Attività sull’ inverno!

Inserisco un post di stacco sulle attività che hanno svolto i bimbi durante l’inverno.

In realtà inizialmente hanno voluto partecipare alle attività proposte Benedetta e Maria Marta.
Si sono molto innamorate del cartone di Frozen, visto tutti insieme una sera e da li ho proposto loro di rappresentare vari personaggi.
Purtroppo non di tutto ho potuto tenere traccia ed in più la gravidanza ha dilatato molto i tempi.

Tutta via il lavoro, anche se ben più ridotto, si è svolto comunque.

Il primo personaggio è stato Holaf simpatico pupazzo di neve che anima il cartone.

Ho proposto a Benedetta di seguirmi passo, passo, nella sua realizzazione ed ecco il lavoro svolto.


Inizialmente Benedetta mi ha seguito passo passo nella realizzazione a matita, poi è passata in autonomia a colorarlo con gli acquarelli. Di sua scelta ha completato il disegno aggiungendo l’erba su cui poggia Holaf.

Il disegno realizzato a matita da me, è diventato invece la base da proporre a Maria Marta, che ha deciso di colorarlo anche lei con gli acquarelli. Tecnica non proprio facile da gestire per una bimbetta di due anni e mezzo. Ed ecco il risultato.

 

  
La parte nera sopra non è il cielo, bensì il tentativo della bimba di colorare di nero la scritta Holaf.

Altro personaggio, questa volta richiesto da Benedetta; Elsa.
Qui abbiamo seguito un tutorial, il più semplice che ho trovato anche se forse non il più perfetto.

Il primo è quello realizzato da me, il secondo da Benedetta, che poi con le matite si è molto divertita ad imparare a gestire il peso della mano sul pastello. Seguendo il tutorial, ha realizzato prima un colore chiaro, per poi ripassare e rendere più definite le sfumature. Ed ecco il lavoro concluso.


Gregorio non si è mai dimostrato interessato ai progetti (forse perché lui aveva già lavorato con le parole dell’inverno con dettati e scelta dei cibi tipici della stagione) però un giorno, ha realizzato questo disegno che vi spiego perché anche per me non è stato tutto chiaro all’inizio.

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La scena descritta è avvenuta in realtà l’anno scorso, ovvero quando siamo andati a pattinare tutti e quattro sul ghiaccio. Ai piedi abbiamo i pattini.
I personaggi sulla sinistra in verde siamo Michele ed io quelli in blu sono Benedetta e Gregorio.
Come potete ben vedere, noi abbiamo le braccia, i bimbi no. Il significato di questo è il modo che ha trovato Gregorio per rappresentare l’esperienza fatta e cioè che per pattinare sul ghiaccio, devi avere il coraggio di tenere le braccia avanti per sbilanciarti quanto basta per avanzare, mantenendo l’equilibrio.
Come si capisce dal disegno, noi genitori sapevamo farlo, i bimbi all’inizio no. Con un pò di coraggio e un pomeriggio di pratica hanno imparato anche loro.
C’è infine un ultimo aspetto che Gregorio non ci ha “raccontato” spiegando il disegno, ma lo abbiamo notato noi qualche giorno dopo.
Le nostre mani sono più grandi, volutamente, per dare appunto la sensazione delle mani in avanti e quindi della prospettiva.
In effetti, sembrerebbe che il disegno sia tutto sproporzionato ma in realtà è la soluzione trovata da un bimbo di 5 anni e mezzo per rappresentare ciò che evidentemente è molto chiaro nella sua testa.
Abbiamo trovato curioso e bellissima questa “soluzione” autonoma trovata da lui e questa chiara realtà che possiede senza che, gli sia stata spiegata da qualcuno.
L’esperienza spesso fa molto di più che una spiegazione.

“La via del cuore” cit. Camillo Bortolato 

Osservando l’apprendimento libero dei nostri figli, ci siamo accorti che un conto è imparare a leggere un conto a scrivere.

