Sesta tappa: Ponte de Lima-Labrujia

Sempre avanti senza paura.

Ripartiamo a camminare anche se con qualche timore perché la passeggiata di ieri sera mi ha fatto sentire male più volte.

Ci siamo detti di andare con più calma e di riposare più spesso,per questo motivo partiamo presto.

È una tappa molto bella in cui incontriamo ancora un paesaggio rurale. Tante case in pietra, tanti va campi. La gente che incontriamo pare consumata da un lavoro duro e costante come è il lavoro della terra. Quasi nessun bimbo abbiamo visto in questi giorni, eppure se ne scorge la presenza dai giochi nei cortili.

La strada è facile ed il piede regge bene. Nel proseguire incontriamo due ragazze nel bosco. Sono pellegrine e hanno sentito parlare di noi negli ostelli precedenti. Carla e Fernanda son poi sempre donne!

Mentre chiacchieriamo con loro passano altri pellegrini che sono poi nostri concittadini.

È proprio bello sentire da loro i loro racconti e che anche per loro ci sono stati aiuti e sostegni lungo la via.

Arriviamo al nostro ostello di oggi “La Valada” un posto stupendo su una grande vallata ai piedi della montagna che scaleremo domani.

La difficoltà della lingua con questa signora si sente tutta. Parla un portoghese velocissimo e incomprensibile. Fatichiamo davvero tanto e la faccenda non è facile perché non capiamo quali sono i limiti del luogo e se possiamo usare alcune cose. Tutta via alla fine ce la facciamo.

Più tardi con l’aiuto del mitico Giovanni insieme in macchina porteranno il carretto all’alloggio del giorno dopo ( oggi mentre scrivo) perché ci aspetta la montagna e il carretto non sarebbe adatto. Vedremo poi che sarebbe proprio stato impossibile.

Stop!!

Un giorno di riposo,gratitudine e Dio incidenze

Dovendo riposare il mio piede, almeno un giorno, ci siamo fermati a casa di Giovanni. Il giorno precedente dopo le docce e un buon pranzo mi ha accompagnato in pronto soccorso. Ha perso il pomeriggio con me in sala d’aspetto e dopo mi ha accompagnato in farmacia e dal calzolaio aiutandomi moltissimo con la lingua.

Giovanni è un uomo italiano che come tanti, all’arrivo della pensione decide bene di andare in Portogallo mettere su un ostello per i pellegrini e offrire la propria capacità in cucina al comune di Ponte de Lima per preparare il minestrone nel grande ostello al centro della città.

Ostello di 60 posti letto al momento chiuso per covid.

Giovanni conosce bene il cammino e non solo quello di Santiago e in attesa di portarci al mare fa vedere ai ragazzi tantissime cartine e tragitti. Una bellissima lezione di geografia mi riferiscono più tardi i tre figli più grandi.

Lui ci suggerisce di passare la giornata al mare così da far scorazzare i bimbi, allenare il piede con sabbia e acqua fredda e riposarci. Sa che siamo preoccupati sul da farsi. “Caso” vuole che un suo amico la sera prima sia venuto a trovarlo già parecchio alticcio e lui avendolo accompagnato a casa avesse anche la sua macchina, grazie a quella macchina siamo riusciti ad andare alla spiaggia con un bellissimo giro panoramico ci porta a vedere l’oceano.

Vediamo anche lezioni di surf!
Chi dorme li sotto?
Benedetta cosa fai?

Conclusa la giornata in spiaggia rientriamo per cenare con Giovanni e Pegna. Prima facciamo di nuovo tappa in farmacia,non sono tranquilla perché il piede mi fa male e temo che la fascia già comprata non sia sufficiente per le due tappe di montagna che ci attendono. Vorrei qualcosa di più rigido e regolabile. Cerchiamo una farmacia ortopedica e mi metto diligentemente in fila con mascherina. Siamo sulla strada io e una signora e da fuori scorgo questo cartello affianco a uno scaffale pieno di ogni tipo di fascia tutore sportivo esistente. La scena mi rassicura perché significa che è molto comune ciò che mi è successo. La tappa di Ponte de Lima ha molti chilometri in discesa e tendini e legamenti ne risentono. Compro la fascia con uno sguardo molto più tranquillo sulla giornata successiva.

