“E oggi dove andiamo?”

Uno degli aspetti che più mi piace del fare HS è sicuramente il tanto tempo che si passa fuori casa, in giro per il paese, per i parchi.
Per commissioni, piccole faccende, o semplice svago chi non va a scuola ha sicuramente molto tempo per uscite di ogni genere
ed per incontrare la gente, li nella vita vera dove vive, fa la spesa, paga bollette ecc…insomma, quando fa le cose di tutti i giorni.

Solitamente esco sempre con i bimbi con ogni tipo di clima, stagione, condizione atmosferica.
Siamo organizzati che quando piove ci mettiamo gli stivaletti la giacca impermeabile e via senza paure sotto l’acqua.
Spesso in bicicletta altre volte a piedi.

Quest’anno, per via della gravidanza, la bicicletta non ho potuto usarla. All’inizio uscivamo lo stesso poi complice
un novembre improvvisamente e particolarmente umido sono stati i bimbi a chiedermi di stare più in casa.
Il ritorno delle belle giornate fin da gennaio (anche se a volte ancora gelate) ci ha permesso di tornare fuori molto più spesso,
con tragitti mooooolto più brevi per via della pancia.
Con un buon spirito di adattamento tutti hanno fatto la loro parte, chi a piedi e chi in bici, hanno maggiormente imparato ad attendere chi andava più piano (la mamma a piedi!) ed anche un buona autonomia in pista ciclabile.
Devo dire che non solo si sono dimostrati capaci di aspettare e obbedire quando era necessario; ma anche capaci di aspettare me, come per attraversare.
Ma in alcuni punti, protetti e sicuri, hanno dimostrato anche di saper gestire in autonomia gli attraversamenti.
Non immaginatevi bambini in giro da soli, semplicemente in alcuni punti del tratto percorso l’attraversamento è molto semplice e protetto, un enorme dosso, blocca totalmente le macchine.
Quando loro vi giungono ed io sono troppo distante aspettano, man mano che mi avvicino mi dichiarano quando possono attraversare e dopo il mio consenso attraversano.
Parlo principalmente di Gregorio e Benedetta, Maria marta invece ha preso sempre più dimestichezza con la bici senza pedali. Per cui io e lei piano piano arriviamo a raggiungere i fratelli.

Ecco alcuni scatti di queste giornate che si susseguono sempre di più, anche se ormai, adesso, difficilmente li accompagno io.

Benedetta e Maria marta

Maria marta

Benedetta

Gregorio
Giocare con le pozze è sempre una grande scoperta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San giuseppe, auguri a tutti i Papà!!

Qualche settimana fa, in un pomeriggio che mi vedeva costretta a letto per via della pancia, è uscito con i bimbi che presto sarebbe stato tempo della festa del Papà.

Mi hanno fatto alcune domande sulla festa e ho parlato loro di San Giuseppe, abbiamo poi letto un libro, che ne racconta in modo molto dolce i tratti caratteristici, con illustrazioni secondo me molto belle.
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Senza che dicessi nulla ai bimbi, loro stessi mi hanno chiesto di fare un regalo al babbo.
Gregorio sicuro e certo si è espresso subito: ” un espansione per carcasson così giochiamo tanto insieme!”.
Carcasson è un gioco di società che Michele ha insegnato a Gregorio tempo fa. Non è proprio per la sua età ma il ragazzo se la cava. Ed allora ho accolto la sua richiesta con molto piacere.
Gli ho proposto di cercare lui il gioco tramite Amazon e di verificare quale fosse il prezzo migliore per l’espansione più bella.
Abbiamo così introdotto il discorso soldi/ euro e approfondito “maggiore/minore”.
Siamo poi passati all’acquisto e alla scrittura tramite tablet del biglietto in allegato. Nel compiere l’acquisto Gregorio ha scoperto quanti giorni avrebbe dovuto aspettare.
All’arrivo del regalo si è occupato lui del pacchetto decidendo la carta e creando l’involucro, con un pò di aiuto.

Benedetta invece mi ha subito detto “io voglio costruire qualcosa”….
Ha pensato a lungo, fino a quando la bimba è venuta da ma dicendo: “Io costruisco un orologio tutto rosa, con i numeri neri, le lancette azzurre e ci scrivo, IL TEMPO CON TE E’ FELICE!”

Ed eccola al lavoro:
Prima la base, disegnata e tagliata,
 

poi ricoperta con carta velina rosa.

I numeri ricalcati e tagliati su cartoncino nero ed incollati sulla base rosa

Quasi sul finire la creazione della scritta, prima creata a matita poi ripassata a tempera oro e argento.

