  • Fai il nodo
  • Fai il primo fiocco
  • Fai il secondo fiocco
  • Stringi

Oltre a dare un nome alle fasi le ho anche spiegate: (faccio un esempio con la fase per stringere i lacci)

I lacci sulla punta sono I PRIMI DA STRINGERE, poi sali su verso il collo del piede.

Il primo laccio non va stretto, devi partire dal secondo e dal terzo (ho dato un numero ai lacci) poi il quarto ed il quinto, fino a su.

Mentre glielo facevo vedere (ATTENZIONE, non è che siccome è auditivo devo utilizzare solo quel canale, AUDUTIVO vuol dire che la maggior parte del supporto viene da quel canale, ma anche il visivo ed il cinestesico sono importanti) ho accompagnato la spiegazione visiva commentando quello che stavo facendo.

Oltre alle singole fasi gli ho spiegato come sono collegate le fasi l’una all’altra, vedi finché non stringi non puoi fare il nodo, non hai abbastanza laccio, (oppure il piede ti balla quando cammini, dovevo spiegare il perché).

Per BENEDETTA INVECE è completamente diverso.

Parole chiave:

BENEDETTA – VISIVA – MOSTRARE – IMMAGINI

Parlare troppo con lei, significherebbe solo distrarla. Poche parole associate direttamente al risultato finale di ogni fase (non è necessario ovviamente motivarle e spiegarle)

Le si fa vedere il processo lentamente.

Una volta finita una fase, allontanavo le mani e le lasciavo il “campo visivo pulito” per farle osservare il risultato, come doveva venire.

Per Maria Marta ancora non mi è capitato, ma lo farei così.

Svolgerei insieme a lei (mano nella mano) le singole fasi una alla volta, ed ogni volta che l’ho fatta ritornerei indietro e le farei PROVARE da sola, poi si va avanti alla successiva. Perché l’importante per lei è FARE insieme, non vedere od ascoltare.

 

Riassumendo ecco su cosa mi concentro quando insegno una qualsiasi cosa importante o particolarmente difficile/stressante e ci si vuole fare aiutare dai VAK.

Per Gregorio che è AUDITIVO mi concentro sul PROCESSO, sulla consequenzialità e sul perché…

Per Benedetta che è VISIVA è importante MOSTRARLE il RISULTATO dopo ogni singola azione cosicché lei possa paragonarlo VISIVAMENTE

Per Maria Marta è NECESSARIO farlo almeno una prima volta INSIEME.

 

Papà, hai visto che puzza? (VAK-Parte 1)

Sono mesi che ho promesso a mia moglie di scrivere questo articolo, ma per vari motivi (vari poi… sono sempre i soliti.. ;-P ) non sono ancora riuscito a scriverlo.

Oggi finalmente ho trovato un po’ di tempo e dovrei riuscirne a parlare un po’. Vorrei partire proprio dalla frase che ho messo come titolo che è stata detta da Benedetta, la versione “ufficiale” è che è stata detta in montagna in un pascolo di mucche…

Papà, hai VISTO che PUZZA?

La domanda che ovviamente sorge spontanea è: “ma come si fa a VEDERE la puzza?”
E’ ovvio che la puzza non si può vedere, ma rispondendo a questa domanda vorrei spiegarvi una cosa che prima Io e poi Elena abbiamo imparato tempo fa, e oggigiorno

ci da una GRANDISSIMA mano con i nostri figli,

soprattutto quando notiamo che l’argomento da spiegare/insegnare/illustrare loro li mette particolarmente alla prova.

Ci fa un po’ dispiacere che questa scoperta/tecnica/caratteristica umana in realtà sia sfruttata pochissimo nell’ambito pedagogico scolastico.
INFATTI CI E’ STATA INSEGNATA (pensate un po’) IN UN CORSO DI VENDITA.

Io stesso quando riesco la uso nel mio lavoro di docente sia in modo generico con la classe che in modo specifico quando vedo che uno studente fa PARTICOLARMENTE FATICA ad apprendere un argomento od un concetto.

Il principio base su cui si fonda il tutto è il fatto che ogni essere umano riceve e capta informazioni sulla base dei suoi 5 sensi.