La giornata si conclude con due certezze che ci allargano il cuore :

La prima è la bontà di Giovanni e di sua moglie che si sono dimostrati buon samaritani per noi sulla via.

La seconda è la certezza che ogni nostro minimo passo è custodito e anche nelle difficoltà è previsto il meglio per noi. Il mondo pagano le chiama fortune o sfortune, i cattolici la chiamano provvidenza. Cioè che Dio provvede sempre al bene dei suoi figli. Il male del mio piede potrebbe essere considerato una sfortuna ed invece, noi abbiamo toccato con mano che è proprio una grazia e che in mezzo a sta storia si è rivelata la paternità di Dio. Siamo stati accolti, aiutati, voluti bene da chi poteva passare oltre. In più questo ritardo ci ha costretto a cambiare i piani e a incontrare gente che se no non avremmo mai incontrato. Ma questo fa parte della giornata di domani.

Credo che questo cammino metta soprattutto in risalto che nulla è per caso e che nel cammino, come nella vita, tutto è curato e custodito.

Quinta tappa: Ponte de lima

Quando conosci da vicino il pronto soccorso in Portogallo.

La giornata inizia con una colazione preparata da Fernanda e il marito. È troppo bella per rifiutare. Quindi ritardiamo la partenza e ci gustiamo con calma tutta questa bontà. La tappa che ci aspetta ci hanno detto che è molto bella, all ‘ombra e giunge a una città importante attraversando un antico ponte romano.

Il cammino è molto tranquillo,la strada davvero bella con tanti tratti in discesa. Questo ci permette di giostrare meglio le fatiche di tutti. Purtroppo si rivelerà troppo pesante e per i tendini della mia caviglia. I luoghi rurali attraversati sono al momento i più belli che ci sono donati.

Il ponte di Ponte de Lima

Su questo fantastico prato ci fermiamo a riposare, guardando il ponte nuovo di ingresso alla città. Ad un certo punto sento un fortissimo male a una caviglia. Non riesco più ad alzarmi. Il piede non va, ne in appoggio ne in scarico. Ho un punto di bruciore fortissimo. Nella “disperazione” della scena ad un certo punto p partono anche gli irrigatori e ci bagnamo tutti. È stato il regalo di un bel momento dentro una situazione brutta.

Il nostro contatto, Giovanni,viene a prenderci in macchina. Ci ospiterà a casa sua.

Nel pomeriggio mi accompagna in pronto soccorso dove mi danno un antinfiammatorio per bocca e consigliano riposo per qualche giorno.

Finiamo la giornata con un po’ di preoccupazione, qualche timore e molte domande;prima tra tutte: e adesso che facciamo?

Quarta tappa : 20km con due ore di anticipo.

Quando scopri che la testimonianza non la scegli e quando Dio si fa prossimo anche nei litigi di due coniugi.

Oggi ci aspettano 19 km con un pezzo di montagna. Sono un po’ preoccupata perché sono tre giorni che aumentiamo sempre i chilometri. Io e i bimbi presentiamo un po’ di affaticamento. Fare allungamento ha i suoi benefici ma comunque i chilometri sulle gambe si sentono. Michele nonostante lo zaino e il carretto sembra pieno di energie e sempre in forze . Sospetto un uso di sostanze non regolari… Scherzo! Credo davvero che la grazia si veda anche in questo. La giornata me ne darà riprova.

Barcelos notturna

Partiamo alle 4,24 perché i chilometro da fare sono 19 e il meteo garantisce 36 gradi alle 9.

Saliamo un po’ di quota e troviamo molta nebbia che ci regala molto fresco.

La giornata presenta il suo solito imprevisto. Non abbiamo comprato nulla per fare colazione lungo il cammino e abbiamo lasciato sfilare diversi bar. All ‘inizio li abbiamo trovati chiusi, dopo non abbiamo voluto interrompere il buon passo dei bimbi.

