Mamma ho fatto l’inchiostro

Questa mattina, complice un sole eccezionale e una temperatura mite, abbiamo passato la mattina in cortile.

Dopo dieci minuti di adorazione eucaristica (abbiamo la grande grazia di averla dietro casa per due giorni a settimana!) e una passeggiata nel parco ci siamo fermati a giocare.

I bimbi hanno giocato insieme, trovato lombrichi, costruito castelli, ucciso draghi.

Nel susseguirsi delle esperienze e degli atti fantasiosi la benedetta ha trovato un sasso rosso lo ha rotto e ci ha uniti un goccio di acqua.

Si è creata una simpatica poltiglia rossa ed provato a metterla su un foglio/cartone generando un disegno.

Più che un disegno ha creato delle macchie di colore. Ma quello che mi è piaciuto è la capacità di inventiva la fantasia e l’uso dei materiali poveri e semplici.

Ai suoi occhi ha fatto una grande scoperta ed con molto entusiasmo me lo ha raccontato.

In fondo i primi uomini dipingevano così, con semplici materiali naturale e strumenti realizzato da loro partendo da quello che si trovavano attorno. Nel fare tante prove scoprivano cose nuove e nel ripeterle verificabile se funzionavano sempre o se potevano migliorarle.

Abbiamo colto l’occasione per una bella lezione di storia,arte e scienza.

Homeschooling ed Economia Familiare

E’ tanto tempo che mi chiedo se scrivere questo articolo, soprattutto perché entrare in questa sfera, la sfera economica significa sempre toccare le persone un po’ più da vicino, un po’ più intimamente, e a volte si può far male.

Vorrei poter dire che la nostra situazione economica è merito della nostra buona gestione dei soldi, della nostra capacità di fare economia, del nostro buon lavoro guadagnato per merito, ma non posso dirlo.

Sembra già straordinario al mondo d’oggi vivere con uno stipendio solo, figuriamoci una famiglia con 6 figli, se poi ci aggiungiamo che il papà lavora mezza-3/4 di giornata per stare in famiglia e dare il suo piccolo contributo all’istruzione familiare di tutti i suoi figli sembra davvero una cosa incredibile.

Incredibile sicuramente per il pensiero umano, ma non per il pensiero di Dio, di tutta questa situazione non c’è nulla di merito da parte nostra, anzi se proprio vogliamo dirla tutta facciamo più casini che altro, ma nonostante ciò abbiamo solamente di che ringraziare vista la nostra situazione.

Spesso nasce la domanda, ma come fate?

Lo abbiamo già scritto in un post, ma è stata la provvidenza di Dio a condurci passo passo a questa situazione.

In un dialogo con Dio, Santa Caterina da Siena si è sentita rispodere

Figliuola, pensa a me: se lo farai, io penserò subito a te

Noi ci scopriamo spessissimo a fare il contrario ovviamente, a cercare di crearci il futuro, a farlo come vorremmo noi, e spesso è proprio la nostra insistenza che ha impedito a Dio di agire sulla nostra Vita.

Ad oggi posso dire, guardandomi indietro di quasi 10 anni, che Dio si è davvero manifestato solo le poche volte che abbiamo messo da parte l’orgoglio ed abbiamo smesso di tirare il timone dalla parte che volevamo noi. (Sono quindi poche per colpa nostra e non sua)

Piano piano, con piccole virate e poco alla volta siamo stati gentilmente indirizzati sulla rotta su cui siamo oggi, che continua a cambiare, ma almeno sappiamo che il timone è in un paio di mani più sicure delle nostre.

Tutto ciò che ho scritto è solo per farvi capire che davvero, se non fosse stato per questo, io non avrei mai avuto abbastanza coraggio, sapienza, da sperimentare un equilibrio economico come quello di oggi.

Ed ora in brevissimo vorrei offrirvi un piccolo squarcio di alcune cose pratiche che abbiamo realizzato oggi e che inevitabilmente avvantaggiano la nostra vita familiare.

Punto 1:
Basso reddito familiare.
Oggi giorno avere uno solo dei due genitori che lavora significa essere in una fascia economica bassa/bassissima.
Quando la normalità sono due stipendi per una media di 35’000 – 40’000€ l’anno, avere uno stipendio anche alto da 20’000-25’000€ l’anno ti porta a essere un nucleo familiare di basso reddito.

Basso reddito vuol dire molte agevolazioni fiscali, vuol dire rientrare in tanti “aiuti”, dalla sanità, alle utenze, alle tasse, ecc.

Punti 2:
Meno spese.
Uno solo che lavora vuol dire meno spesa in benzina, trasporti, pasti fuori casa, vestiti stirati. Vuol dire che una delle due macchine fa molti meno km all’anno, che dura di più come macchina, meno lavori e riparazioni da farci, vuol dire non dover cambiare 2 macchina ogni 6-8 anni, ma solo una, e si sa bene che la macchina è uno degli acquisti più corposi dopo la casa.

Punto 3:
Meno stress quindi meno spese in svaghi.
Quando entrambi lavorano, entrambi hanno da dividersi i lavori in casa a fine giornata, vuol dire un ulteriore impegno, vuol dire meno tempo passato insieme, vuol dire che molto più spesso si è costretti a “staccare”, con svaghi, cene fuori, uscite, o per lo meno queste sono le prime cose che cambiano quando abbiamo momenti concitati, o mesi più impegnativi di altri.