Per finire, le lancette azzurre disegnate su gomma crepla e poi tagliate ed attaccate con un ferma campione.
 
Ed ecco qui il lavoro concluso

Ultimo regalo aggiunto da me un libro preso solo perché un giorno gli ho sentito pronunciare questa frase “avrei voglia di leggere”
Eccoli qui i tre regali tutti insieme in attesa di essere aperti…

infine tutti insieme con il babbo, dopo l’apertura dei regali!!

 

La linea del 20 di Camillo Bortolato.

Con tantissimo ritardo, passo a presentarvi velocemente quello che è lo strumento che abbiamo utilizzato per l’apprendimento della matematica.

Ad oggi, due nostri figli lavorano con questo strumento in maniera sempre molto gioiosa.
Gregorio ormai dello strumento non ha più bisogno, Benedetta invece nella curiosità suscitata da quello che fa il fratello ha da sola scoperto “n+1” completando tutta la linea fino a 20.

Come dicevamo in altri post, abbiamo visto nei nostri figli la pura curiosità di scoprire le quantità, di esaltarsi nel verificare il risultato di un’operazione, di acquisire man, mano sempre maggiore sicurezza.

Il percorso prevede che, la scoperta dei numeri passi per un percorso lineare dove prima c’è la conoscenza diretta delle quantità che vengono poi nominate con i numeri solo successivamente.
Viene eliminato lo “0” come numero di partenza, escludendo così tanti punti di confusione.
Il primo passaggio è il riconoscimento intuitivo (cioè senza contare un tasto alla volta) della quantità.


La linea suddivide i tasti ogni 5, esattamente come lo sono le dita delle mani. Per il bimbo quindi è un sistema già conosciuto e integrato.
Gli esercizi con i “dots” sono per potenziare il software di riconoscimento intuitivo ,il cervello, in modo che il bimbo scopra da solo tante strategie per diventare veloce , attraverso il semplice esercizio.

Guidato da una simpatica maestra coniglia in poco tempo i bimbi arrivano a fare somme e sottrazioni, prima con lo strumento poi senza.

Nella seconda parte del libro, quando ormai il calcolo per nessuno aspetto è un problema, si inizia la comprensione e risoluzione dei problemi. Tutto il percorso, come poi per l’italiano, risulta snello, leggero, immediato.
Non ci sono perdite di tempo, in argomenti astratti ed inutili.
Nessuna spiegazione complicata, tutto è intuitivo ed ogni bimbo arriva a suo tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=PzaDHIGx0Dg

https://www.youtube.com/watch?v=iqLvKS6P7MM

Personalmente credo che questo maestro abbia semplicemente riscoperto una didattica semplice, mettendo davvero al centro il bimbo con il suo potenziale e la sua voglia di imparare tutto ed infretta.
Ascoltando le sue conferenze si capisce bene che per lui davvero il primo interesse è il bimbo.

 

 

Chi sono le famiglie che fanno hs?

Gulp siamo stati intervistati! sul sito c’è l’intervista intera. 

https://www.vice.com/it/article/chi-sono-gli-italiani-che-scelgono-di-far-studiare-a-casa-i-loro-figli

Qui per correttezza metto solo il nostro pezzo

Elena, 30 anni, casalinga e Michele, 27 anni, formatore in ambito professionale per giovani e adulti. Provincia di Bologna.
Genitori di Gregorio, 5 anni; Benedetta, 4 anni; Maria Marta, 2 anni

VICE: Quando avete deciso che i vostri figli avrebbero fatto l’homeschooling? Perché?
Elena e Michele: Abbiamo cominciato a interessarci all’homeschooling quando il nostro primo figlio era ancora molto piccolo, circa sei mesi. Ci siamo informati tramite blog di altre famiglie e successivamente partecipando ai meeting. Siamo partiti sempre molto scettici, con l’intento di fare una scelta il più possibile libera da pregiudizi da una parte e dall’altra.
All’inizio i principali motivi erano due: primo, per esperienza diretta da parte di Michele del mondo scolastico, constatavamo un continuo decadimento della didattica, del livello culturale e della motivazione di studenti e professori; secondo, riteniamo che la scuola sia un ambiente sempre più ideologizzato, fautore di una “cultura” che porta a pensare tutti allo stesso modo.

Avete mai avuto ripensamenti?
Sì. Periodicamente ci chiediamo se stiamo veramente offrendo qualcosa di più ai nostri figli. A volte dal punto di vista didattico, con la paura di essere carenti, e a volte dal punto di vista sociale. Solitamente dopo questi dubbi arrivano situazioni o avvenimenti che ci rassicurano e confermano la nostra scelta.