Scopriamo di essere molto avanti rispetto ai tempi programmati e a tutti scoppia la fame. Alla fine una vera colazione ancora non l’abbiamo fatta. Solo che il paese a cui arriviamo non ha neanche un bar. Non troviamo nulla.

Siamo costretti a proseguire fino in fondo senza soste se non per bere. Alla fine di un rosario arriviamo a casa di Fernanda!Finalmente !!! siamo arrivati con due ore di anticipo.

Questo posto inizialmente ci appare molto strano. È pieno di piante enormi un po’ ovunque. Ci sono gatti,tacchini,maiali e cani che girano per il cortile. C’è una cucina attaccata a un forno in giardino con delle pentole davvero in uno stato pietoso. La stanza e le docce sembrano davvero molto curate ma il cortile sembra il parco giochi di Tarzan. Per usare il lavatoio debbo tipo farmi spazio tra le fronde di non so quale albero.

Appena arrivati abbiamo molta fame e Michele senza battere ciglio si dirge al supermercato (altri tre chilometri!!). Decidere cosa mangiare è difficile, tra la poca scelta del mini mercato e le condizioni della cucina, Miki sceglie per dei panini con formaggio e un sacchetto di patatine. Mentre ci accingiamo a mangiare Benedetta ci ricorda l’Angelus. Fernanda riconosce la preghiera e ci dice che è bello vederci pregare insieme. Ci offre la sua cucina per la cena e mi chiede di preparare con lei della pasta. Durante il pomeriggio ci offre una torta, dei succhi, un caffè e tanti suggerimenti sui prossimi alloggi.

Michele non trovando ospitalero disposti a farci prezzi umani mi propone di fermarci un giorno in più da Fernanda per riposare e fare il giorno successivo un’altra tappa di 22 km. Non sono d’accordo perché i chilometro sono di nuovo tanti. Richiederebbero una levataccia e il caldo purtroppo i bimbi lo gestiscono davvero male. Discutiamo parecchio avendo due posizioni molto diverse e nessuna possibilità concreta per risolvere. Sembra davvero necessario caricarci di un ‘altra tappa grande oppure partire senza destinazione.

In contemporanea a tutto questo lavo i vestiti e i bimbi giocano. Ad un certo punto uno dei mille contatti sentiti in questi giorni ci dà il numero di un italiano che vive a Ponte de Lima disposto a ospitarci tutti per 50 €. Lo chiamiamo e ci dice che il suo albergo è chiuso ma che saremo suoi ospiti. Vuole venire a prenderci in macchina all ‘inizio del paese. Ci dice ” questo non è un pellegrinaggio questa è un ‘impresa. Vi aspetto. Quando arrivate fate le docce e io e mia moglie cucineremo per voi “

Il pomeriggio prosegue molto più tranquillo. Sembra che per quanto ci impegniamo sia in realtà sempre qualcun’ altro a risolverci i problemi.

A metà pomeriggio arrivano nuovi pellegrini. Uno è il ragazzo incontrato ieri le altre due ragazze non le conosciamo.

In cucina con Fernanda

Alla fine a tavola siamo in dodici perché si aggiunge un altro pellegrino

A tavola si parlano diverse lingue italiano,portoghese,inglese,tedesco,ceco slovacco. È davvero bello sentire che cosa ha spinto ognuno a intraprendere il cammino, le tappe fate,i luoghi visitati. È emozionante sentire da Fernanda come un SI detto dal suo papà abbia generato un posto tanto aperto all’accoglienza. In casa sua sono passate 125 nazionalità diverse.

Sembra davvero che per mille strade diverse alla fine tutti siamo tesi a raggiungere Lui. Fosse anche solo riconoscendolo in una preghiera prima di un pasto.

Terza tappa :Barcelos

Quando un passante ti invita a casa sua

Ci svegliamo presto e siamo velocissimi a partire. Alle 5,23 siamo in strada.