In tutto ciò non ho minimamente toccato l’argomento HomeSchooling, più che altro perché in realtà per la nostra situazione economica, non incide molto.

Sicuramente è un risparmio sotto certi aspetti:

  • Non accompagnare i bimbi a scuola fa risparmiare benzina
  • Il vestiario scolastico costa un po’ di più del vestiario da uscite al parco
  • Niente spese di mensa scolastica
  • Usiamo quaderni ad anelle e non si sprecano quaderno I
  • I libri spesso sono riutilizzati
  • Non ci sono astucci personali ma si condividono tutti gli strumenti all’occorrenza

Se la paura per chi si mette nell’idea di fare homeschooling è che costi troppo dico subito che in realtà si può risparmiare davvero tanto.

Di base si può fare homeschooling veramente a bassi costi considerando tutte le risorse online, ma per noi questo è molto importante, quindi non si può certo dire che il nostro fare homeschooling sia economico (sotto il punto di vista di materiali ed attrezzature) e di conseguenza aiuti il bilancio familiare.

Noi come scelta familiare abbiamo comunque deciso di risparmiare in altri ambiti e quindi spesso per libri, formazione, software e strumenti preferiamo avere più cose e migliori, senza stare lì a contare i centesimi.

Ciò non toglie che se si paragona a quando si spende per uno studente normale spendiamo comunque meno.

Ma prima ancora di guardare io lato economico di fare homeschooling, la scelta che ci si trova da fare e che uno dei due genitori rimanga a casa, ecco quindi che ci si trova davanti a questa scelta:

(Quello che viene qui sotto è un mio calcolo di massima, quindi ovviamente non esatto, ma che vuole essere un possibile esempio di ragionamento.)

Alternativa A – Doppio stipendio:
Mamma lavoratrice fuori casa e quindi 17’000-23’000 euro in più l’anno (10’000-15’000 se part time)

Alternativa B – Singolo Stipendio
Mamma lavoratrice per la casa, marito e figli e quindi 17’000-23’000 euro in MENO l’anno (10’000-15’000 se part time)

Vista così la scelta è sempre molto difficile.

Quello che nota chi come noi ha fatto questa scelta è che in realtà, con due stipendi si finisce “incasellati” nelle famiglie ad alto reddito, e quindi parecchi aiuti che lo stato da, vanno persi, mentre invece chi vive con un solo stipendio riceve.

Se la scelta prima era tra “mamma a casa” e 17’000€

Ora la cifra di 17’000 euro si abbassa notevolmente, è difficile farne una media perché dipende da numero dei figli, stipendio del marito e tante cose, ma genericamente si abbassa di 4’000 /6’000 euro tra tasse, agevolazioni e contributi.

La cifra scende quindi a 11’000€

Se poi iniziamo a togliere da questi 11’000 euro, le spese della seconda macchina, che è utilizzata un po’ meno, riparazioni. Utilizzo di baby sitter quando i bimbi si ammalano e non si può rinunciare al lavoro.

A tutto ciò va poi aggiunto che quando la mamma lavora fuori casa, i lavori in casa vengono suddivisi tra i due adulti, altrimenti devono essere affidati ad altri (che vengono comunque pagati)

In più, ma questa è un opinione personale che abbiamo notato su di noi, quando lavora uno solo, ci sono un po’ meno scadenze, impegni tensioni, noi ci siamo resi conto che si spende un po’ meno in :

-cene fuori
-eventuale shopping non Essenziale
-ed altre spese varie conseguenza di un carico un po’ più alto di stress e scadenze

man mano che si aggiungono queste cose la forbice della scelta va a stringersi, questa cifra di 11’000 euro cala, (fatto un conteggio per noi è calata a 5’000€) , mentre i vantaggi NON tangibili e quindi non associabili ad una cifra rimangono.

Quando ci siamo trovati noi di fronte alla scelta tra Elena a casa, oppure Elena al lavoro, con una possibile differenza di 5’000€ abbiamo scelto di perdere 5’000€ che avremmo potuto risparmiare in altro modo, e tenerci la nostra cara Mamma Elena a casa.

Ribadisco che questo articolo non vuole essere assolutamente un giudizio nei confronti di chi diversamente da noi non ha fatto la nostra scelta, in questo testo ho solo voluto portare le nostre motivazioni e le nostre scelte, che hanno inciso sulla nostra famiglia, e che dipendono da parecchie cose, comune, casa in affitto o di proprietà, numero di figli.

Il fatto è che spesse volte (anche per noi inizialmente lo era) scegliere di lavorare entrambi i genitori è una scelta che viene presa senza pensarci troppo, e se invece questo articolo portasse anche solo momentaneamente qualche famiglia a rifletterci per poi scoprire che anche l’altra scelta era fattibile, (se non migliore) penso che sia di grande aiuto.

P.S. In tutta questa considerazione non è emerso tutto quel discorso che finisce sotto il calderone di “Soddisfazione personale” da parte della Moglie/Mamma, ci ripromettiamo di affrontarlo ;-P

Costruire giochi

Un paio di estati fa in una caldissima giornata, Michele ha proposto a Gregorio e un amico, di costruire un gioco.