Sono due percorsi diversi e distinti compiuti da parti diverse del cervello, che richiamano abilità diverse.

Come non serve un libro per iniziare a camminare, parlare,usare il computer, così non servono istruzioni per imparare a leggere.”

La questione del metodo per imparare a leggere si dissolve nella constatazione che ogni bambino ha il suo metodo segreto

Osservando Gregorio, per noi è sempre stato lampante come sulla lettura avesse un interesse e capacità più immediate rispetto alla scrittura.
Nel cercare di sostenerlo in questo suo percorso abbiamo scoperto il metodo analogico, prima con l’abecedario  e poi con il kit per la prima.

L’abecedario di Camillo bortolato

Il kit della prima

L’abecedario funziona in maniera molto semplice. Per ogni lettera sono stati messi insieme tutte le modalità per imparare a leggere, in modo che ogni bimbo in autonomia scelga quella che più gli si addice.

Ogni lettera ha un richiamo, con un disegno all’oggetto o animale a cui si riferisce (nella foto la G ha le orecchie del gatto e i baffi)  ed affianco ha le vocali con cui comporre la sillaba e il fonema. Vengono così fatte tutte le lettere dell’alfabeto in un colpo solo, con tutte le possibili e principali difficoltà come: ce, ci , ca, co, cu, ga, go, gu, gi, ge, sci, sce, gn, gli, chi, che, ghi,ghe.
Alla fine del quaderno in meno di venti minuti il bimbo ha visto tutte le lettere, le sillabe e le principali difficoltà fonetiche ed ortografiche.

I bimbi traggono molta soddisfazione nel fare il gioco, anche perché alla fine riescono a leggere le prime parole come: mela, pera, gnomo, pesci.

Il kit della prima si suddivide in una parte di italiano e una di matematica. Nella parte di italiano le prime strisce riassumono le lettere, con i richiami già presenti dell’abecedario e la guida invita a partire subito con la presentazione di tutte le lettere e i suoni.
In questo modo al bambino vengono consegnate tutti gli strumenti per leggere in un solo giorno, senza attraversare il noioso e lungo percorso di presentazione di una lettera per volta.

   

Ed ecco le prime parole che i bimbi leggono in autonomia, prima con i richiami poi senza con un passaggio immediato in minuscolo.   

Subito la guida invita a iniziare la lettura con il libro delle avventure di Pitti (storia che li coinvolge perchè pitti impara a volare da solo e diventa grande. vi sono numerosi spunti per percorsi paralleli su emozioni, stagioni, amicizia, ambiente, fratellanza, famiglia)

 

La mascherina aiuta le prime letture più complesse con il minuscolo.

A questo punto, la guida, invita ad esercitare quotidianamente la lettura mantenendo separato l’avvio della scrittura.
Noi abbiamo proprio seguito questo consiglio vedendone in Gregorio un grande giovamento legato soprattutto al fatto, che la scrittura era per lui fonte di grande frustrazione, perché richiede una concentrazione e motivazione differente.
Perché è necessario scrivere?
A cosa ci serve?
Perché è stata inventata la scrittura?
Abbiamo aspettato che nel bimbo nascesse un minimo interesse, curiosità per poi aiutarlo ad affrontare la frustrazione della fatica, del lavoro non perfetto, del migliorarsi passo dopo passo.
Anche perché, parallelamente il lavoro di matematica affianco, prevedeva la scrittura dei numeri che invece iniziava tranquilla, quindi la manualità della scrittura aveva comunque già un esercizio proficuo.

Nel metodo analogico, come poi in quello Montessori, in definitiva si presenta solo il corsivo.
Se per la lettura ognuno impara a suo modo, per riuscire nella scrittura servono rigore, disciplina, applicazione ed una guida.