Uscire dal paese seguendo le frecce è abbastanza facile. Il terreno è difficile un po’ sassoso un po’ ghiaioso con tanta polvere. Ho la sensazione di non riuscire a prendere un giusto passo e sento la stanchezza delle gambe di ieri. Anna fatica ad addormentarsi e abbiamo una strada continuamente in saliscendi. Ci accorgiamo dopo un po’ che è molto nuvoloso. È la grande grazia di oggi che ci priva del sole fino a mezzo giorno.

Ad un certo punto dopo circa due ore di cammino arriviamo a Pedra Furada

Quello che sembrava un passo non buono sembra invece ottimo. Ci concediamo più pause perché la fame si fa sentire

Attraversiamo diversi raggruppamenti di case e si capisce che il passaggio del cammino ha reso questi luoghi centri importanti. Ogni bar,pasticceria è disponibile a firmare la credenziale. Sono luoghi che paiono davvero isolati,curati ma paiono fermi a un tempo che fu. La gente ci saluta sempre e ci augura buon cammino. Fino a quando a una fontana una signora passa e ci dice “Dopo fermatevi a casa mia” e se ne va con il suo furgone.

Restiamo un po’ interdetti….che ne sappiamo noi di casa sua….passano diversi chilometri e la troviamo sul cancello ad aspettarci. Ci regala dei biscotti e chiama il vicino che prima esce con delle mele, poi con delle banane e infine delle arance. Una a testa per ogni frutto. Fatico a convincerli a fare una foto ma ci riesco. Si chiamano Fernanda ed Evelino. Alla fine ce ne fanno una anche loro. Mentre ci allontaniamo escono altri paesani dalle finestre a salutarci.

Fernanda
Evelino

Poco dopo troviamo il cartello che indica la nostra destinazione. Ne siamo felicissimi perché siamo in anticipo e pieni di energie. Tutta questa strada sarebbe stata al sole ed invece ancora non lo abbiamo visto.

Quanto manca alla destinazione finale!

Attraversiamo Barcelos nell’ora di punta,con il centro pieno di gente e turisti. Sfiliamo diversi ostelli chiusi prima di arrivare al nostro.

All’arrivo svelo ai bimbi che hanno fatto 16 chilometri….non ci credono neanche loro. Lungo la via abbiamo incontrato solo un ragazzo pellegrino e due ragazze. In ostello dopo di noi arriverà un altro pellegrino che ci racconta di aver visto anche lui le stesse persone che abbiamo incontrato anche noi. Sappiamo che non rivedremo nessuno di loro perché noi spezziamo molte tappe. Nel male del covid questa mancanza di affluenza è per noi una grazia. Gestire il tutto con gli ostelli pieni sarebbe molto più difficile. Ma sappiamo che il buon Dio ci prepara anche a questo perché più ci si avvicina, più ci sarà gente. Siamo certi che anche in questo si nasconde una grazia, sapremo riconoscerla e viverla?

Seconda tappa : São Pedro de rates

Ieri ci siamo svegliati presto per camminare il più possibile con il fresco. Fuori albeggiava e per tre orette abbiamo camminato molto bene vedendo paesaggi davvero belli. L’ impressione, in Portogallo è che le case siano vuote, ma poi esce gente ad augurarti “buen camino” e poi a noi ci contano. 浪 Ieri e anche oggi ci spiegavano che in Portogallo tutti fanno uno massimo due figli.

Come seconda tappa è andata molto bene. La scelta indovinata di partire con il fresco si rivela perfetta per gestire le esigenze di tutti ed macinare chilometri. Alla fine tra sveglia e partenza passano 45 minuti (diventeremo più bravi ne sono certa!) e usiamo le pile solo per vestirci. Quando usciamo ci godiamo il sorgere del sole con un bel Rosario che grazie al fresco è facile da proporre e i bimbi lo dicono volentieri.