È un’attività che facciamo spesso.

Nel tempo sono stati costruiti un biliardino, una tavoletta multi attività, delle maracas e tanti altri. Lavorare con materiali semplici ed assemblarli ci piace molto.

I progetti sono interamente realizzati dai bimbi che vi partecipano, dall’acquisto dei materiali fino all’esecuzione. Con sempre la supervisione di un adulto ovviamente.

Vedrete che usano materiali e strumenti a volte potenzialmente pericolosi o che richiedono molta attenzione. Con la guida di un adulto attento e capace di non trasmettere preoccupazione, tutti i bimbi riescono a partecipare ed imparano l’uso di materiali sempre diversi. Allenano la manualità in tanti modi differenti così come la precisione, la pazienza, la costanza, si mettono in gioco rischiano, sbagliano e riprovano.

Abbiamo visto che il divertimento è sempre assicurato. Spesso la parte che più piace è proprio la fase di costruzione più dell’uso del gioco in se. Alla fine il gioco più bello è costruire il gioco.

In questa occasione abbiamo realizzato il gioco degli anelli. Semplice classico e inesauribile nel divertimento.

Ecco qui alcuni scatti.

Se anche tu hai costruito giochi con i tuoi figli, puoi condividere una foto con noi qui sotto. Sarà bello arricchirsi vicendevolmente.

La casa dei Tre Fratelli

E’ un po’ difficile, ricominciare a mettere articoli su un blog quando è più di un anno che non ci si scriveva. Non c’è stato un motivo particolare, semplicemente non siamo mai riusciti a concludere un articolo e cliccare su PUBBLICA ;-P.

Per fortuna anche se il blog era fermo è andato tutto avanti, proveremo a scrivere poco per volta le cose importanti accadute in questo “Buco” di più di un anno, magari senza fermarci su quelle presenti.

Cominciamo con una delle ultime attività fatte:

La casa dei Tre Fratelli è una storia presa da un libro che stiamo utilizzando ora con Gregorio, Benedetta ed indirettamente anche Maria Marta: “Nel Paese della Grammatica” ecco la storia riassunta in breve.

"Nel Paese di Grammatica"

Un papà, costruttore di case per mestiere, capisce che è il momento di decidere a quale dei suoi 3 figli lasciare la casa in cui ha vissuto tutta la sua vita, la più bella di tutte quelle che ha costruito.
Decide quindi di metterla in palio facendo una sfida tra i suoi tre figli. La casa del padre andrà a chi costruirà la casa migliore.

Ecco quindi che i 3 figli, Preciso, Allegra e Mi Sbrigo (soprannominati così dal padre) si mettono subito al lavoro:

PRECISO si mette subito a progettare la casa su carta per farla perfetta sotto ogni aspetto.

ALLEGRA vuole abbellire la casa in tutti i modi possibili con fiori ed ogni altro tipo di decorazioni.

MI SBRIGO in quattro e quattr’otto costruisce una casa che è subito pronta e con il resto del tempo fa altre cose più divertenti.

Esaurito il tempo, il Padre va a vedere il risultato:

La casa di Preciso non c’è, è ancora tutta sulla carta, ha perso talmente tanto tempo ed energia che nel momento in cui bisogna costruire la casa si accorge che non ha più le forze.

La casa di Allegra è Bellissima, un sacco di decorazioni, in ogni parte, solo che manca delle Fondamenta, e quindi non è in grado di stare in piedi.

La casa di Mi Sbrigo è fatta in modo essenziale e sbrigativo, talmente sbrigativo che i muri sono storti e non si riesce ad entrare dalla porta.

Compito dell’esercizio era disegnare la casa così come ognuno l’avrebbe costruita, ecco quindi qui sotto i 3 disegni fatti.

Gregorio
Benedetta
Maria Marta

Non credo ci sia bisogno di commentare per capire che i 3 disegni, involontariamente possono essere tranquillamente associati ai 3 fratelli.

E’ incredibile come una semplice storia così, possa racchiudere una così grande verità, ma al tempo stesso è bellissimo sapere che con un esercizio del genere sia possibile aiutare i nostri figli a lavorare su questi aspetti così profondi del loro carattere.

Quanti di Noi senza fatica si possono identificare in questi 3 personaggi?

Quante volte, od in quali diverse situazioni, ci troviamo in Mi sbrigo e facciamo velocemente le cose in modo un po’ pressapochista?

Quante volte come Preciso vogliamo fare una cosa in modo talmente perfetto, da ritrovarsi poi a non riuscire a concluderla?

Quante volte come Allegra ci concentriamo su aspetti poco importanti e perdiamo di vista quelle essenziali?

Dal punto di vista di questo Blog forse ci siamo un po’ impersonificati in Preciso, volevamo curare le cose talmente tanto bene, che poi alla fine molti articoli sono rimasti nelle bozze e non sono stati mai Pubblicati.

Ecco la lista lunga lunga di articoli. Chissà che non ci dia da monito per i prossimi articoli riprendere e ripubblicare anche le cose non proprio perfette o non così perfette come vorremmo.

