Se mischio giallo e blu che colore viene?

Ormai tanti mesi fa, mi sono accorta che Maria Marta confondeva tanti colori.
Soprattutto sui secondari. Ho pensato di proporle un pò di attività alla scoperta dei colori.
Inizialmente non avevo intenzione di farle scoprire come si ottengono i vari colori ma solo di associare il nome giusto al giusto colore.
Come ogni volta che propongo qualcosa, i figli mi sospendono e mi superano e nel giro di pochi giorni siamo arrivati alla fatidica domanda ” ma se unisco questo e quello, che cosa viene?”

Ho ovviamente lasciato il timone alla mia bimba e il percorso è stato come sempre entusiasmante.
Passo a raccontarvi i primi passi e i successivi stravolgimenti…..

Erano attività pensate solo per lei, per cui le ho incentrate tutte sull’aspetto della fisicità che per la mia cucciola è molto importante.
Altra attenzione, spera di farle vedere che i colori sono parte della vita per cui siamo partiti da un materiale buono e usato in cucina; la cioccolata!
Dapprima l’abbiamo sciolta.

Una volta raffreddata, abbiamo provato a disegnare qualcosa di marrone, ovviamente ” Un tavolo mamma!”

E poi la parte forte, usiamo le mani!!!!

E poi i piedi!!!!!


Da qui ogni colore nuovo lo abbiamo fato con i piedi.

 
Fino ad arrivare a scoprire che se uniamo due colori ne viene fuori uno nuovo e diverso, come in questo esempio.

Da questo primo esempio il mischiare le tempere è diventato quotidiano fino a che Maria Marta non ha scoperto tutte le combinazioni e ha voluto realizzare il cartellone per il suo compleanno. Colorato tutto da sola!


Abbiamo scoperto poi altri giochetti con cui vedere i colori che si univano e mischiavano come questo; davvero affascinante.

Una lettura, la neve vera e la libertà di uscire a giocarci

 Sta mattina Benedetta lavorava e leggeva questo testo.


 

Improvvisamente ci siamo accorti che fuori nevicava.


Sapevo che sarebbe durata poco, così abbiamo mollato matite e quaderni ci siamo vestiti e siamo usciti.

 

 

Abbiamo anche assistito alla caduta della neve con acqua ed a un certo punto c’è stato un gran bagliore (fulmine) e poi un tuono fortissimo.

Siamo scappati subito!

 

 

Nessun uomo è un’isola

Ho tentato di scrivere questo post innumerevoli volte. Non mi piaceva mai come alla fine veniva fuori. Eppure volevo scriverlo a tutti i costi. In questo periodo in cui mi è così difficile aggiornare il blog ho ricevuto moltissime email tutte su un solo argomento, la socializzazione. Come fanno a socializzare se non vanno a scuola? Come faccio se sono in un paese dove non conosco nessuno? Ho un figlio timido e se non impara a stare con gli altri?  Come fate a insegnare loro come si sta in un contesto sociale più ampio? Non impareranno mai a staccarsi dalla tua gonna se non li butti nel mondo ecc.. ecc…

Potevo rispondere a tutti singolarmente eppure qualcosa mi ha spinto a rendere più pubblica la cosa;  non tanto per la nostra esperienza ( che ovviamente può risultare solo un esempio) ma per dire un pò di verità.
Perché parlo di verità?
Purtroppo sull’aspetto della socializzazione si celano molte bugie, miti, idee precostituite non valide e non dimostrate. Mai più di tutto vi si nasconde una bugia che ci sussurrano continuamente all’orecchio ormai sempre di più negli ultimi 40 anni. Sembrerebbe che oggi per crescere adeguatamente un figlio non bastino due genitori, poche regole, ma chiare e tanto buon senso; ma serva un’equipe di specialisti di tutte le discipline educative ed umanistiche.
Di base ci hanno convinto che l’essere umano ha bisogno di un’ospedale intero per poter funzionare bene anche sotto l’aspetto dell’educazione e comportamentale. Anche nelle relazioni non siamo, di base secondo questa corrente di pensiero, capaci se non ce lo insegna un professionista a cui è stato consegnato un attestato di laurea e che lo faccia solo dopo anni di studio.
Ecco il principio da cui parto è questo. Non serve un pedagogista per insegnarti quali limiti servono a tuo figlio e tanto meno per accompagnarlo nel mondo delle relazione dove per altro, vi svelo un segreto, sarà poi lui ad accompagnare voi. Non serve la psicomotricità (alla bella cifra di 200€ per non so quante sedute) per fargli prendere consapevolezza delle sue emozioni o per affrontarle. Non è necessario nessun particolare percorso educativo affinché evolva nel linguaggio o nel pensiero. Tanto meno serve una numerosa classe di SOLI coetanei ; capitanati da un adulto, affinché socializzi.