Se uno dei vostri figli vi dicesse di voler andare a scuola, quale sarebbe la vostra reazione?
Lo manderemmo a scuola, ma in ogni caso la responsabilità principale della sua istruzione ed educazione rimarrebbe in mano a noi, e sappiamo già che dovremmo integrare su parecchi aspetti.

Non avete paura che i vostri figli si sentano “diversi” dagli altri bambini?
Non pensiamo che ci sia nulla di male nel sentirsi diversi o nel constatare che effettivamente si è diversi. Il giorno in cui smetteremo di considerare la diversità come un ostacolo, sarà sotto gli occhi di tutti che in realtà è una ricchezza. Ci auguriamo che i nostri figli vedano già in noi che siamo genitori diversi rispetto agli altri, ma che ne portiamo la gioia e il peso nella consapevolezza delle scelte fatte.

In cosa il programma scolastico dei vostri figli è diverso da quello proposto dalla scuola tradizionale?
Stiamo usando il metodo analogico di Camillo Bortolato sia per l’italiano che per la matematica, e in parallelo sviluppiamo secondo le inclinazioni personali dei figli tutto l’apprendimento collaterale, sfruttando ogni risorsa, dalla biblioteca a internet.

 

Attività sull’ inverno!

Inserisco un post di stacco sulle attività che hanno svolto i bimbi durante l’inverno.

In realtà inizialmente hanno voluto partecipare alle attività proposte Benedetta e Maria Marta.
Si sono molto innamorate del cartone di Frozen, visto tutti insieme una sera e da li ho proposto loro di rappresentare vari personaggi.
Purtroppo non di tutto ho potuto tenere traccia ed in più la gravidanza ha dilatato molto i tempi.

Tutta via il lavoro, anche se ben più ridotto, si è svolto comunque.

Il primo personaggio è stato Holaf simpatico pupazzo di neve che anima il cartone.

Ho proposto a Benedetta di seguirmi passo, passo, nella sua realizzazione ed ecco il lavoro svolto.


Inizialmente Benedetta mi ha seguito passo passo nella realizzazione a matita, poi è passata in autonomia a colorarlo con gli acquarelli. Di sua scelta ha completato il disegno aggiungendo l’erba su cui poggia Holaf.

Il disegno realizzato a matita da me, è diventato invece la base da proporre a Maria Marta, che ha deciso di colorarlo anche lei con gli acquarelli. Tecnica non proprio facile da gestire per una bimbetta di due anni e mezzo. Ed ecco il risultato.

 

  
La parte nera sopra non è il cielo, bensì il tentativo della bimba di colorare di nero la scritta Holaf.

Altro personaggio, questa volta richiesto da Benedetta; Elsa.
Qui abbiamo seguito un tutorial, il più semplice che ho trovato anche se forse non il più perfetto.

Il primo è quello realizzato da me, il secondo da Benedetta, che poi con le matite si è molto divertita ad imparare a gestire il peso della mano sul pastello. Seguendo il tutorial, ha realizzato prima un colore chiaro, per poi ripassare e rendere più definite le sfumature. Ed ecco il lavoro concluso.


Gregorio non si è mai dimostrato interessato ai progetti (forse perché lui aveva già lavorato con le parole dell’inverno con dettati e scelta dei cibi tipici della stagione) però un giorno, ha realizzato questo disegno che vi spiego perché anche per me non è stato tutto chiaro all’inizio.

,
La scena descritta è avvenuta in realtà l’anno scorso, ovvero quando siamo andati a pattinare tutti e quattro sul ghiaccio. Ai piedi abbiamo i pattini.
I personaggi sulla sinistra in verde siamo Michele ed io quelli in blu sono Benedetta e Gregorio.
Come potete ben vedere, noi abbiamo le braccia, i bimbi no. Il significato di questo è il modo che ha trovato Gregorio per rappresentare l’esperienza fatta e cioè che per pattinare sul ghiaccio, devi avere il coraggio di tenere le braccia avanti per sbilanciarti quanto basta per avanzare, mantenendo l’equilibrio.
Come si capisce dal disegno, noi genitori sapevamo farlo, i bimbi all’inizio no. Con un pò di coraggio e un pomeriggio di pratica hanno imparato anche loro.
C’è infine un ultimo aspetto che Gregorio non ci ha “raccontato” spiegando il disegno, ma lo abbiamo notato noi qualche giorno dopo.
Le nostre mani sono più grandi, volutamente, per dare appunto la sensazione delle mani in avanti e quindi della prospettiva.
In effetti, sembrerebbe che il disegno sia tutto sproporzionato ma in realtà è la soluzione trovata da un bimbo di 5 anni e mezzo per rappresentare ciò che evidentemente è molto chiaro nella sua testa.
Abbiamo trovato curioso e bellissima questa “soluzione” autonoma trovata da lui e questa chiara realtà che possiede senza che, gli sia stata spiegata da qualcuno.
L’esperienza spesso fa molto di più che una spiegazione.