Facciamo un test se c’è ancora qualcuno che ci legge, quali di questi articoli vorreste che concludessimo per primo? Scrivetelo qui sotto…

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (parte 1)

Negli ultimi mesi per la nostra famiglia si sono susseguiti tanti piccoli e grandi eventi che ci hanno fatto prendere sempre più consapevolezza della benevolenza di Dio su di noi. Sia chiaro benevolenza totalmente non meritata, perché non crediate che siamo persone specialissime o chissà che.

Siamo persone come tante e non credo che nell’incontrarci potreste mai notare qualcosa di particolarmente diverso da qualunque altra famiglia. Le macchie di sugo costanti sulle magliette le abbiamo anche noi, litighiamo, bisticciamo a volte pure urliamo. Lo so, non si dovrebbe ma a volte capita, a volte pure spesso.

Ci siamo sposati certi che il nostro timido e immaturo amore sarebbe stato accompagnato e redento da un amore più grande capace di eternità. Ci siamo fidati di questa parola e che non ci sarebbe mai mancato nulla del necessario per vivere.
Nei nostri immaginari tutto questo spesso ricadeva sulle necessità materiali ed invece Dio, il Dio dell’abbondanza ci ha enormemente sorpreso.
Ci ha sorpreso nell’abbondanza materiale e in tutte quelle risorse, idee, persone e mezzi che per mille vie sono arrivati a noi. E speriamo da noi ripartite.

Alcuni amici che frequentano il blog sanno benissimo che ci siamo conosciuti per puro caso, che nella tradizione cattolica si chiama provvidenza o come diceva un nostro amico Dioincidenza; perché il caso non esiste.
Proprio quell’incontro è stato l’invito , la conferma per iniziare il nostro percorso di educazione parentale.
Finì per caso su quel blog dove riconobbi subito una certa sintonia di Fede che mi venne confermata nei primi scambi di email.

Perchè vi racconto tutto questo? Perché in questa intensa estate appena trascorsa guardandoci indietro abbiamo riconosciuto quante volte questa abbondanza è stata talmente colma da farci piangere di gioia. Vorremo poter testimoniare nella semplicità che Dio davvero è fedele per sempre e davvero non ti fa mancare nulla.

Sistemando scatoloni e facendo il cambio degli armadi (si anche noi abbiamo questa incombenza che mi fa fumare le orecchie due volte l’anno) nell’organizzare le nuove sistemazioni ci siamo accorti che questo era il “parco scarpe” da cui ogni nostro figlio accinge man mano che cresce.


Ci sono tutte arrivate per mille vie, praticamente credo ne sia stato comprato neanche il 5%. Tutte le altre sono doni che arrivano sistematicamente puntualissimi. Vi assicuriamo che è molto più del necessario.
Ne abbiamo per dodici figli volendo.

Attraverso questi doni materiali e molti altri doni meno tangibili materialmente, viviamo la reale presenza di Dio nel nostro quotidiano.

Ci tenevamo a raccontarlo perché sono davvero tante le volte che ci viene chiesto “Ma come fate?” oppure “fare figli è economicamente fallimentare” .
noi chiediamo, supplichiamo il cielo di provvedere alle nostre necessità e giocando tutte le nostre capacità alla fine arriva davvero ciò che serve, spesso di più.

Siamo consapevoli, forse non sempre del tutto, che tutto questo è a maggior gloria di Dio. Non è certo per sottolineare la nostra bravura, bontà, capacità o qualsiasi altra capacità che ci possa essere affibbiata.
Tutto richiama, indica l’amore di Dio per le sue creature.
Certo noi non chiediamo una Ferrari, ma perché sappiamo che non è quello che vogliamo e sopratutto non è ciò che serve per essere felici.

A chi è titubante se lanciarsi a formare una famiglia, a mettere al mondo un figlio, a iniziare il percorso dell’educazione parentale invitiamo a guardare queste foto e a leggere i prossimi racconti. Chiedete e vi sarà dato bussate e vi sarà aperto cercate e troverete. Mai in questi otto anni ci sono mancate energie, idee, persone e mezzi per proseguire il cammino.

Spesso dobbiamo stringere i denti, ancora più spesso rivedere i nostri piani, praticamente sempre cambiare priorità o riconoscere di aver sbagliato. Costantemente scopriamo vie e possibilità più belle e grandi di quelle inizialmente progettate da noi.

To be continued…

San Luca Evangelista

Salve a tutti. Manchiamo da tanti mesi e in questo tempo sono successe davvero tante cose.

Per esempio abbiamo cambiato casa!

Vi racconteremo….

Oggi volevo invece raccontarvi che,essendo festa di San Luca evangelista siamo stati a visitare il Santuario della Madonna di San Luca vicino a Bologna.

Eravamo con altri amici, anche loro Homeschooler ed accompagnati da un timido sole mattutino ci siamo incontrati in basilica.

Vi lascio il sito da cui si può scoprire la storia e vedere le foto. Noi non ne abbiamo fatte perché non si poteva.

http://www.santuariobeataverginesanluca.com

L’icona venerata è stata dipinta dall’evangelista e ne abbiamo potuto apprezzare tanti particolari,oggi esposti in pannelli ordinati dentro la basilica.