Adesso faccio un enorme cappello a tutto il discorso in cui sottolineo che non voglio fare un affronto a tutte quelle figure professionali che lavorano nell’educazione, il mio affronto è all’aver reso il percorso di crescita per forza vincolato a strutture e vie che vedono sempre di più la presenza di uno specialista.
E’ ovvio che ogni specialista che ho nominato è assolutamente necessario davanti a veri e seri problemi, ma appunto veri problemi non a fughe di responsabilità educative genitoriali.
Ho sentito mamme al parco dirmi ” a meno male che c’erano le dade dell’asilo a dirmi come fare per il pannolino se no non lo avrei mai tolto”; “meno male che ci hanno pensato le maestre se non non avrei saputo come fare a raccontargli che arrivava un fratello” ….
Cogliete l’assurdità dei due pensieri….?!….Credi davvero che tuo figlio sarebbe arrivato sull’altare con il pannolino se non ci fosse stata una dada di un asilo nido a insegnarglielo?
Dietro a questi pensieri c’è la falsa idea che la semplice vita e la vita di famiglia non siano sufficientemente formative e che di base nessuno sappia fare il genitore quindi generare uomini e donne alla vita. Se biologicamente puoi partecipare alla venuta al mondo di un figlio, hai in te anche tutte le capacità per generarlo alla vita in tutte le sue componenti.

La socializzazione è un falsissimo problema.
L’uomo è un essere sociale fin dalla nascita, il desiderio di entrare in relazione gli è innato, non cresce se c’è un “esperto” che lo stimola/guida/limita. La relazione ci è vitale e il bimbo la inizia con la madre prima ancora della nascita.
Venuti al mondo prima si struttura la relazione con i genitori poi piano piano ci si apre al mondo. Ognuno con i proprio particolari ritmi e tempi.
In questo ambito ci sono così tante etichette che diventano vere ferite sulle persone.
Per esempio la timidezza è quasi considerata una malattia, sembra che avere un figlio timido o riservato abbia all’ origine chissà quali turbe.
Dove sta scritto che dobbiamo essere tutti espansivi, chiacchieroni e burloni?

Il nostro primogenito sembrava un bimbo molto timido, quasi troppo a detta di alcuni. A tre anni difficilmente si lasciava andare con estranei. Ovviamente non inserendolo a scuola ogni tipo di etichetta/giudizio gli è stato dato da tutti coloro che erano esterni dalla famiglia. Noi sapevamo che era un bimbo tranquillo con una vita tranquilla e non avevamo motivo per sospettare che avesse paura degli altri. O che questa timidezza fosse in un qualche modo “patologica”.
Non si può essere timidi? e chi lo ha detto?
Invece di giudicare nostro figlio lo abbiamo sostenuto in quello che ci sembrava un suo particolare approccio di cui non sapevamo molto di più se non quello che si vedeva dai suoi gesti e dalle parole che diceva un bimbo di 3/4 anni.
Abbiamo così potuto scoprire che nostro figlio non era certo timido, anzi… Semplicemente prima di dare confidenza ad un estraneo valuta la situazione e se può dare fiducia a chi ha davanti. Successivamente al essersi chiesto se gli interessa ciò che gli si propone. Se non gli interessa sarà dura fargli prendere in considerazione la situazione.
Come poi mi disse un’amica psicoterapeuta ” più che timido questo bambino mi sembra saggio. Non solo prende atto delle vostre parole di rassicurazione ma vuole sapere da se, per una sua esperienza, se può dare fiducia a chi ha davanti.  Certo questo richiede  tempo e tranquillità; condizioni che raramente oggi si offrono ai bambini, specie in contesti scolastici.”
Del corso di circo Gregorio non aveva interesse e non ha concesso fiducia mai alla sua insegnante, al contrario della sorella.
Alla presentazione del corso di inglese per un motivo a noi ignoto l’intesa e la fiducia con la magic teacher è stata immediata e non ci sono mai stati problemi a separarsi da noi e frequentare il corso.
Così poi con il corso di nuoto dove l’istruttore prima si è dovuto guadagnare la sua fiducia, entrare in vero rapporto con lui, accoglierlo e poi passare al nuoto. Proprio due settimane fa, visto che era più bravo rispetto al livello del suo gruppo ha cambiato corso ed è andato con i più grandi e con un nuovo istruttore. Non c’è voluto molto perche si ambientasse pure lì. Ormai del cntesto si fidava ed era certamente un’attivita di suo interesse.