Principalmente attraverso la vista e l’udito, che oggigiorno sono i sensi più stimolati (forse anche troppo) , ma anche attraverso tatto olfatto e gusto. Ognuno di noi, li utilizza ovviamente tutti, ma si può dire tranquillamente che ce n’è sempre uno preponderante, che fa un po’ da capo a tutti, ed è specifico e personale.

Chi utilizza principalmente il canale della vista viene identificato come persona “VISIVA”

Chi utilizza principalmente il canale dell’udito viene identificato come “AUDITIVO”

Vengono uniti i 3 sensi tatto olfatto e gusto e chi utilizza principalmente questi 3 sensi viene chiamato “CINESTESICO (o Kinesthetic)

Puoi approfondire cercando VAK (Visual, Auditory, Kinesthetic )su internet, ma se continui a leggere la mia spiegazione sarà abbastanza esauriente.

Come mi può aiutare conoscere i VAK per fare HomeShooling?

Nel momento in cui so qual’è il senso più sviluppato di mio figlio, posso utilizzare quel “Canale di comunicazione” per fargli recepire meglio le cose, arrivare dritto al punto utilizzando la sua “lingua preferita” e questo facilita di molto l’esecuzione e l’apprendimento o la spiegazione di come svolgere un’attività od un esercizio.

Qual’è il rischio di utilizzare troppo spesso il canale giusto?

Ovviamente se utilizzo sempre e solamente il canale che mio figlio già conosce rischio di non sviluppare gli altri, ecco perché nella premessa che ti dicevo, ne specificavo l’utilizzo nelle attività che mettono particolarmente alla prova un figlio, e non sempre.

Come posso riconoscere il senso dominante di mio figlio?

La risposta è molto semplice, se il figlio recepisce meglio il canale Visivo, Auditivo o Cinestesico, sarà con quasi assoluta certezza anche il canale che lui stesso usa per comunicare.

Quindi in realtà ti basta osservare come comunica e ti accorgerai molto facilmente qual’è il suo canale.

Intanto per esercitarti puoi privare ad indovinare qual’è il Canale più utilizzato da Benedetta, che nella sua frase del titolo si fa già riconoscere.

Papà, hai VISTO che puzza?

Hai indovinato?  Beh ovviamente è VISIVA, in quanto ha sostituito senza batter ciglio il senso inerente alla puzza, con il suo senso dominante, la VISTA.

Puoi farmi qualche altro esempio di come riconoscere il senso principale di un bimbo/ragazzo? 

Certamente, e per farlo non utilizzerò esempi inventati, ma userò (non me ne vogliano) i miei primi 3 figli.

Infatti Gregorio è principalmente AUDITIVO.

Benedetta come abbiamo già detto è VISIVA.

Maria Marta è CINESTESICA.

Possiamo riconoscere il loro VAK sotto veramente tantissimi aspetti, ne cito qui sotto alcuni.

  • Dalle parole che dicono
  • Da come lo dicono
  • Da come impostano il discorso

Si riconoscono dalle parole che dicono: nel raccontare una cosa ognuno tenderà ad utilizzare le parole inerenti al suo senso principale.

Si riconoscono da come lo dicono: un visivo solitamente parla molto veloce, quasi si mangia le parole, un auditivo sfrutta la cadenza ed i suoni modulando alti e bassi per aumentarne l’espressione ed enfatizzare il discorso, il cinestesico parla più lentamente, tende ad utilizzare molto le espressioni facciali e le emozioni.

Da come impostano il discorso: un visivo tenderà a raccontarti la giornata proponendoti flash di cose che sono successe, spesso non collegate strettamente l’una con l’altra, descrivendo situazioni.
Un auditivo solitamente struttura il discorso impostando un filo logico, spiegando la consequenzialità delle cose, e ricordandone l’ordine e la motivazione.
Il cinestesico invece tende a raccontare come si è sentito, ricordando momenti che le hanno suscitato emozioni.

 

Proverò qui sotto a farti alcuni esempi di cose che capitano quotidianamente in casa e ti lascio provare ad indovinare, numererò le situazioni e sotto ti lascerò la soluzione.