“La via del cuore” cit. Camillo Bortolato 

Osservando l’apprendimento libero dei nostri figli, ci siamo accorti che un conto è imparare a leggere un conto a scrivere.

Sono due percorsi diversi e distinti compiuti da parti diverse del cervello, che richiamano abilità diverse.

Come non serve un libro per iniziare a camminare, parlare,usare il computer, così non servono istruzioni per imparare a leggere.”

La questione del metodo per imparare a leggere si dissolve nella constatazione che ogni bambino ha il suo metodo segreto

Osservando Gregorio, per noi è sempre stato lampante come sulla lettura avesse un interesse e capacità più immediate rispetto alla scrittura.
Nel cercare di sostenerlo in questo suo percorso abbiamo scoperto il metodo analogico, prima con l’abecedario  e poi con il kit per la prima.

L’abecedario di Camillo bortolato

Il kit della prima

L’abecedario funziona in maniera molto semplice. Per ogni lettera sono stati messi insieme tutte le modalità per imparare a leggere, in modo che ogni bimbo in autonomia scelga quella che più gli si addice.

Ogni lettera ha un richiamo, con un disegno all’oggetto o animale a cui si riferisce (nella foto la G ha le orecchie del gatto e i baffi)  ed affianco ha le vocali con cui comporre la sillaba e il fonema. Vengono così fatte tutte le lettere dell’alfabeto in un colpo solo, con tutte le possibili e principali difficoltà come: ce, ci , ca, co, cu, ga, go, gu, gi, ge, sci, sce, gn, gli, chi, che, ghi,ghe.
Alla fine del quaderno in meno di venti minuti il bimbo ha visto tutte le lettere, le sillabe e le principali difficoltà fonetiche ed ortografiche.

I bimbi traggono molta soddisfazione nel fare il gioco, anche perché alla fine riescono a leggere le prime parole come: mela, pera, gnomo, pesci.

Il kit della prima si suddivide in una parte di italiano e una di matematica. Nella parte di italiano le prime strisce riassumono le lettere, con i richiami già presenti dell’abecedario e la guida invita a partire subito con la presentazione di tutte le lettere e i suoni.
In questo modo al bambino vengono consegnate tutti gli strumenti per leggere in un solo giorno, senza attraversare il noioso e lungo percorso di presentazione di una lettera per volta.

   

Ed ecco le prime parole che i bimbi leggono in autonomia, prima con i richiami poi senza con un passaggio immediato in minuscolo.   

Subito la guida invita a iniziare la lettura con il libro delle avventure di Pitti (storia che li coinvolge perchè pitti impara a volare da solo e diventa grande. vi sono numerosi spunti per percorsi paralleli su emozioni, stagioni, amicizia, ambiente, fratellanza, famiglia)

 

La mascherina aiuta le prime letture più complesse con il minuscolo.

A questo punto, la guida, invita ad esercitare quotidianamente la lettura mantenendo separato l’avvio della scrittura.
Noi abbiamo proprio seguito questo consiglio vedendone in Gregorio un grande giovamento legato soprattutto al fatto, che la scrittura era per lui fonte di grande frustrazione, perché richiede una concentrazione e motivazione differente.
Perché è necessario scrivere?
A cosa ci serve?
Perché è stata inventata la scrittura?
Abbiamo aspettato che nel bimbo nascesse un minimo interesse, curiosità per poi aiutarlo ad affrontare la frustrazione della fatica, del lavoro non perfetto, del migliorarsi passo dopo passo.
Anche perché, parallelamente il lavoro di matematica affianco, prevedeva la scrittura dei numeri che invece iniziava tranquilla, quindi la manualità della scrittura aveva comunque già un esercizio proficuo.

Nel metodo analogico, come poi in quello Montessori, in definitiva si presenta solo il corsivo.
Se per la lettura ognuno impara a suo modo, per riuscire nella scrittura servono rigore, disciplina, applicazione ed una guida.