Parallelamente a tutto questo è cresciuta la relazione con coetanei vicini (amici ) e lontani ( incontri casuali al parco ecc..); e non coetanei.
Gregorio si presenta, chiede il nome della persona e via…
Vicino a casa abbiamo un campetto da calcio spesso frequentato da bambini di qualche anno più grandi di Gregorio.
Gregorio a volte ci va con il papà e sempre più spesso da solo. Si inserisce in autonomia nel gruppo già presente, offre la palla personale in cambio di poter giocare. A volte riceve un si a volte un no.
Quando gioca è sempre il più piccolo ( scarseggiano i bimbi di sei anni al parco a giocare a calcio in queste zone) a volte gli passano la palla altre volte passa intere partite a correre senza toccarla.
La sua crescita su questo aspetto è stata enorme e noi sappiamo che è stata rispettosa dei suoi tempi e delle sue naturali inclinazioni. Come abbiamo fatto? abbiamo ascoltato nostro figlio. Siamo partiti da tanta fiducia, dal rispetto e della stima che abbiamo per lui. Siamo stati noi ad imparare che non tutti si buttano nella mischia subito, qualcuno prima osserva, valuta e con gentilezza chiede di conoscerti. Poi non smette più di parlare a macchinetta……

Tutta un’altra storia per Benedetta. Bambina molto espansiva, fisica ma moooolto emotiva.
A vederla inizialmente diresti che lei è a posto, nessuno problema di socializzazione. Lei arriva al parco e va, corre. Posto nuovo e via parte.
Si e poi che fa? Torna indietro.
Benedetta è un’entusiasta si lancia anche fisicamente poi si ferma e valuta se vuole farlo di nuovo. Quello che si potrebbe considerare timidezza arriva dopo.
La riflessione arriva dopo; e se ti chiude la porta con molta difficoltà la riapri.
Perchè dicevo moooolto emotiva? perchè non ostante non abbia ancora 5 anni il suo cuore è davvero una profondità di emozioni complicate ma chiare, limpide. Tanto da faticare ad accettare la sconfitta, l’esclusione, i tempi più lenti dei suoi.
Benedetta viaggia a cento mila giri. Ed infatti con i coetanei dopo un pò si annoia.
Provate ad immaginarla in una classe della scuola dell’infanzia?!
Prova una tale noia che preferisce i grandi e non perchè venga trattata da piccolina e accontentata, tutt’altro!
La confondono per una coetanea e finalmente si trova a suo agio in una condizione in cui davvero per lei e la sua maturità è alla pari. Situazioni in cui a volte traina lei , a volte è trainata. Con questo dinamismo anche le sue emozioni si riequilibrano e le gestisce più facilmente.
Appoggiando questa sua libertà ci siamo dovuti ovviamente mettere in gioco perchè la nostra ragazza cerca amiche sui sette/ otto anni. Fortuna che non va a scuola e ha così tanto tempo libero da potersi adeguare ai tempi di amiche che hanno scuola, compiti e sport pomeridiani.
Parallelamente a questa socialità Benedetta è anche una bimba con una certa riservatezza dei propri spazi e una cura delle relazioni con gli altri, particolari.
L’anno scorso finita la sua festa di compleanno (4 anni) mi ha detto: ” mamma c’era troppa gente. Non sono riuscita a giocare con tutti!”
Benedetta ha ragione, nelle relazioni serve tempo per stare insieme.
Sono davvero necessari i 20 bimbi di una classe per imparare a stare insieme?