Abbiamo detto un rosario con tutti i bimbi. Rosario molto rumoroso ma che ci ha attirato tanti sorrisi. In uno di questi convenevoli saluti mi è stato fatto notare che si poteva salire fin sopra la cupola. E così due mamme e sette bambini si sono avventurate in cima per 110 scalini piccoli e stretti a vedere il panorama su bologna a 180^.

Incredibilmente al nostro arrivo le nuvole iniziali della giornata si erano diradate e abbiamo goduto di una splendida vista.

È stato davvero bello e inaspettato.

 

Dopo per tutti una merenda e qualche corsa dietro ai piccioni!

Vorremo tornarci ogni anno in questo speciale giorno, approfondendo la storia di San luca, i particolari pittorici e gli affreschi e magari aggiungendo pezzi a questa speciale devozione carissima ai bolognesi. Chissà tra qualche anno potremmo salire a piedi lungo il bellissimo portico che precede la basilica.

 

 

Esame 2018

Nel turbine di impegni degli ultimi mesi mi accingo a raccontarvi quello che è stato per noi il primo esame di idoneità sostenuto da Gregorio venerdì 22 giugno.

Faccio alcune doverose premesse.

Fin dal primo incontro con la dirigente abbiamo avuto un’accoglienza perfetta. Si è dimostrata preparata, competente e molto accogliente nei nostri confronti. Sapeva benissimo che le nostre richieste erano una nostra legittima dichiarazione.
Essendo una prima esperienza tanti tempi logistici ci sono sembrati strani e lunghi, adesso che abbiamo davvero sostenuto l’esame ne comprendiamo di più alcuni aspetti.
Siamo stati contattati dalla scuola, con una data di esame una settimana dopo la fine delle lezioni curricolari, con la data del 22 giugno.
Abbiamo chiesto un incontro con le maestre che si è svolto il martedì della stessa settimana dell’esame. A questo incontro erano presenti diverse maestre e maestri curiosi di incontrare e conoscere Gregorio.
Avevano letto il suo programma e tutti per una ragione diversa erano incuriositi. Tutti sono stati rispettosi ed entusiasti di conoscerci come famiglia e di conoscere Gregorio e il suo percorso umano.
Hanno preso appunti su come si era approcciato alla scrittura e alla lettura, quali erano i suoi interessi e le sue difficoltà.
Hanno direttamente ascoltato lui sulla “sua scuola a casa” e lui ha raccontato e spiegato cosa gli piace fare, gli strumenti di Bortolato, ha spaziato ben oltre quelli che sono gli obbiettivi minimi e quello che era il programma presentato.
Ci siamo lasciati in un clima disteso, simpatico e collaborativo.

Il 22 Giugno alle ore 9 ci siamo presentati a scuola tutti e sette.
Il clima in casa era tanto tranquillo , che le sorelle più piccole hanno brontolato per un pomeriggio perchè anche loro volevano fare l’esame ” non è giusto mamma anche io so scrivere!”

Gregorio era sereno a suo agio fin dal primo momento.
Lo abbiamo lasciato alle maestre tranquillo e pronto. Contento del suo zainetto in cui aveva la merenda e in cui aveva portato il suo progetto sullo spazio anche se ci avevano detto che non c’era bisogno.

Siamo tornati dopo due ore (tempi concordati con le mestre) e un’insegnante è uscita a dirci che erano in ritardo perchè nel momento del colorare una scheda (sic!) oltre a colorare in modo molto preciso, Gregorio aveva spiegato tante cose riferite alla scheda. Era una scheda di un disegno della fattoria con animali e contorno ambientale.
Abbiamo quindi atteso un’altra mezz’oretta per poi incontrare le insegnanti tutte insieme con noi, i fratelli e le sorelle ed un raggiante Gregorio.

Le prove sono tutte andate molto bene ben oltre gli obbiettivi minimi richiesti per una prima elementare.
Gregorio si è particolarmente distinto per una capacità assertiva notevole; cioè aggirare gli ostacoli e trovare soluzioni davanti ai problemi riscontrati. Capacità che ha saputo dimostrare sia nelle materie più classiche come italiano e matematica, ma soprattutto in inglese; dove ha voluto leggere a tutti i costi. Quando incontrava una parola di cui non era sicuro della pronuncia ne sceglieva un’altra nel vocabolario che possiede per avanzare comunque la lettura.

In definitiva ci hanno detto che si vede che è un bimbo sereno, tranquillo, molto autonomo che sa lavorare con cura. Hanno sottolineato che ha una notevole proprietà di linguaggio anche nella lingua inglese.
Nessuno ha fatto pressioni perché fosse iscritto a scuola o altro. Ci siamo lasciati con l’augurio di proseguire un buon lavoro e di rivederci l’anno prossimo.

L’idoneità è stata ampiamente raggiunta, non abbiamo un voto, non ci interessa saperlo e non lo chiederemo. Conosciamo bene nostro figlio e il colloquio con le maestre ci ha dato una panoramica completa su cosa potenziare nel proseguire la nostra avventura.