Il metodo analogico non presenta al bimbo una lenta spiegazione a goccia, che spesso per i fanciulli risulta noiosa, confusa e deleteria; ma presenta degli strumenti, per far esercitare i bimbi in autonomia in quel processo preciso che è la scrittura.
Le strisce inizialmente vengono inserite nel supporto lavagna cancellabile, per un avvio deciso ma tranquillo.
In questo modo l’esercizio ripetuto è più agevole e divertente per i bimbi.
Gregorio ne ha tratto molto giovamento, l’esercizio non spaventava più anzi lo galvanizzava molto.
Una bellissima attenzione che suggerisce la guida è quella di non riprendere il bimbo sulla bella scrittura, perchè afferma,
la grafia è un processo sempre in evoluzione, anche per noi adulti; ed evolverà autonomamente“.
Se si desidera, per acquisire ordine sul quaderno, si possono presentare le tante cornicette che il quadernetto dei font propone.
Gregorio non le ha mai particolarmente apprezzate e vedendo poi l’impegno sul resto non abbiamo insistito.

  scrittura stampato maiuscolo/minuscolo

 

 scrittura corsivo minuscolo/maiuscolo

 esercizi di legatura

 memory ortografico

Ed ecco qui i ragazzi in vari momenti che lavorano; prima sulle strisce , poi sul quaderno dei font (altro strumento del kit) ed infine sul quaderno personale.

 strisce

   sul quaderno dei font

 quaderno personale.

La guida sulla scrittura si conclude con questo bellissimo messaggio:
“Il percorso per imparare a scrivere è sempre aperto perché la calligrafia è una ricerca costante di estetici e di economia. Non si pretende certo di raggiungere la perfezione, per cui già dopo alcuni mesi si può pensare che i bambini possano scrivere dei brevi pensieri in corsivo o dei dettati.
L’imperfezione nella scrittura non ci fa paura.” 

Nel presentare tutto questo c’è una storia di sotto fondo, che accompagna i bambini ed è la storia di Pitti.
Piccolo uccello, che piano piano scopre ed impara a volare da solo e seguendo il cuore affronta tante avventure, pericoli ed avversità.
Il metodo segue proprio questa “via del cuore” cioè, il desiderio che l’apprendimento avvenga attraverso l’emozione della scoperta e l’entusiasmo di scoprirsi capaci prima aiutati poi da soli.

Paralelamente all’apprendimento di lettura e scrittura, abbiamo molto lavorato sul testo di pitti facendo quella che comunemente è chiamata comprensione del testo, scoprendo le prime difficoltà ortografiche e le prime regole grammaticali. (Questo principalmente con Gregorio)
Affianco, inevitabilmente, c’è la scoperta di se del proprio cuore, del coraggio, della pazienza ecc…tutti sentimenti non sempre facili da riconoscere.
Ne sono nate bellissime chiacchierate ed bellissimi lavori individuali alcuni solo condivisi a voci altri scritti o disegnati.

Ne porto due in particolare nel cuore; uno di Benedetta che un giorno mi ha detto
” Anche io voglio fare il corsivo come Gregorio. Mi piace! sembra un disegno bellissimo” intraprendendo una strada tutta sua e particolare che come un gioco è partita dal corsivo sorvolando totalmente la lettura.
Infine Gregorio, che sempre più spontaneamente si mette a lavorare da solo ed un giorno con un foglio tutto scritto di letterine corre da me gridando “Guarda mamma, volo da solo proprio come Pitti!”.

Separo la spiegazione dell’avviamento al calcolo e alle quantità per due motivi:

1- il post sta diventando troppo lungo
2- le fatiche legate alla fine di questa impegnativa gravidanza gemellare ci hanno allungato molto i tempi di lavoro. Se dovessimo aspettare di concludere anche la parte di matematica rischieremmo di far passare davvero troppo tempo.

Speriamo nella vostra pazienza e nel non dover ulteriormente allungare i tempi.

 

 

 

 

 

 

 

Non spingere, non tirare, imparo anche se stai fermo a guardare!

Nel corso degli anni abbiamo visto nascere spontaneamente l’interesse per lettere e numeri nei nostri figli.

Per ognuno di loro il processo è avvenuto attraverso un personalissimo percorso composto di salti in avanti battute d’arresto, attese e scoperte, alcune guidate, la maggior parte autonome. Osservandoli silenziosamente in questa avventura abbiamo potuto meglio conoscere i nostri figli, accompagnarli sostenerli ed incoraggiarli in questo loro interesse.
L’interesse per ognuno di loro è sorto spontaneo, non sapremo bene dire come e quando, semplicemente un giorno dal nulla ti senti chiedere

” che lettera è questa?” oppure “questo come si legge?” o ancora “come si scrive?”