Ovviamente anche per Benedetta abbiamo avuto la nostra dose di critiche ” questa bambina non sta mai ferma” e osservazioni ” si ma non può passare il tempo solo con gente più grande” e ci siamo ovviamente interrogati e messi in discussione.
Come ovviare a questa sua fatica con i coetanei?
Abbiamo scoperto che si poteva insegnarle la pazienza. Quale dote meravigliosa e necessaria nel mondo di oggi?
Cara figliola non siamo tutti uguali bisogna imparare ad avere pazienza, elemento fondamentale nelle relazioni.
Come abbiamo fatto? Ce lo ha insegnato lei, o meglio nello stare con lei è nata l’esigenza di farle notare questo.
Non potevamo esimerci, non potevamo sorvolare su questo perchè era proprio, anzi lo è, una realtà molto presente nella sua vita e nelle sue relazioni. In casa e fuori.
Non tutti, figlia mia, vanno a centomila giri, bisogna avere pazienza; e qui anche la mamma ha avuto ed ha tanto da imparare.
Questa è una bellissima condivisione che condivido con Benedetta alla quale posso sinceramente dire “Lo so Benedetta avere pazienza richiede molta forza, ed è difficile. A volte sembra che gli altri vadano lentissimi”.
A detta di amici che nelle materne ci insegnano, Benedetta facilmente sarebbe etichettata iperattiva. Adesso che ha iniziato il corsivo vedo bene perchè. Stare su una sedia ferma per lei è un vero impegno. Nel rispetto di questa sua fatica, lascio che scelga da sola come scrivere e in che posizione. Pur ponendo le attenzioni necessarie all’impugnatura della penna. La maggioranza delle sue giornate è molto piena di movimento e il corso di circo per lei è un vero toccasana con capriole, salti, trapezio, tessuti aerei e palloni giganti su cui camminare.
Giorni fa eravamo in visita a un parco nuovo dove vi abbiamo trovato le reti elastiche o anche dette molle giganti. Durante il gioco Benedetta si è fermata è scesa dalla sua rete e si è avvicinata alla rete di fronte in cui saltava una ragazza diecenne. ” piacere mi chiamo Benedetta, tu come ti chiami?” porgendo la mano per stringerla.
Come faranno mai questi ragazzi ad imparare a socializzare? Osservano!!
Osservano il mondo attorno a sè, dove adulti bambini e ragazzi sono in relazione; e nella libertà scelgono se stringere o meno legami.

Questa forte osservazione è sicuramente molto marca ancora di più in Maria Marta la quale è un vero miscuglio di esperienza e personalità rispetto ai suoi fratelli.
Maria Marta è una furba sa quando essere riservata perchè non possiede le certezze giuste per lanciarsi, e quando invece saltarti al collo e farsi coccolare. Ha appena compiuto tre anni ed è in piena affermazione di sé. Avendo fratelli più piccoli e più grandi sta imparando a stare con tutti. A volte subisce, a volte si impone. Questo anche fuori con amicizie miste e coetanee. Condividere è difficile come se fosse figlia unica, aspettare le richiede molta pazienza.
La stiamo accompagnando con tanta pazienza e molto affetto perché non è facile come dice lei “sono un po glande un po picciola”; stare in mezzo. Anche lei ha iniziato scuola di circo e senza aver fatto esperienza di nidi e materne sa stare nel gruppo, sedersi in fila e tenere l’attenzione davvero a lungo.