Il metodo analogico non presenta al bimbo una lenta spiegazione a goccia, che spesso per i fanciulli risulta noiosa, confusa e deleteria; ma presenta degli strumenti, per far esercitare i bimbi in autonomia in quel processo preciso che è la scrittura.
Le strisce inizialmente vengono inserite nel supporto lavagna cancellabile, per un avvio deciso ma tranquillo.
In questo modo l’esercizio ripetuto è più agevole e divertente per i bimbi.
Gregorio ne ha tratto molto giovamento, l’esercizio non spaventava più anzi lo galvanizzava molto.
Una bellissima attenzione che suggerisce la guida è quella di non riprendere il bimbo sulla bella scrittura, perchè afferma,
la grafia è un processo sempre in evoluzione, anche per noi adulti; ed evolverà autonomamente“.
Se si desidera, per acquisire ordine sul quaderno, si possono presentare le tante cornicette che il quadernetto dei font propone.
Gregorio non le ha mai particolarmente apprezzate e vedendo poi l’impegno sul resto non abbiamo insistito.

  scrittura stampato maiuscolo/minuscolo

 

 scrittura corsivo minuscolo/maiuscolo

 esercizi di legatura

 memory ortografico

Ed ecco qui i ragazzi in vari momenti che lavorano; prima sulle strisce , poi sul quaderno dei font (altro strumento del kit) ed infine sul quaderno personale.

 strisce

   sul quaderno dei font

 quaderno personale.

La guida sulla scrittura si conclude con questo bellissimo messaggio:
“Il percorso per imparare a scrivere è sempre aperto perché la calligrafia è una ricerca costante di estetici e di economia. Non si pretende certo di raggiungere la perfezione, per cui già dopo alcuni mesi si può pensare che i bambini possano scrivere dei brevi pensieri in corsivo o dei dettati.
L’imperfezione nella scrittura non ci fa paura.” 

Nel presentare tutto questo c’è una storia di sotto fondo, che accompagna i bambini ed è la storia di Pitti.
Piccolo uccello, che piano piano scopre ed impara a volare da solo e seguendo il cuore affronta tante avventure, pericoli ed avversità.
Il metodo segue proprio questa “via del cuore” cioè, il desiderio che l’apprendimento avvenga attraverso l’emozione della scoperta e l’entusiasmo di scoprirsi capaci prima aiutati poi da soli.

Paralelamente all’apprendimento di lettura e scrittura, abbiamo molto lavorato sul testo di pitti facendo quella che comunemente è chiamata comprensione del testo, scoprendo le prime difficoltà ortografiche e le prime regole grammaticali. (Questo principalmente con Gregorio)
Affianco, inevitabilmente, c’è la scoperta di se del proprio cuore, del coraggio, della pazienza ecc…tutti sentimenti non sempre facili da riconoscere.
Ne sono nate bellissime chiacchierate ed bellissimi lavori individuali alcuni solo condivisi a voci altri scritti o disegnati.

Ne porto due in particolare nel cuore; uno di Benedetta che un giorno mi ha detto
” Anche io voglio fare il corsivo come Gregorio. Mi piace! sembra un disegno bellissimo” intraprendendo una strada tutta sua e particolare che come un gioco è partita dal corsivo sorvolando totalmente la lettura.
Infine Gregorio, che sempre più spontaneamente si mette a lavorare da solo ed un giorno con un foglio tutto scritto di letterine corre da me gridando “Guarda mamma, volo da solo proprio come Pitti!”.

Separo la spiegazione dell’avviamento al calcolo e alle quantità per due motivi:

1- il post sta diventando troppo lungo
2- le fatiche legate alla fine di questa impegnativa gravidanza gemellare ci hanno allungato molto i tempi di lavoro. Se dovessimo aspettare di concludere anche la parte di matematica rischieremmo di far passare davvero troppo tempo.

Speriamo nella vostra pazienza e nel non dover ulteriormente allungare i tempi.

 

 

 

 

 

 

 

Non spingere, non tirare, imparo anche se stai fermo a guardare!

Nel corso degli anni abbiamo visto nascere spontaneamente l’interesse per lettere e numeri nei nostri figli.