Il bosco con questo lungo muro parte praticamente dal monastero e credo abbia anche lui 1000anni

Seguire e cercare le frecce per andare avanti è un grande aiuto. Smorza molto la preoccupazione sulla strada giusta e migliore. È un ottimo intrattenimento per tutti i figli e soprattuto ti fa sentir guidato e custodito. Sono una certezza di cui non si dubita mai.

Poco prima dell’arrivo non calcolo bene i tempi dell’idrante che innaffia il campo di granoturco, ma che ha una parte di getto che bagna la strada, così io ed Emanuele veniamo innondati da una doccia fredda potente e puzzosa. Ema gradisce davvero poco.

Siamo accolti da Annabela che ci ospita proprio in casa sua. Amica di Carla inizia ad offrire ai bimbi ogni sorta di caramella e ci offre il suo bagno personale che ha una vasca e una doccia. Metto i gemelli a mollo e mi faccio una doccia in santa pace. Quando lei arriva a darmi gli asciugamani puliti ride di gusto e mi dice “buono piscina!”

Nel pomeriggio vado in cerca di una messa prefestiva per non rischiare di perdere la messa della domenica. Durante le mie ricerche trovo questa meraviglia. Seguire la messa in portoghese non è per nulla stato facile ma ci rendiamo conto di quanto piccola sia la nostra attenzione, di quanto ci distraiamo e di quanto poco ricordiamo davvero la messa. La chiesa è piena. Alla fine in tanti ci chiedono se i bimbi sono tutti nostri e se andiamo a Santiago. Davvero in tanti ci augurano buon cammino.

Andiamo a letto con la certezza che il giorno che ci attende è tutto buono anche se su un cammino nuovo lungo e ignoto. Ci sarà sempre una freccia a dirti la via.

Prima tappa: monastero di Vairao

Quando la misericordia di Dio ti sorprende

Ieri mattina abbiamo lasciato la macchina a noleggio a Vila Do Conde e da lì è iniziato il nostro vero cammino. Ci aspettavano 8km attraverso la città per giungere poi al monastero Vairao.

Dovendo consegnare la macchina siamo ovviamente partiti tardi con il sole già alto ma con un vento forte che per quasi tutto il tragitto ci ha accompagnato. Meno male perché quando il vento cessava era davvero caldo. Siamo giunti accaldati ed esausti al monastero ben dopo l’una del pomeriggio. Lungo la via abbiamo mangiato tanta frutta comprata da un minuscolo mini market, dove con il proprietario ho purtroppo discusso in portoghese廊 sul resto. Non so cosa sia successo, forse la mimica e i gesti non sono stati chiari o forse il costo mi era sembrato troppo basso e quindi il resto della spesa scorretto; ma c’è stata una non simpaticissima scena in cui discutevamo per il resto della mia spesa. Il signore era assai disturbato di non so bene quale cosa io gli avessi detto o lui avesse intese. Insomma un gran casotto solo per provar a comprare un po’ di frutta.

In realtà i portoghesi sono molto disponibili con i pellegrini e noi per il fatto di avere i bimbi siamo sempre molto ben accolti nonostante le misure Covid. Ci dicono che in generale i portoghesi sono tutti molto spaventati dalla vicenda, ma per il momento non ci è parso che la paura li abbia fermati ad accoglierci in nessun luogo.

La giornata ieri non è stata facilissima. La sera/notte precedente il caldo non ci ha fatto dormire. Mettersi seriamente in cammino stimola tutti sotto i propri punti deboli e quindi tra il caldo, il sonno, il nervoso, le paure di sbagliare strada, le lamentele dei bimbi e varie misure da prendere su camminata e gestione di tutti non sono stati chilometri facili.

Proprio li, quando non ce la fai più, ma pur con tutte le tue debolezze sei rimasto sulla strada ; la misericordia di Dio ti abbraccia e non solo ti sorprende e ti spiazza ma si mostra in tutta la sua abbondanza.

Arrivati al monastero ci accoglie Carla silva, una signora paffuta è molto cordiale. Sembra la fatina di cenerentola. Ci fa entrare in monastero trovando un luogo dove parcheggiare THULY (il nostro carretto) e ci fa vedere le stanze e le docce.