In tutto questo discorso non ho volutamente toccato discorso regole, limiti, rispetto di quelle norme sociali basilari.
L’educazione spetta in primis ai genitori anche se i figli vanno poi a scuola.
Le regole, l’educazione lo stare nel mondo rispettandone le dinamiche lo imparano da noi  genitori perchè noi per primi le rispettiamo. Certamente ci sono momenti in cui dobbiamo ripetere regole già spiegate, limiti già dati, attenzioni già richiamate ma i nostri figli sono educati perché noi per primi ci sforziamo di esserlo e lo insegnano loro.
Non crediamo assolutamente che sia necessario andare a scuola per rispettare delle regole e un genitore che pensasse ” te lo insegneranno poi a scuola” verrebbe meno al proprio ruolo educativo.
L’educazione si impara in famiglia, sempre!
La socialità cioè il saper essere e stare nella società si impara stando nella società.
E’ inevitabile da genitori homeschooler porsi la domanda sulla socialità; innanzitutto perchè la maggioranza di noi a scuola ci è andata, secondo perchè in parte è un aspetto di responsabilità che fa parte della scelta.
Chi manda i figli a scuola difficilmente si sofferma su questo aspetto della crescita; chi educa i figli a casa per forza di cose deve osservare se le dinamiche sociali evolvono, crescono e si compiono in quella armoniosa crescita di tutta la persona.
Abitare in un posto nuovo comporterà per tutti mettersi in gioco, uscire e conoscere realtà nuove che magari spaventano.
Avere figli riservati richiederà ai genitori di mettere in gioco idee e capacità di sostegno, accompagnamento dell’evolversi della persona. La ricerca di ambienti ricchi di relazioni sane da offrire ai figli è un compito sempre in divenire, come in divenire siamo noi e i figli.
Anche noi, abbiamo cambiato casa spesso all’inizio della nostra vita famigliare.
Io per ovviare al problema “non conosciamo nessuno, non conosco il posto” uscivo spesso con i primi bimbi piccoli. In bici andavamo a scovare tutti i parchi nelle vicinanze. In ogni parchetto avevamo il nostro piccolo gruppo di amici. Alcuni sono stati amici per poco, altri lo sono ancora e ci si frequenta anche in altre situazioni.
Per chi frequenta parrocchie, movimenti, associazioni il problema socialità e relazioni non dovrebbe davvero esserci.
A volte il pallino della socialità è così ingombrante che noi scegliamo di staccare la spina e non vedere nessuno, oggi stiamo solo noi.
Nel crescere della famiglia e dell’età dei bimbi tante dinamiche si sono modificate e tantissime si modificheranno.
La sfida è rimanere attenti affinché ognuno possa avere la possibilità di intessere quelle relazioni soddisfacenti e ricche che ognuno di noi desidera.
Ma è anche vero che nessuno di noi è un isola, cioè vive bene da solo e quindi è anche giusto rilassarsi un pò tutti su questo tema perchè molto, tantissimo verrà da se.

Tranquilli i ragazzi educati a casa, non scappano davanti al postino che suona, anzi, saranno capaci di uscirsene candidamente dicendo
” Hai visto mamma com’ è bello?!”

Piccolo avvertimento se non mandate i figli a scuola, sappiate che ogni cosa storta o sbagliata che faranno i fanciulli sarà colpa del fatto che non li mandate a scuola. Infatti lo vediamo tutti come i bambini e ragazzi nel mondo di oggi siano buoni, composti, silenziosi ed educati. Quelli che fanno danni e casini sono gli homeschooler!

In piscina Gregorio molla il panino e si inserisce in un gruppo di sconosciuti a giocare a uno


Scoprire come aprire un cocco dal vicino di casa


Guardare i video della zia che balla


Amici di cortile


Non sto mai ferma ma se mi trucchi dieci minuti resisto


Pure i selfie, questi homeschooler sono proprio gente di mondo


Benedetta intenta a chiacchierare


Ascolto di racconti ed avventure


Sta sera mi alleno con papà. Unica regola fai tutti gli esercizi richiesti


Amici dalla nascita. Non ce lo ha insegnato nessuno


Giochi di società per tutte le età


Compleanni condivisi


Letture condivise

 

 

Scherzi e pastrocchi


Gli amici speciali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Festa dei Santi 2017

Quale miglior occasione della festa dei Santi per scoprire qualcosa di più a proposito del proprio Nome?

La vigilia di questa bella festa, mentre Elena prepara la Colazione…

mi metto alla ricerca di Immagini, Storie e Frasi da ricordare riguardo ai nostri nomi.

Ho creato e stampato un foglio formato A4 per ciascuno di Noi, che domattina potremmo leggere insieme per scoprire qualcosa di più sui Santi che ci hanno accompagnato,  e ci accompagneranno per sempre.

Ecco qui sotto il risultato…

 

Buona Festa dei Santi a Tutti

Autunno

Buon autunno!