  1. Ha imparato a scrivere prima ancora di leggere
  2. Se gli chiedi di descrivere una persona, ti dice ciò che fa e come lo fa, e non ti elenca le sue caratteristiche estetiche
  3. Nella ricerca di coccole ti salta addosso senza rendersi conto di come si muove rischiando anche di darti un testata.
  4. Si distrae facilmente dal proprio compito quando sente un rumore od una cosa che non conosce
  5. Continua nonostante l’età a richiedere di fare insieme alcune cose, soprattutto dove puoi intervenire attivamente tu come genitore a darle una mano
  6. Se vuole un momento particolare per stare insieme, lo è solo se non c’è nessuno oltre a te e lui/lei nella stanza.

 

  1. Benedetta – VISIVA – Nella parte artistica e di scrittura è molto caparbia per questo motivo
  2. Gregorio – AUDITIVO – Gli auditivi spiegano il perché e descrivono più gli aspetti di causa/conseguenza piuttosto che quelli visivi
  3. Maria Marta – CINESTESICA – Ricerca coccole tramite contatto e vicinanza
  4. Gregorio – AUDITIVO – Il benché minimo rumore lo distrarre da ciò che sta facendo
  5. Maria Marta – CINESTESICA – Chiede al genitore di intervenire attivamente facendo cose che la coinvolgono dal punto di vista fisico (imboccare, vestire)
  6. Benedetta – VISIVA – Non deve VEDERE nessuno “fra i piedi” mentre sta da sola con la mamma od il papà (quando la sua richiesta è un momento speciale)

 

Ci sarebbero altre mille cose da scrivere,ma poi ho timore che l’articolo sia troppo lungo,  infatti in questo secondo tempo ho aggiunto “Parte 2” al titolo. La mia idea era anche di fare un video…boh adesso vedo. Se ti interessa davvero approfondire questo argomento magari dimmelo che mi ci metto ed un piccolo video lo faccio.

 

Se ancora ti stai chiedendo se tuo figlio è auditivo visivo o cinestesico puoi sottoporlo a questi test:

Fagli descrivere una persona (Anche come dettato ;-P)

Fagli raccontare la giornata (ti ho fatto un po’ di esempi sopra)

Proponigli di stare solo con lui e vedi cosa ti chiede di fare

(se ti chiede un cartone non vuol dire che è visivo perché è una attività che ovviamente coinvolge tutti e 3 i canali,N.B. per il cinestesico le emozioni sono importanti)

 

 

Il catechismo partendo dal rosario

Quella che vi racconto oggi è un’avventura, bella ed istruttiva in primis per noi adulti.
Nell’educazione che offriamo ai nostri figli c’è anche l’educazione alla fede cattolica. “Anche”, in realtà è un avverbio improprio in quanto in realtà tutto parte da qui.
Mai ci saremo sposati, mai avremo messo al mondo figli, mai avremmo fatto la scelta di educarli a casa se alla base non avessimo ricevuto noi per primi la fede cattolica dai nostri padri.
Così come ci è stata trasmessa, noi la trasmettiamo ai nostri figli, con tutti gli accorgimenti dovuti ad età, carattere, predisposizione, interesse ecc…
Lo abbiamo promesso il giorno del matrimonio e lo abbiamo ribadito il giorno del battesimo di ogni figlio.

Nessuno dei nostri figli è per il momento in età da scuola di catechismo parrocchiale, ma ora mai il nostro catechismo è iniziato e procede a gonfie vele, ben oltre e ben prima delle età anagrafiche delle classi parrocchiali.

L’esperienza ci ha confermato che è proprio vero che la fede cresce e si alimenta in famiglia fin da piccoli. Non è solo il catechismo imparato nelle sue formule a insegnare ma il quotidiano vissuto per primo dai genitori. L’ uno ti dice come si fa, l’altro te lo fa vedere.

In tutto questo, tempo fa abbiamo iniziato a recitare il rosario, all’inizio dicevamo con i bimbi solo una decina temendo che l’intero rosario fosse troppo.
Durante l’estate abbiamo condiviso un pò di giorni di riposo con amici carissimi, i quali invece il rosario lo dicono intero, con tutte le decine anche se le bimbe sono molto piccole.

Ci siamo riproposti di provare e i risultati sono stati bellissimi fin da subito.