“perchè 1+1 fa 2?” “hei 4 è più grande di tre lo sapevi?” ” mamma ho scoperto che 2+2 fa 4 guarda” ….ecc…

I tempi in cui avviene tutto questo sono davvero liberi ed impercettibili, il compito di un genitore è solo quello di stare affianco ad osservare questo processo che parte e prosegue solo per curiosità ed interesse (non senza fatiche e delusioni) , sostenere con proposte idee e consigli a seconda delle domande ed aiuti richiesti dai bimbi.
Di idee e proposte ai bimbi con lettere e numeri ne abbiamo sempre offerti tanti, da giochi ad osservazioni nel quotidiano (come la spesa) da semplici osservazioni dell’ambiente circostante ( in natura c’è moltissima matematica e moltissima logica!) .

Non sempre abbiamo tenuto traccia di tutto questo percorso ma qualcosa nei nostri archivi c’è,provo a presentarvelo.

Gregorio

Benedetta

In questa occasione il babbo era in viaggio,MariaMarta ancora in pancia e mi venne l’idea di preparare un cartellone di “bentornato” ottima occasione per maneggiare lettere colori e tempere.

Benedetta


La semplice osservazione diretta della vita con le sue semplici e grandi scoperte

“Mamma dui piedi”.     “Mamma qui tanti , qui pochi, qui grandi, qui piccoli”

Gregorio

Mille espedienti per giocare con le quantità

     

I piedi neri di benedetta che poggiano sulla linea del dieci analogica

Tante occasioni in cui i bimbi pongono domande curiosità e si risponde

  

Tante prove per scoprirsi abili anche dove a volte si fa fatica

Anche per le lettere tante occasioni per scoprirle conoscerle.

In tanti modi diversi con tempi e preferenze diverse.
 

Alfabeti proposti in diverse modalità

  

Tanti giochi di riconoscimento con materiali diversi

   
Per i nostri figli didò,pasta bicarbonato, pasta sale sono spesso materiali amatissimi. Comperi o fatti in casa sono sempre molto amati ed usati per giorni e giorni. Su internet si trovano molte idee di come utilizzarli per giochi inerente alle lettere o con le parole.

       

Uno dei metodi più affascinanti per imparare la scrittura è il metodo montessori. Così rispettoso dell’individualità di ognuno, attento all’essenziale, semplice ed immediato.

Ho davvero visto il suo potenziale osservando come ogni mio figlio lo abbia usato, o lo usi in maniera diversa e autonoma sia per riconoscere le lettere, sia come esercizio di manualità , sia per un autocontrollo davanti ad un dubbio.

Presentare questi materiali richiede un po’ di studio e preparazione, forse più emotiva che tecnica da parte dell’adulto.

      

La crescita di una persona non è mai un processo lineare con punti in ordine e successivi da spuntare. Tante cose avvengono senza che ne conosciamo la vera origine, ancora meno possiamo prevederne i tempi di crescita e sviluppo.

Noi abbiamo visto avvenire questo in ognuno dei nostri figli per un’infinità a di cose anche per la scrittura e la lettura.

              

Non sappiamo sempre da dove sorgano gli interessi dei nostri figli di certo però in casa nostra non mancano i libri,sia per grandi che per piccoli. Tutti hanno libero accesso a tanti libri non solo a quelli “giusti per età ”

 

Tanti amici che entrano in casa nostra si sentono spesso chiedere “me lo leggi?”

          

La libreria in camera dei bimbi. Non è mai ovviamente in questo ordine.

  

Chiudiamo il post con questa ultima foto che collegherà al post successivo.
Tutto quello che vi abbiamo fatto vedere fino a qui non è avvenuto con un ordine preciso e soprattutto non nella sequenza con cui ve lo abbiamo presentato.
Tante esperienze si sono ripetute altre interrotte, progetti iniziati e conclusi, qualcuno abbandonato.

Nel nostro percorso ad un certo punto abbiamo conosciuto il metodo analogico di Camillo Bortolato e per tante ragioni lo abbiamo abbracciato. Questa foto rappresenta uno dei primi passi che si compiono con questo metodo.

Infine quello che mi sento di dire da mamma (siamo sempre noi quelle che si preoccupano un pò di più) è questo;
nella società di oggi un bimbo normalmente stimolato è impossibile che non impari a leggere e scrivere e a far di conto.
Troppi sono gli stimoli involontari non dipendenti da noi che i nostri figli recepiscono,interiorizzano, fanno propri e sviluppano nuovamente.
E’ un processo che non possiamo evitare ed è proprio per questo motivo che al di la delle nostre “competenze” i nostri figli impareranno a leggere e scrivere.
Posso assicurarvi; fidarsi di loro, del loro temperamento ed anche delle battute d’arresto è tutto quello che davveronoi adulti dobbiamo imparare.
Questa saggezza antica ma sempre nuova di fermarsi, stare zitti ed aspettare ci ha permesso di assistere ad un piccolo miracolo che non sappiamo spiegare fino in fondo; prima con Gregorio
e poi adesso si ripete con Benedetta per una strada così diversa che sembra quasi impossibile che siano fratelli.
A coda ai suoi fratelli sta arrivando anche Maria Marta la
quale per una via nuova ha iniziato a scrive letterine, contare e leggere.