Come per l’estate anche per l’autunno abbiamo preparato una cena tipicamente autunnale. Abbiamo invitato amici e vicini , questa volta con più anticipo, a mangiare pietanze autunnali con noi a casa nostra.

La mattina siamo andati al mercato a comprare calzetti e castagne! Poi tornati a casa ci siamo dedicati alla decorazione e allo studio a memoria di questa poesiola. 

I bimbi a turno hanno dipinto i vari disegni che aiutavano la lettura. Abbiamo cercato di particolareggiare i colori della stagione, in particolare varie tonalità di marrone.

       

Nel pomeriggio con l’aiuto di Michele abbiamo preparato una tovaglia autunnale autoprodotta. Su una tipica tovaglia bianca di carta abbiamo fatto tanti stancil di foglie con i tipici colori autunnali. Una volta asciutta abbiamo adagiato la tovaglia sul nostro piccolo tavolino dove la sera hanno mangiato i bimbi.

     

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Fratellanza

Una delle cose che più mi piace osservare tra i miei figli è quel personale e segreto rapporto che hanno tra loro, sia singolarmente che in gruppo. Mi diverto molto a vedere come evolvono le dinamiche in base ad età, periodi , interessi. In tutto questo faccio il più possibile da spettatrice perché non c’è intervento peggiore di quello di chi si intromette in rapporti altrui, specie tra fratelli; e soprattutto fuori dalla logica dei bambini. Si perché i bimbi hanno una giusta e sana logica , ed anche un bel senso innato di giustizia solo che spesso interveniamo noi adulti ad infastidire la dinamica. Vi faccio un esempio ; ci sono più grissini da dividere, spesso  da noi tutti in accordo, i tre più grandi li suddividono in base alle età “al più grande di più perché è più grande! “. Nessun adulto dividerebbe cosi le cose, la maggior parte farebbe parti uguali.

Ho mille esempi simili e da quando ho scoperto queste buffe e nascoste dinamiche cerco di stare sempre più zitta e di non intervenire mai. Giusto se mi chiedono aiuto come spesso accade durante liti e scaramucce, ma anche in quel caso mi rifiuto di fare da giustiziere (spesso mi chiedono di intervenire in scene a cui neanche assisto!) e rimando a loro l’invito a trovare una soluzione, un accordo che accontenti tutti.

Vi assicuro che a volte stare zitti è difficile eppure necessario, soprattutto quando l’ingiustizia sembra tale solo per noi. Così facendo abbiamo visto crescere e formarsi dei bellissimi rapporti di fratellanza, che crescono cambiano così come ognuno di noi. Nella libertà di gestire questi rapporti con la possibilità di tanto tempo per conoscersi ed ascoltarsi cresce tantissimo la capacità di aiutarsi e rispettarsi nelle individuali capacità e caratteristiche. Non ci sono solo giornate facili e a volte è un giorno bello per me ma non facile per mia sorella. Quanta pazienza che serve per imparare a stare insieme! Eppure è una tra le più importanti scuole di vita.

Nessuna scuola, centro estivo, corso o progetto educativo potrà mai offrire tanto a livello sociale, umano, emotivo come i rapporti familiari. Più fratelli si hanno più persone ci vorranno bene. Il tanto tempo libero dell’educazione parentale regala questi momenti speciali, in questi anni tanto importanti. Poi più avanti le amicizie salde, complici e libere completeranno tutto il resto della socialità “intima” di cui necessitiamo tutti. I fratelli sono la base di questo bellissimo processo.

Benedetta gioca e traveste Emanuele

Benedetta e Maria Marta

 


  

Benedetta legge a suo fratello Massimo

   

Mercatino 2017 -l’euro-

Qualche anno fa abbiamo scoperto una festa estiva che si ripete, una volta a settimana, per tutto il mese di luglio e agosto. La festa non ha nulla di particolare in se, se non ottime crescentine, e un carinissmo mercatino per bimbi. 

Questo inverno dovendo per forza di cose risistemare le stanze, abbiamo fatto insieme con i bimbi una bella cernita di giochi da vendere al mercatino.