La prima sera, nel tentativo di spiegare i misteri enunciati ai bimbi sono venute fuori un sacco di domande:
“Perchè l’angelo gabriele va da Maria?”
“Perchè Gesù muore?”
“Cosa vuol dire assunta in cielo?
” Che cos’è una corona di spine?”
e tante altre.
Così facendo nel semplice dire rosario, sera dopo sera, ci siamo accorti che stavamo facendo catechismo ai nostri figli, gli insegnavamo a pregare e con una preghiera bella, semplice, patrimonio secolare della chiesa, in comunione con il papa e i santi.
Le loro domande erano veramente tante e ne nascevano altre dalle stesse risposte, così mi sono messa di ingenio per presentare e spiegare i misteri del rosario in modo bello, con tanta arte che contraddistingue la nostra fede. In modo semplice, affinché potessero seguire cinque bimbi tra i sei e i 5 mesi.
Abbiamo un grandissimo telo e proiettore in casa ed ho appunto creato un power point con qui spiegare i misteri giorno per giorno.
Passo a presentarvi i primi cinque misteri che si recitano il lunedì e il sabato.
Qui il pdf da scaricare
il santo rosario

Ve lo presento

Si può ancora fare un catechismo semplice ai propri figli senza libretti brutti e costosi e perdite di tempo inutili come canti e balletti di indubbio gusto ed utilità.

La tradizione della chiesa è ricca di esempi semplici alla portata di tutti con semplici preghiere che nell’essere dette ti raccontano esattamente la vita di Gesù esempio che ogni cristiano deve seguire.
Poi c’è tutta la fatica di vivere quel vangelo che si è letto e pregato e noi genitori siamo i primi testimoni di questa meravigliosa battaglia. Battaglia fatta di gioia e fatiche, giorni più o meno difficili in cui noi per primi, siamo chiamati a quel combattimento spirituale che ci fa crescere nelle virtù, combattendo noi per primi i nostri vizi, il nostro peccato.
Perchè è assolutamente vero che la fede è un dono e una grazia ma anche una conquista che si ottiene combattendo.
I nostri figli ci guardano, e quello è il primo catechismo che vedono incarnato. Quello è ciò che davvero imparano.
Per questo è tanto importante essere autentici, veri, ammettere che anche per noi a volte è dura che non tutto viene spontaneo.
All’inizio di questo nuovo anni ci riproponiamo di continuare a pregare insieme e a crescere insieme. Vi facciamo dono di questo piccolo e primo catechismo familiare che tante grazie ci sta donando.
Non è nostro è della Chiesa che come madre accompagna sempre i suoi figli.

Calendario dell’avvento…seconda parte.

Eccoci di nuovo qui…Buon anno nuovo e Buon Natale….

Una serie di imprevisti ha rivoluzionato la nostra settimana prima di Natale e riesco solo ora a farvi vedere come abbiamo concluso il nostro presepio costruito con il calendario dell’avvento.

Un tranquillo pomeriggio Gregorio si è dedicato da solo al bue e asinello.

 

 

 

Una mattina con il papà, Benedetta e Maria Marta hanno costruito gli angeli. Non ho foto purtroppo ma gli angeli sono davvero adorabili

  

Una mattina da sola con Maria Marta abbiamo creato Gesù bambino e la stella cometa. Purtroppo mi sono dimenticata di fare delle foto

 

Infine per ultimo sono arrivati i magi. 

I bimbi hanno pensato di copiarli dalle statuine del presepio ufficiale

 

Re maggio Gregorio


Re maggio Benedetta


Re maggio colorato da Maria Marta

Ed eccolo tutto completo.

 

 Questo per noi è stato un Natale molto ricco, non di particolari doni materiali ma di tanti momenti speciali con amici e parenti e soprattuto nella scoperta che davvero Gesù, Dio vero, è nato da Maria in una grotta. Molto abbiamo goduto delle tante Messe festive di questi giorni, tutte ricchissime di grazie e di significato.

Davvero per noi è nato un Salvatore, davvero ne abbiamo bisogno, davvero abbiamo un Dio Padre che ci ama. La conclusione delle feste natLizie con l’Epifania annuncia la Pasqua vero culmine della vita cristiana.

Buon Natale ancora a tutti.



Calendario dell’avvento giorni 8/ 11/ 12 dicembre

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Calendario dell’avvento 2017

Fare il calendario dell’avvento mi richiede sempre molta fatica. Per iniziare arrivo sempre in ritardo, scarseggio di idee, o ho pregetti complicati e interminabili. Quest’anno sono riuscita a fare davvero qualcosa in tempo di semplice ma allo stesso tempo entusiasmante .