Carnevale 2017

Alcune settiman, fa i bimbi hanno trascorso alcuni giorni a casa dei nonni. Tra le tante cose raccontate ci hanno riportato la scoperta di un nuovo cartone , che ovviamente  non avendo la TV non conoscevano. Questo cartone animato è quello dei super pigiamini.

I bimbi erano così entusiasti, che ho pensato di proporgli di creare le maschere ed i vestiti per il carnevale. Le maschere le hanno realizzate in fretta nel lavoro di due mattine, ognuno costruendo, ritagliano (i più grandi)e dipingendo la propria maschera.

Ecco i modelli da cui siamo partiti


Eccoli all’opera

Benedetta con Gufetta

 
Maria Marta con gatto boy

Gregorio con gecoboy


Ed eccoli qui completi e tutti insieme


A questo punto è stato il momento della mamma, che si è messa all’opera con la macchina da cucire imparando anche ad usare un piedino nuovo; il piedino orlatore. Mi ha richiesto molta pazienza ma tanta soddisfazione.


La vera conclusione di un abito sono le sue rifiniture e  la stiratura dove per la prima volta mi ha aiutata Benedetta


Completati i mantelli e le maschere, i nostri eroi sono pronti a festeggiare!!


BUON CARNEVALE A TUTTI!

Siamo senza farina! Ma vogliamo fare un Bel dolce!

Buona Domenica! Oggi mentre la mamma è a messa vorrei fare un esperimento, siccome i nostri figlioli sono spesso in cucina vorrei far fare loro una ricetta dall’inizio alla fine in completa autonomia.

Utilizzerò l’articolo che sto scrivendo per far leggere a Gregorio la ricetta con gli ingredienti, quantità e procedure e li lascerò in completa autonomia, il mio unico apporto pratico sarà fare foto, che aggiungerò in seguito.

INGREDIENTI

Cioccolato fondente 200g

Biscotti secchi 175g

Burro 150g

Zucchero 150g

Uova 2

PROCEDURA

-tagliare il cioccolato fondente a pezzettini

-sciogliere a bagnomaria (chiedi a papà cosa significa “bagnomaria”) fino a che il cioccolato non si è sciolto completamente

-lasciare raffreddare il cioccolato

-mettere in una ciotola il burro a pezzetti

-aggiungere lo zucchero

-montare burro e zucchero con la frusta elettrica

-aprire e mettere le uova in un’altra ciotola

-sbattere con la forchetta le due uova

-aggiungere le uova poco alla volta al burro ed allo zucchero continuando a frustare

-aggiungere il cioccolato fuso

-in un altra ciotola spezzettare i biscotti con le mani

-aggiungete alla ciotola con i biscotti l’impasto di burro zucchero uova e cioccolato

-mescolare fino a che non diventa omogeneo (chiedi a papà cosa significa omogeneo)

-mettere l’impasto su di un foglio di carta da forno

-creare un salsicciotto

-chiudere il salame nella carta tipo caramella

-appoggiare il salame su di un vassoio e mettere in frigo

-aspettare 2/3 ore

Gregorio oltre a leggere è stata la parte più attiva di questo progetto, l’ha seguito dall’inizio alla fine (gli ultimi passaggi sono stati fatti dopo pranzo) mentre Benedetta è stata presente in alcune situazioni, ed invece Maria Marta ha preferito fare altro.

Ed ora iniziamo!
Come prima cosa abbiamo da leggere e recuperare gli ingredienti…

Già da qui Gregorio ha cominciato a capire che la mia presenza era insolita, perché io non facevo nulla se non rispondere ai suoi comandi/richieste lasciando da parte ogni mio consiglio od interpretazione, nonostante questo è andata molto bene. (Stare zitti e non intromettersi è parecchio faticoso..)

Da ora inizia il bello, cominciamo a leggere la procedura…

-tagliare il cioccolato fondente a pezzettini

dopo le prime prove, il cioccolato fondente ha la meglio, allora viene in aiuto Benedetta

con fatica si ottengono i primi pezzetti, ma i ragazzi capiscono presto che è molto faticoso, ed allora chiedo loro cosa vogliono fare…
Come a volte succede, Greg si scoraggia, e ciò non gli permette di pensare ad una soluzione, ci vogliono infatti circa 10 minuti prima che a Benedetta venga in mente di chiedere a ME di dare loro una mano. Infatti fino a quel momento non ci avevano proprio pensato.

