Ma è legale?

Certo che lo è!

Partiamo citando la Costituzione:


Articolo 30 della Costituzione Italiana.
È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

 

Già da qui si capisce che la costituzione mette in prima posizione i Genitori,
e solo in caso di incapacità degli stessi, allora si interviene delegando il compito dell’istruzione ed educazione alla scuola. La costituzione non parla solo di responsabilità ma anche di istruzione quindi si presume che i genitori siano in grado di istruire ed educare i propri figli.

L’educazione parentale può essere scelta per tutti gli anni dell’obbligo scolastico; arrivando fino, per chi lo desidera, all’università.

Tutti gli anni i genitori devono mandare una dichiarazione al dirigente scolastico di riferimento in cui autocertificano l’intenzione di adempiere l’obbligo istruttivo nei confronti dei figli con l’educazione parentale. Alla fine dell’anno la scuola può richiedere la verifica dell’avvenuta istruzione con un esame. Gli esami di idoneità servono per formalizzare la carriera scolastica dello studente che si presenterà all’esame da privatista.

Legislativamente i genitori assolvono il loro dovere e diritto nell’istruzione dei figli con l’autocertificazione annuale in cui si dichiara di possedere le capacità tecniche ed economiche per provvedere all’istruzione dei propri figli.