Il tutto alla fine realizzato in notturna perchè qui ora mai non sappiamo più cosa sia dormire….😂😭😴

La mattina dopo con i bimbi abbiamo appeso un filo di spago e abbiamo attaccato ogni busta con un po di colla a caldo

Cosa c’è dentro le buste? 

Ho pensato di costruire ogni giorno un pezzettino di un presepio murale che sarà nella loro stanza dei giochi e che alla fine si realizzerà solo arrivando al giorno di natale.

Primo giorno il fondale con cielo e colline

Secondo giorno le stelle e la luna. I bimbi hanno reallizato e attaccato le stelle e la luna nel cielo. Tanto materiali diversi per effetti finali differenti.

 

Terzo giorno le palme. Gregorio e Maria Marta si sono diretti sul classico una palma disegnata e colorata per Gregorio a pennarelli per Maria Marta con le tempere.

Gregorio ha poi ritagliato da solo e riassemblato tronco e foglie.

Benedetta ha invece, su mio suggerimento costruito palme intrecciando carta velina marrone e facendo le foglie con le mani.

Terzo giorno la capanna

Gregorio e Benedetta si sono occupati dei muri e del tetto.

Io e Maria Marta della paglia e del recinto.

Abbiamo poi assemblato tutto con colla vinilica e incorporatonel presepio murale.

Per ora il risultato è questo.

Non tutti igiorni ci sono attività propresepio nelle buste. In alcuni ci sono momenti speciali come “pattinare sul ghiaccio” o dolcetti in regalo, o ancora preghiere da scrivere e imparare a memoria.

  

Ogni giorno ha la sua sorpresa in base al programma della giornata. In questo modo è un percorso completo didattico e quotidiano che accompagna ad accogliere il vero grande regalo, Gesu!

Spero di continuare a raccontarvelo fino a natale.

Buon avvento!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costruire giochi

Questa estate in una caldissima giornata, Michele ha proposto a Gregorio e un amico,di costruire un gioco. 

È un’attività che facciamo spesso. 

Abbiamo costruito un biliardino, una tavoletta multi attività, delle maracas, insomma lavorare con materiali semplici ed assemblarli ci piace proprio. 

I progetti sono interamente realizzati dai bimbi che vi partecipano, dall’acquisto dei materiali fino all’esecuzione. Con sempre la supervisione di un adulto ovviamente.

Abbiamo visto che il divertimento è sempre assicurato.

 

Se mischio giallo e blu che colore viene?

Ormai tanti mesi fa, mi sono accorta che Maria Marta confondeva tanti colori.
Soprattutto sui secondari. Ho pensato di proporle un pò di attività alla scoperta dei colori.
Inizialmente non avevo intenzione di farle scoprire come si ottengono i vari colori ma solo di associare il nome giusto al giusto colore.
Come ogni volta che propongo qualcosa, i figli mi sospendono e mi superano e nel giro di pochi giorni siamo arrivati alla fatidica domanda ” ma se unisco questo e quello, che cosa viene?”

Ho ovviamente lasciato il timone alla mia bimba e il percorso è stato come sempre entusiasmante.
Passo a raccontarvi i primi passi e i successivi stravolgimenti…..

Erano attività pensate solo per lei, per cui le ho incentrate tutte sull’aspetto della fisicità che per la mia cucciola è molto importante.
Altra attenzione, spera di farle vedere che i colori sono parte della vita per cui siamo partiti da un materiale buono e usato in cucina; la cioccolata!
Dapprima l’abbiamo sciolta.

Una volta raffreddata, abbiamo provato a disegnare qualcosa di marrone, ovviamente ” Un tavolo mamma!”

E poi la parte forte, usiamo le mani!!!!

E poi i piedi!!!!!


Da qui ogni colore nuovo lo abbiamo fato con i piedi.

 
Fino ad arrivare a scoprire che se uniamo due colori ne viene fuori uno nuovo e diverso, come in questo esempio.

Da questo primo esempio il mischiare le tempere è diventato quotidiano fino a che Maria Marta non ha scoperto tutte le combinazioni e ha voluto realizzare il cartellone per il suo compleanno. Colorato tutto da sola!


Abbiamo scoperto poi altri giochetti con cui vedere i colori che si univano e mischiavano come questo; davvero affascinante.