Così comincio a tagliare, su comando loro… nel mentre taglio i pezzettini Gregorio pensa bene di raggruppare i pezzi in un angolo del tagliere,

ma non mi chiede di fermarmi, ed infatti ahimè mette la sua mano sotto la parte di ferro del coltello, pochi mm prima dell’inizio della lama…

piccola ferita di guerra, ma che non scoraggia e non fa perdere nemmeno un minuto e subito si riparte

-sciogliere a bagnomaria (chiedi a papà cosa significa “bagnomaria”) fino a che il cioccolato non si è sciolto completamente

 

-lasciare raffreddare il cioccolato

-mettere in una ciotola il burro a pezzetti

questa è stata una fase in cui abbiamo scoperto queste diverse cose:
prima di tutto che la tara della ciotola va azzerata

secondariamente è successo che tagliando i pezzi di burro prima di pesarlo la bilancia del Bimby ci si è resettata ben 3 volte, e Gregorio ha dovuto fare la fatica di svuotarla e riempirla nuovamente per pesare il tutto. Ha quindi scoperto che è bene prima pesare e dopo tagliare.

come terza cosa (come si vede dalla seconda immagine) Gregorio ha deciso di usare lo stesso tagliere del cioccolato, poco male ber il burro utilizzato e pesato, ma per quello che doveva venire riposto in frigo e che è rimasto coperto di cioccolato come la mettiamo??  (“sempre meglio cambiare tagliere vero, Greg?”)

-aggiungere lo zucchero

-montare burro e zucchero con la frusta elettrica

In questa fase mi sono un attimo perso, non ho fotografato il montaggio del burro e dello zucchero, ma sono stato particolarmente colpito da Gregorio che ha deciso di  mettersi sul tavolo ed ha ragionato da solo sul fatto che serviva una prolunga (qui nella foto mentre attacca la spina della prolunga)

-aprire e mettere le uova in un’altra ciotola 

un pezzetto del guscio del secondo uovo è caduto dentro e Gregorio mi ha chiesto di recuperarlo

-sbattere con la forchetta le due uova

-aggiungere le uova poco alla volta al burro ed allo zucchero continuando a frustare 

Gregorio si è reso conto subito che da solo era parecchio difficile (per lui era pesante anche solo il minipimer) quindi mi ha chiesto in una prima fase di rovesciare “piano piano” le uova, e poi di tenere ferma la ciotola

-aggiungere il cioccolato fuso

E’ partito con il cucchiaino, ma per fortuna si è accordo che ci sarebbe voluto un bel po’ di tempo, quindi ha cambiato strategia (nell’ultima foto mi ha chiesto una mano)

-in un altra ciotola spezzettare i biscotti con le mani 

(Questa cosa è stata fatta da Benedetta mentre Gregorio era alle prese con la frusta)

-aggiungete alla ciotola con i biscotti l’impasto di burro zucchero uova e cioccolato

-mescolare fino a che non diventa omogeneo (chiedi a papà cosa significa omogeneo)

Da qui in poi mi sono un po’ perso con le foto, i pezzi di Benedetta erano parecchio grossi, e i bimbi mi hanno chiesto una mano per concludere.

-mettere l’impasto su di un foglio di carta da forno

-creare un salsicciotto

-chiudere il salame nella carta tipo caramella

-appoggiare il salame su di un vassoio e mettere in frigo

-aspettare 2/3 ore

E nel frattempo che si fa? “Si riordina vero Greg?”

E quel pomeriggio è stato servito e devo dire che era parecchio BUONO!

Forse non aveva una forma spettacolare, ma tutti hanno fatto i complimenti allo Chef!

 

 

Garibaldi un eroe?….

Ecco un esempio di bugia raccontata a scuola.

Trovo sorprendente e triste scoprire sempre di più quante balle io abbia bevuto a scuola.
Dell ‘ unità d’Italia ci viene detto sostanzialmente che è stata una cosa meravigliosa e ottima.
I suoi promotori degli eroi….come Garibaldi di cui troviamo il nome ricordato in tante piazze d’Italia come se fosse davvero un eroe.

Più che un eroe è stato un terrorista, perché chi ruba soldati , soldi ed uccide si può chiamarlo solo terrorista.

Noi abbiamo scoperto grazie ad un’amico questa canzone che in parte lo racconta.

Bello anche scoprire che la storia la puoi raccontare non solo su noiosi testi con date infinite di guerre
ma con una canzone orecchiabile ben scritta e cantata da una bella voce.

Un modo come un’altro per imparare.

I nostri bimbi mi continuano a chiedere di ascoltarla.