Partecipare al mercatino richiede di rispettare poche e semplici regole, tra cui che siano attivamente i bimbi a gestire il proprio banchetto. Era quindi necessario che i bimbi a luglio padroneggiassero già l’uso della moneta euro e quindi il calcolo delle centinaia, uguaglianza di valore, prezzi e resti.

Quindi il primo vero lavoro per il mercatino è stato studiare l’euro.

Per fare questo siamo partiti dai centesimi per poter presentare l’unità dell’euro cent per poi arrivare all’euro.

Primo lavoro costruire tante scatoline colorate in cui suddividere le monete. Benedetta ha imparato a fare le scatole con la carta, un primo origamo.



E poi via con la suddivisione delle monete

Suddivise le monete le abbiamo osservate scoprendone le varie differenze.

Lavorando poi con un bimbo per volta abbiamo iniziato a contare uno alla volta 1cent, arrivando fino a 10 e creando la linea del dieci, con la classica suddivisione, tra il 5 e il 6 del metodo analogico.

Ogni linea una decina fino ad arrivare a 100 cioè 1€!


Dal quadrato dei cento centesimi, abbiamo facilmente scoperto che ogni riga sono dieci centesimi, due righe venti centesimi. La metà del quadrato sono cinquanta centesimi cioè mezzo euro. Ogni piccolo quadrato interno sono 25 centesimi cioè la metà di cinaquanta e un quarto di cento. Da queste intuitive scoperte, che con questo metodo sono immediate, siamo passati a fare ogni tipo di somma e sottrazione per decina e centinaia. 

In conclusione abbiamo presentato ai bimbi le banconote da 5€, 10€, 50€. Non avevamo altro in casa e ho pensato che era poi sufficiente. Abbiamo introdotto la spiegazione del resto ma senza approfondirla a parole per lasciare la sua scoperta nello svolgersi della realtà con il mercato.

Dopo aver dato un prezzo a ogni gioco abbiamo giocato al mercato in casa, simulando di fatto quello che sarebbe stato i giorni avvenire. Ci siamo più volte invertiti le parti. È stato divertente ed istruttivo per tutti.


Non ci resta che farvi vedere il mercatino vero e proprio. L’esperienza è stata molto istruttivi, non solo per i suoi aspetti didattici espliciti (somme sottazioni ecc…) ma soprattutto umani e relazionali. Abbiamo visto un’ evoluzione di approcci e dinamiche per ogni nostro figlio. L’entusiasmo iniziale di Gregorio si è scontrato con la fatica e la vera “noia” di un mercatino fatto di tempi morti e attese. La crescita di rimanere fedeli all’impegno dall’inizio alla fine.

 La timidezza iniziale di Benedetta si è piano piano sciolta fino a diventare vera intraprendenza alla “vendita”, capacità di dialogo sostenuto con i passanti proposte e tanto coraggio nel mettersi in gioco.

La partecipazione intermittente di Maria Marta, la quale ovviamente ha messo a dura prova la propria pazienza e capacità di attenzione.

Abbiamo ricordi di tante scene divertentissime che per giorni ci hanno fatto ridere e ricordare bei momenti.

Inaspettatamente abbiamo intrecciato nuove relazioni che hanno aperto nuove strade di amicizie, chi ci ha offerto confronto familiare o anche solo un bagno per i bimbi aprendo le porte di casa propria. Anche questo fa parte di un’educazione alla socialità, allo stare nel mondo, all’imparare a relazionarsi. L’esperienza si è rivelata molto più ricca di quello che credevamo noi adulti e con molte più potenzialità anche per il futuro.

                                     

Compleanno Gregorio 6 anni

Continuando a raccontarvi del compleanno di Gregorio, passiamo alla festa.

Da quando abitiamo nella casa in cui ci troviamo, festeggiamo il compleanno di Gregorio sempre insieme ad un amico è vicino di casa e compie gli anni esattamente una settimana prima. 

Abbiamo a disposizione un grande prato e con la bella stagione tutto viene più facile. Essendo poi la festa a fine agosto il compleanno di questi due bimbi è occasione per invitare amici e parenti che non sono via in vacanza e spesso ci ritroviamo con parecchia gente. La cosa davvero bella è che senza sforzo tutti gli anni mettiamo insieme una trentina di bambini che autonomamente si organizzarono un libero pomeriggio di giochi. Fino ad oggi non abbiamo mai dovuto e voluto “animare” la festa; i bimbi fanno tutto da soli. 