Ci dice che ci siamo solo noi e che possiamo scegliere le camere come ci troviamo più comodi. Mentre parliamo Anna si addormenta e lei si prodiga per preparare un letto con lenzuola sue e ci porta un sacco di cuscini per metterla in sicurezza. Alla fine delle sue spiegazioni mi guarda e mi dice “ Siccome hai sei bimbi i vostri vestiti li lavo tutti io oggi. Sei una super mamma!”

Passa con noi il pomeriggio e va via solo per qualche minuto. Ed è li che capisco fino in fondo la sua gentilezza. Carla ha rivoluzionato il suo pomeriggio per stare lì in monastero fare una lavatrice e stenderci la roba . Trovo uno stendino esposto al sole in una delle stanze di questo enorme monastero benedettino.

Michele le racconta che ha un po’ di difficoltà a prenotare alcuni alloggi e lei si attiva trovandoci un posto presso la casa di un’amica per il giorno seguente.

Commossi la invitiamo a cenare con noi con una carbonara preparata in suo onore. Parliamo in inglese tutto il tempo e anche i bimbi piano piano capiscono. Carla è molto brava ripete sempre tante volte e con tanta calma semplificando le frasi (scopriamo più tardi che insegnava inglese a scuola). Va via per un’oretta e torna con un dolce e una bottiglia di vino.

Passiamo una serata piacevolissima in cui parliamo davvero di tutto di Covid, del monastero , della Chiesa, ci racconta diverse esperienze di incontro che ha fatto durante il suo servizio ai pellegrini. Ci racconta di come funziona l’educazione parentale in Portogallo e dei suoi figli. Ci chiede di noi e delle nostre vite.

Ci salutiamo presto in una serata che ormai non è più calda ma caratterizzata da un fresco quasi materno. Carla ci chiede di avvisarla quando arriviamo il giorno dopo e di farle sapere se abbiamo bisogno di qualcosa lungo la via, che se può ci aiuta.

Le garantiamo le nostre preghiere per lei e per la sua famiglia e si commuove. Ci saluta terminando dicendoci di non avere paura e di guardare sempre avanti continuando a camminare.

E questo è il link del monastero

https://it-it.facebook.com/mosteirodevairao

Il monastero esiste dall’undicesimo secolo e fino al 1980 è stato un monastero benedettino sia con il ramo maschile sia con quello femminile.

FATIMA

Ieri mattinata a Fatima. Abbiamo visitato il luogo delle apparizioni la basilica e la chiesa nuova. Direi che Fatima è tutta qui, in un’ unica grande vallata dove la Madonna apparve a tre bimbi pastori chiedendo di pregate per la fine della guerra, per la conversione dei peccatori e per le anime del purgatorio.

Ci siamo poi diretti a una spiaggia di Porto e poi abbiamo raggiunto il primo alberguei del cammino

Abbiamo iniziato a vedere le nostre frecce gialle

Siamo arrivati sotto un caldo davvero torrido (ci sono forti incendi da ieri in Portogallo). Qui è iniziata la parte difficile della giornata che personalmente mi ha fatto perdere tutta la pazienza. Ha preso il comando la pazza di casa! L’incontro scontro con gli alloggi dei pellegrini, le modalità Covid, la difficoltà e la gestione di tutto mi hanno seriamente fatto pensare “torniamo a casa”

Fortuna che Michele non ostante me, ha saputo prendere la situazione in mano. Sta mattina all’alba ci ha svegliato con tutto il programma della giornata rivoluzionato e modificato in base alle novità appprese. Il buon Dio per il momento ci concede di camminare con un bel venticello.

Prima pellegrina incontrata è nostra concittadina!!!

Che belli i nostri ragazzi che sanno sempre ripartire agili e leggeri. Pronti a perdonare anche una mamma e un papà spesso fuori dalle righe agitati e nervosi. Mi sa che qui i “grandi ” non sono quelli riconoscibili in base alle età, ma coloro che tutto sommato dentro un ‘ obbedienza sanno reagire trasformarsi e andare avanti capaci di voler ancora bene a chi hanno affianco. credo davvero che il primo cuore chiamato a convertirsi sia il mio.

