La linea del 20 di Camillo Bortolato.

Con tantissimo ritardo, passo a presentarvi velocemente quello che è lo strumento che abbiamo utilizzato per l’apprendimento della matematica.

Ad oggi, due nostri figli lavorano con questo strumento in maniera sempre molto gioiosa.
Gregorio ormai dello strumento non ha più bisogno, Benedetta invece nella curiosità suscitata da quello che fa il fratello ha da sola scoperto “n+1” completando tutta la linea fino a 20.

Come dicevamo in altri post, abbiamo visto nei nostri figli la pura curiosità di scoprire le quantità, di esaltarsi nel verificare il risultato di un’operazione, di acquisire man, mano sempre maggiore sicurezza.

Il percorso prevede che, la scoperta dei numeri passi per un percorso lineare dove prima c’è la conoscenza diretta delle quantità che vengono poi nominate con i numeri solo successivamente.
Viene eliminato lo “0” come numero di partenza, escludendo così tanti punti di confusione.
Il primo passaggio è il riconoscimento intuitivo (cioè senza contare un tasto alla volta) della quantità.


La linea suddivide i tasti ogni 5, esattamente come lo sono le dita delle mani. Per il bimbo quindi è un sistema già conosciuto e integrato.
Gli esercizi con i “dots” sono per potenziare il software di riconoscimento intuitivo ,il cervello, in modo che il bimbo scopra da solo tante strategie per diventare veloce , attraverso il semplice esercizio.

Guidato da una simpatica maestra coniglia in poco tempo i bimbi arrivano a fare somme e sottrazioni, prima con lo strumento poi senza.

Nella seconda parte del libro, quando ormai il calcolo per nessuno aspetto è un problema, si inizia la comprensione e risoluzione dei problemi. Tutto il percorso, come poi per l’italiano, risulta snello, leggero, immediato.
Non ci sono perdite di tempo, in argomenti astratti ed inutili.
Nessuna spiegazione complicata, tutto è intuitivo ed ogni bimbo arriva a suo tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=PzaDHIGx0Dg

https://www.youtube.com/watch?v=iqLvKS6P7MM

Personalmente credo che questo maestro abbia semplicemente riscoperto una didattica semplice, mettendo davvero al centro il bimbo con il suo potenziale e la sua voglia di imparare tutto ed infretta.
Ascoltando le sue conferenze si capisce bene che per lui davvero il primo interesse è il bimbo.