Questo è quindi il contesto rilassato in cui il tutto si svolge.

Ma passiamo alle richieste del mio ragazzo. Gregorio preme molto sulla torta, che spesso poi non mangia, ma per cui richiede un tema particolare. Addirittura l’anno scorso a conclusione della sua festa mi disse “l’anno prossimo voglio la torta con l’ippopotamo che nuota nel fango.”

Cose sempre semplicissime eheh…ma avevo tempo per documentarmi. 

Alla fine è stato semplice estrapolare una ricetta che potessi realizzare facilmente. Ho fatto un semplicissimo pan di Spagna , bello alto e spumoso. Ho aspettato che raffreddasse e l’ho tagliato a metà. In mezzo ho farcito con una crema al mascarpone mischiata con gocce di cioccolato. Richiusa la torta con in mezzo il mascarpone ho ricoperto tutto con abbondante Nutella.

Intanto il marito (perché poi è Michele il vero artista!); ha creato l’ ippopotamo che abbiamo adagiato sulla torta la quale poi è stata riposta in frigo a rassodare. 

Ecco il risultato


Carina vero?

Il resto della tavolata quest’anno era a base di tanta frutta simpatica


Di solito produco in grande quantità ogni tipo di cosa salata e dolce, ma con il gran caldo mi sono rifiutata di accendere il forno oltre che per la torta. Per cui via di patatine e salatini e tantissime caramelle gommose.

Vi mostro un po’ di foto dei bimbi e vi svelo un segreto chiaro a pochi quel pomeriggio. Tra gli invitati, gli homeschooler erano in netta maggioranza quel giorno, hanno comunque giocato tutti insieme. Nessun ferito, nessuno incapace di socializzare o stare in mezzo agli altri. Tanto è vero che nessuno si è accorto di nulla;come è normale che sia!

AUGURI GREGORIO!!!!

Il Regalo per Gregorio 

Qualche settimana fa Gregorio ha compiuto la bellezza di sei anni. 

Il nostro ragazzo cresce che è una meraviglia, con la gioia e la spensieratezza tipica della sua età. Gregorio è un bimbetto vivace ma riflessivo e da poco abbiamo scoperto che il suo linguaggio dell’amore principale è quello dei doni o regali. Con questo non si intende per forza un vero regalo ma conta soprattutto il fatto di aver pensato qualcosa per lui con il cuore. 

Ovviamente per il compleanno il nostro ragazzo aveva già espresso il suo desiderio, ma il babbo ha pensato di rendere la consegna del regalo ancora più emozionante, inventandosi una caccia al tesoro o meglio al regalo!!

Ecco la lettera da cui è iniziata la ricerca del regalo


Primo indizio da cercare nel bagno

Dov’è…?….

….dove sarà?

…Eccolo la!!!

 
La prima busta ci dirà dove cercare il secondo indizio…


Tanti pezzi….un puzzle ci svelerà il secondo nascondiglio

Cosa salterà fuori?


Nel camion dei pompieri!!!!


Andiamo a vedere….

Eccolo!!!

 

Ci tocca leggere un allegro indovinello…

….cuscino!


E poi?

Il tavolo!!!

 
Adesso ci tocca capire cosa dice questa piantina, forse in cortile ci porta questa mattina

Eccolo lo abbiamo trovato


Torniamo in casa forse ci siamo 

  
TROVATO!


Adesso lo apro


Anche con il volto coperto credo che la gioia di Gregorio si veda tutta.

Tanti auguri da tutti noi!

Metti una torrida domenica pomeriggio e…

Due domeniche, fa eravamo rientrati da poco dalla montagna(poi vi racconteremo); e il caldo afoso aveva reso tutti un po’ nervosi, annoiati. Per i bimbi tutto sembrava non andare bene, ogni proposta veniva scartata.

La più in crisi era Benedetta ed proprio a lei ho fatto questa veloce proposta. 

Le basi degli esagoni li ho trovati su pinterest facilmente stampabili, bisognava solo ritagliarli e poi giocare ad unirli tra loro secondo i colori uguali.




Benedetta si è divertita molto ed è stata pure molto precisa ed poi abbiamo giocato.