Come concludere? direi così….Fuori dalla scuola mentre tornavamo alla macchina ho chiesto a Gregorio : ” Greg come stai? Come è andata questa mattinata?”
” Benissimo , mi sono divertito.”
Non male per un bimbo che a tre anni veniva classificato come timido.

I figli ci sorprendono sempre e questo è un bene perchè ci ricorda che non sono nostri, ma sono un dono che ogni giorno va accompagnato a diventare ciò a cui il buon Dio li chiama.
Noi siamo solo testimoni e facilitatori di questa scoperta che avviene per infinite strade offerte dalla vita stessa.

Homeschooling: tra Libertà e Responsabilità

Sono onorata di scrivere questo post e di partecipare al confronto con LA LUNA DI CARTA .

Non è stato facile per me scrivere queste righe perchè il rischio di generalizzare è sempre molto alto.

Ho mentalmente scritto pagine e pagine sull’argomento ma non riuscivo a trovare un collante, una linea guida che unisse  tutti i miei pensieri.

Per caso un giorno immersa nelle mie faccende mi sono trovata tra le gambe Massimo, il quale si sta lanciando a camminare e sperimenta molto lo staccare le mani e rimanere in equilibrio sulle sue gambe.
Ecco in quella occasione, osservando il mio ometto, che con coraggio cercava di mantenere il suo equilibrio ho pensato che il fulcro fosse proprio la parola equilibrio.
Sia per me, per poter scrivere un post vero, sia nell’homeschooling e di come mettere insieme responsabilità e libertà.

Forse semplicemente, è l’equilibrio necessario per ogni azione educativa.

Se ascoltiamo in giro i discorsi medi della gente sembra che dal momento in cui ti assumi una responsabilità inevitabilmente perdi la libertà e quindi felicità.

Il discorso per noi si sviluppa in tutt’altro modo.

La persona responsabile non è una persona triste ma è colui o colei che sceglie e decide di portare il peso della scelta nella gioia, e nella fatica, consapevole che ne risponde in prima persona.
Questo è secondo me il cardine su cui poggia la scelta di chi fa educazione parentale.

Ti fai carico in toto della crescita dei tuoi figli tenendo insieme tutto della persona, sotto ogni aspetto. Guardi ai tuoi figli sempre come persona intera osservando vari aspetti in cui crescono ; da quello conoscitivo, didattico a quello relazionale, a quello emozionale.
Questo farsi carico comporta l’uso di molte energie in primis su di se, perchè per poter guardare un’altro integralmente bisogna fare un lungo percorso su se stessi, per accorgersi e desiderare di smussare tutti quegli angoli che ci portano a non voler stare con gli altri.

Stare insieme è difficile , tendiamo sempre a voler scappare dopo un pò, perchè la condivisione richiede fatica, impegno, pazienza, perseveranza.
Quanti genitori dicono frasi e vivono con il pensiero ” mi esaurisco a stare con i figli. Voglio tempo per me. “….ecc….anche tra chi pensa all’educazione parentale a volte c’è questo rischio .

L’idea che sia una strada tutta in discesa, dalla responsabilità bassa e limitata. Dalla fatica contenuta e dalla gioia perpetua ma non coltivata. Come se fare educazione parentale fosse lasciare andare una pallina sul piano inclinato.
E’ vero i bimbi apprendono da soli, ma l’ambiente giusto va preparato, lo stimolo, l’incoraggiamento arrivano da noi. A volte anche il coraggio dell’imposizione. Ho un figlio che scappa davanti alla fatica; se non ci imponessimo davanti alle sue continue fughe nessuno dei suoi progetti arriverebbe a conclusione.
Come aiutiamo e sosteniamo l’uno nella fatica, bisogna che ci inventiamo qualcosa per aiutare e sostenere l’altra che invece fatica a partire, è timorosa.
Questi e molto altri aspetti e dinamiche sono responsabilità del genitore homeschooler che invece di dire “ci pensa la scuola” o passare la vita a lamentarsi di come lavora la scuola, sceglie di mettersi in gioco lui.

I genitori degli homeschooler usano un sacco di energie per osservare i loro figli, comprenderli ed intervenire solo al momento davvero opportuno per offrire quell’aiuto che sostenga l’apprendimento o gli permetta di proseguire. Lottando in un difficile equilibrio tra la libertà del figlio e la propria responsabilità. Tra la responsabilità del figlio e la libertà e il coraggio di lasciarlo andare.
Ecco, li dove le scelte sono fatte con vera responsabilità si innesta la possibilità della libertà cioè la gestione di se con buon senso e quindi responsabile.

Gli homeschooler godono davvero di tantissima libertà, perchè scoprono che presa in mano la responsabilità dell’istruzione nei confronti dello stato; tutto quello che serve per imparare si può fare in mille modi e che la scintilla è l’interesse del ragazzo.
Ecco cosa davvero facciamo noi genitori di chi studia a casa, curiamo l’interesse, la curiosità, che a volte richiedono una sonora presa di posizione o meglio di imposizione.
Perchè non è vera la teoria secondo cui i bambini hanno in se il germe perfetto della volontà e che sia il mondo ad inquinarli.