Tris

L’Egitto è stato creato perché tu te lo godessi!

Ma scusate ragazzi ma che c’entra l’Egitto??Non eravate in Portogallo?!

Tanti anni fa degli amici ci raccontavano i loro turbamenti sulla scelta del viaggio di nozze. Scegliere di andare in missione in Africa o destinare quei giorni a una semplice vacanza in Egitto a prima vista meno santa.

Il frate che li seguiva in preparazione al matrimonio disse al futuro marito ” Guarda che Dio ha creato l’Egitto perché anche tu te lo godessi!”

Questo piccolissimo episodio ci è venuto in mente oggi quando per il secondo giorno di fila non abbiamo fatto proprio nulla sul cammino e anzi abbiamo avuto la possibilità di visitare una bellissima spiaggia molto vicina a capo ovest, il punto più a ovest dell ‘Europa.

Con estrema calma sta mattina ci siamo alzati. A essere precisi solo i portoghesi si sono alzati con molta calma. Noi abituati al fuso figliare ben prima dell’alba eravamo svegli ( leggi “stati svegliati”). Abbiamo atteso parecchio un bar aperto e fatto colazione.

Sono io la sveglia!

Siamo partiti alla volta di Sintra città che noi conosciamo perché origine di un gioco che amiamo molto che si chiama appunto “Le vetrate di Sintra“. Lungo le vie del paese abbiamo visto tante case con vetrate e le tipiche mattonelle decorate.

Finalmente la spiaggia!

Di questa spiaggia sapevamo due cose : è così ventosa che ci si brucia anche con la felpa e le onde che si generano qui, sono stupende e molto grandi,quindi meta di surfisti. Preoccupati del primo aspetto ma desiderosi di vedere i surfisti abbiamo rischiato, e appena arrivati in una insenatura della montagna che abbraccia la spiaggia, abbiamo trovato il nostro rifugio dal sole e una croce piantata in una nicchia. Ferma li che ci aspettava.

Ci è sembrato bello e come se fossimo attesi da sempre così come siamo, pieni di disattenzioni, dimenticanze e limiti.

Vi lascio qualche foto e un saluto che ci ha ulteriormente commosso nella compieta di questa sera

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *
per il tuo nome dirigi i miei passi

Primo giorno : siamo partiti davvero!!!

È successo davvero, siamo partiti.

Ieri sera prima della partenza un amico sacerdote ci ha proposto di andare a una S.Messa alla fine della quale il cardinale della nostra città ci ha benedetto prima del viaggio. Tutto si è svolto molto semplicemente. Ha scherzato con i bimbi ci ha chiesto un po’ l’organizzazione del viaggio. Ha scherzato su quanti eravamo e ci ha chiesto di andargli a raccontare tutto al nostro ritorno.

Oggi tutto è andato bene. Siamo arrivati in aereoporto con un po’ di anticipo e abbiamo atteso.

Superato il check in

Il viaggio in aereo non è piaciuto a tutti ma è stata un ’emozione viverlo insieme.

Ha sempre qualcosa di affascinante guardare dall ‘alto la terra.

Poi abbiamo aspettato ancora . Abbiamo preso una macchina a noleggio e tra distanze,pratiche e passeggini è stata lunga. Un caldo!!

Abbiamo raggiunto il posto dove dormiamo e poi abbiamo visitato un po’ Lisbona. Per lo più abbiamo cercato da mangiare e passeggiato sul “lungo mare”

È stata una giornata lunga e piena. Anche di alcune fatiche,la pazienza non è mai troppa!! Per la maggior parte di noi abbiamo vissuto cose nuove e sensazionali. Quello che è certo è che siamo partiti davvero,dopo averlo sognato desiderato e programmato adesso ci siamo davvero!

Buona notte!!!
Non manca un figlio…oggi è in sciopero da foto!