Un genitore homeschooler e i suoi figli godono tantissimo di poter sonnecchiare un po’ di più alla mattina, ma il contro altare è la responsabilità di farsi carico degli impegni della giornata comunque . Magari non siamo in piedi alle sette ma spesso come ieri sera la scintilla si accende a cena e si fa grammatica ben oltre le nove.
Non rispettiamo campanelle ma ci serve molta auto disciplina per noi genitori e per i nostri figli per rispettare il lavoro da svolgere.
Non abbiamo voti che ci minacciano ma dobbiamo essere tanto responsabili a svolgere ciò che è necessario non ostante non ci sia nessuno che ci minacci.

Siamo liberi di scegliere come, cosa, dove e quando e per quanto tempo e per quante volte ma abbiamo la responsabilità di farlo davvero e non di fingere, in nome di una libertà, che se non si incatena ad una obbedienza ( personalmente: a Dio, a noi stessi, al marito e ai figli) diventa semplice svacco e bivacco.

Certo magari impariamo a scrivere sulla sabbia ma poi dovremo approcciarci a un foglio e scoprire che il mondo oggi, scrive sui fogli (e per fortuna!) o al computer.

Certo magari sappiamo che non serve fare segni rossi o urli sotto gli sbagli dei figli ma sappiamo che se non scrivi con una grammatica corretta nessuno capisce cosa vuoi dire e nessuno ti capisce.Quindi ti correggo certo che la tua autostima non subirà danni nell’essere messa davanti alla verità.

Scegliere l’educazione parentale per noi è stato in primis cercare qualcosa di più umano e rispettoso della dignità nostra e dei nostri figli, scoprire quante bugie si raccontano sull’apprendimento, sulla socialità, sulla necessità di mille restrizioni che impongono a scuola, su tante ideologie di cui la scuola si fa canale.
Ma poi è stato aprire gli occhi su un intero sistema che chiede che tu genitore in primis venga meno alle tue responsabilità per demandarle a qualcuno di esterno.
Scoprire che tutto quello che ti rifiuti di affrontare con i tuoi figli è solo del male da cui fuggi tu perchè fa fare fatica a te per primo.

Abbiamo scoperto che basta restare; invece che chiedere ad altri di occuparsene, per trovare soluzioni idee anche più avvincenti e migliori della confezione scolastica.

Abbiamo  una responsabilità enorme perchè ambiamo a una grande libertà per noi e per i nostri figli.

Una libertà di pensiero dalla cultura o meglio; non cultura dominante, libertà di un’educazione alta con dei valori di spessore che richiede impegno, tempo e fatica. Di cui risponderemo sempre in prima persona.

Chi sceglie l’educazione a casa decide che lo schema scuola non gli interessa perchè in effetti; secondo noi, non risponde in nessun modo alla possibilità di essere liberi e tanto meno responsabili.

La libertà di scegliere di imparare a scrivere con pensierini sui lego, su Gesù, sulla neve comporta la responsabilità di farlo. Non basta dire “io faccio diverso”. E’ necessario mettersi li dopo aver scelto il progetto e cercare tutto quello che serve per portarlo a termine.

In ultima analisi vorrei affrontare la questione esami. Da maggio 2017 sono obbligatori.
Non voglio troppo soffermarmi se siano giusti o no o se dietro ci sia un progetto che miri a vietare piano piano l’educazione parentale.
Quello che ritengo importante è che l’esame rappresenta il poverissimo metodo che lo stato usa per verificare il formarsi o meno di una cultura in un giovane bambino/a.
Inevitabilmente il sistema fallisce. Se non piccoli esempi, non ho sentito di particolari commissioni che, davvero come dice la legge, si mettono davanti a quel bambino e il suo personale curriculum e lo valutano in base a quello (così dicono le leggi in vigore!).
Molto più facile prendere il mio “schema scuola” (schede fotocopiate e impersonali) e proportelo. Non centra nulla con il tuo percorso? cavoli tuoi.

Il punto secondo me sta proprio qui, educare i nostri figli ad affrontare questi banchi di prova sapendo già prima quale sia il loro valore (sempre infinito!), con la consapevolezza del lavoro fatto, ben prima di sostenere l’esame.
Li davvero daremo prova della nostra libertà; faccio l’esame solo come pro forma; e responsabilità; a prescindere dal risultato io so cosa ho studiato e come, so già autovalutarmi e il tuo voto non esprime ne ora, ne mai chi sono, ne quanto mi sono impegnato o cosa conosco.

Alcuni anni fa chiacchierai con un ragazzo di una scuola superiore parentale. Sedici anni aveva, oggi sono certa sia un uomo adulto in giro per il mondo.
Gli chiesi: ” Non ti pesa fare un esame ogni anno?”
Mi rispose : ” No! E’ il prezzo per la mia libertà!”

Ambisco a un futuro in cui i miei stessi figli abbiano una maturità, una responsabilità e una libertà almeno tanto grande come quella di quel ragazzo.

“Questo post partecipa a Liberi di imparare” 

La cena dell’inverno 2018

Sono finalmente a raccontarvi la cena dell’inverno di quest’anno che è stata rimandata innumerevoli volte a causa di normali e semplici imprevisti familiari.
Così, in un gelido febbraio ormai inoltrato, in pochi giorni abbiamo preparato il tutto.
Oltre alle decorazioni dell’inverno che vi ho fatto vedere qui, abbiamo aggiunto la nostra filastrocca fuori dalla porta e delle bellissime tovaglie disegnate e colorate dai bimbi.

POESIA SULL’INVERNO
Io ho scritto a matita e fatto i disegni. I bimbi hanno colorato e ricalcato la scritta e imparato a memoria la poesia.
La poesia viene da qui, non è una mia invenzione.




Su delle tovaglie di carta, Michele ha proiettato il disegno di Olaf, di un cavaliere e di una ballerina come richiesto dai bimbi.
Maria Marta ha ricalcato tutto con un pennarello.



Seconda tovaglia con la stessa tecnica del proiettore abbiamo disegnato e colorato Anna e Elsa.


Le tavole apparecchiate


Le pietanze servite sono state:

-Passatelli in brodo
-Polenta con sugo di salsiccia in pomodoro e in panna
-Pane all’olio
-Fagiolata
-Torta salate con spinaci
-Torta salata con zucca e formaggi
-Salame di pane ripieno con prosciutto e formaggio
-Torta tenerina decorata con panna montata

PASSATELLI

POLENTA E SALSICCE

PANE ALL’OLIO

 

 

TORTA SALATA CON ZUCCA E FORMAGGI

TORTA SALATA CON SPINACI …A CUI QUALCUNO NON HA SAPUTO RESISTERE

TORTA TENERINA CON PANNA E DECORAZIONE A FIOCCO DI NEVE

Esattamente due sere dopo la cena dell’inverno siamo stati coperti da tanta neve e tanto freddo, l’inverno è davvero arrivato!
   

Mah, veramente fanno schifo….(Le belle critiche costruttive)

Succede a volte che, senza l’intento di essere cattivi, passi un giudizio od una critica sul lavoro od operato dei figli.

Alcune linee pseudo-educative dicono che il bimbo nell’apprendimento non va mai corretto, ma deve sempre accorgersi da solo dei suoi errori e dei suoi sbagli, o dove può migliorare.

Noi sappiamo ed abbiamo sperimentato chiaramente che invece affinché un figlio possa anche solo accorgersi degli errori, inesattezze invece va proprio educato a riconoscerle e migliorarsi tutti i giorni.

Correggere un figlio però, non significa poterlo trattare male, sbeffeggiarlo o criticarlo.

Nonostante sia chiaro nella nostra testa che ogni critica può essere costruttiva, abbiamo bene impresso che è sempre bene dirla nel modo giusto e senza apparire giudicante nei confronti dei figli, ma con amorevolezza indicare la via giusta.

Purtroppo però non sempre ci riesce ;-(

E’ infatti il caso di ciò che è successo sabato 24 febbraio durante la preparazione della cena dell’inverno, dopo aver fatto alcuni disegni sulle tovaglie, è nato il desiderio di colorare dei disegni prestampati, allora ho rimesso in funzione la stampante ed ho stampato parecchi disegni per Gregorio, Benedetta e Maria Marta.

Mi sono accorto brevemente che proprio Maria Marta consumava fogli ad una velocità impressionante, allora le ho chiesto di farmeli vedere, e lei mi ha detto:

Papà, sono belli?

Così senza pensarci, mi è uscito:

Mah, veramente fanno schifo… non hai colorato dentro i bordi ed hai fatto tutto di un colore solo.

Lo so, lo so, sono un padre Degenere, non si dovrebbe rispondere così ad una figlia.
Era una critica, pure pesante, che andava su un aspetto che io non potevo sapere quanto dipendesse dal suo impegno.

Ieri, lunedì dopo lavoro torno a casa ed Elena mi racconta che ha colorato un sacco e sono saltati fuori dei disegni bellissimi, dicendole:

Guarda mamma sono belli. Quelli prima no. Fanno schifo.

E mi ha chiesto se le avessi detto io questa cosa…

Io all’inizio mi sono un po’ vergognato, non è bello dire queste cose ad una bimba di 3 anni e poco più…

Non tutti i mali vengono per nuocere dice un vecchio detto, ed ecco quindi che vi mostro (in ordine) i disegni colorati da Maria Marta due giorni dopo quelli che avete appena visto.

Ed ecco gli ultimi due… Ovviamente di Olaf, che Ama i caldi abbracci 😉

Mi è rimasto solo un dubbio; che possa aver fatto questi ultimi disegni con un senso di obbligo o quanto meno non contenta di farli.
Invece Elena che non sapeva i nostri pregressi, mi  ha detto che era la solita Maria Marta felice e canterina mentre svolgeva i suoi lavori.

Ora non credo che sia giusto lanciare critiche così pesanti ai figli, come a nessuno, ma è vero che nei confronti dei bimbi c’è questa sorta di estrema paura a fargli vedere che il lavoro svolto è fatto male e che possono fare meglio. Certo tutto in base ad età capacità e disponibilità.

Infine è vero anche, non è il caso di Maria Marta visto che ha tre anni; che nel tempo si può aiutar un figlio a riconoscere che magari nel disegno non eccelle ma che ha altri doni e capacità.

A ognuno il suo, imparando a lodare le belle capacità degli altri e a far crescere le proprie.