Per ognuno di loro il processo è avvenuto attraverso un personalissimo percorso composto di salti in avanti battute d’arresto, attese e scoperte, alcune guidate, la maggior parte autonome. Osservandoli silenziosamente in questa avventura abbiamo potuto meglio conoscere i nostri figli, accompagnarli sostenerli ed incoraggiarli in questo loro interesse.
L’interesse per ognuno di loro è sorto spontaneo, non sapremo bene dire come e quando, semplicemente un giorno dal nulla ti senti chiedere

” che lettera è questa?” oppure “questo come si legge?” o ancora “come si scrive?”

“perchè 1+1 fa 2?” “hei 4 è più grande di tre lo sapevi?” ” mamma ho scoperto che 2+2 fa 4 guarda” ….ecc…

I tempi in cui avviene tutto questo sono davvero liberi ed impercettibili, il compito di un genitore è solo quello di stare affianco ad osservare questo processo che parte e prosegue solo per curiosità ed interesse (non senza fatiche e delusioni) , sostenere con proposte idee e consigli a seconda delle domande ed aiuti richiesti dai bimbi.
Di idee e proposte ai bimbi con lettere e numeri ne abbiamo sempre offerti tanti, da giochi ad osservazioni nel quotidiano (come la spesa) da semplici osservazioni dell’ambiente circostante ( in natura c’è moltissima matematica e moltissima logica!) .

Non sempre abbiamo tenuto traccia di tutto questo percorso ma qualcosa nei nostri archivi c’è,provo a presentarvelo.

Gregorio

Benedetta

In questa occasione il babbo era in viaggio,MariaMarta ancora in pancia e mi venne l’idea di preparare un cartellone di “bentornato” ottima occasione per maneggiare lettere colori e tempere.

Benedetta


La semplice osservazione diretta della vita con le sue semplici e grandi scoperte

“Mamma dui piedi”.     “Mamma qui tanti , qui pochi, qui grandi, qui piccoli”

Gregorio

Mille espedienti per giocare con le quantità

     

I piedi neri di benedetta che poggiano sulla linea del dieci analogica

Tante occasioni in cui i bimbi pongono domande curiosità e si risponde

  

Tante prove per scoprirsi abili anche dove a volte si fa fatica

Anche per le lettere tante occasioni per scoprirle conoscerle.

In tanti modi diversi con tempi e preferenze diverse.
 

Alfabeti proposti in diverse modalità

  

Tanti giochi di riconoscimento con materiali diversi

   
Per i nostri figli didò,pasta bicarbonato, pasta sale sono spesso materiali amatissimi. Comperi o fatti in casa sono sempre molto amati ed usati per giorni e giorni. Su internet si trovano molte idee di come utilizzarli per giochi inerente alle lettere o con le parole.

       

Uno dei metodi più affascinanti per imparare la scrittura è il metodo montessori. Così rispettoso dell’individualità di ognuno, attento all’essenziale, semplice ed immediato.

Ho davvero visto il suo potenziale osservando come ogni mio figlio lo abbia usato, o lo usi in maniera diversa e autonoma sia per riconoscere le lettere, sia come esercizio di manualità , sia per un autocontrollo davanti ad un dubbio.

Presentare questi materiali richiede un po’ di studio e preparazione, forse più emotiva che tecnica da parte dell’adulto.

      

La crescita di una persona non è mai un processo lineare con punti in ordine e successivi da spuntare. Tante cose avvengono senza che ne conosciamo la vera origine, ancora meno possiamo prevederne i tempi di crescita e sviluppo.

Noi abbiamo visto avvenire questo in ognuno dei nostri figli per un’infinità a di cose anche per la scrittura e la lettura.

              

Non sappiamo sempre da dove sorgano gli interessi dei nostri figli di certo però in casa nostra non mancano i libri,sia per grandi che per piccoli. Tutti hanno libero accesso a tanti libri non solo a quelli “giusti per età ”

 

Tanti amici che entrano in casa nostra si sentono spesso chiedere “me lo leggi?”

          

La libreria in camera dei bimbi. Non è mai ovviamente in questo ordine.

  

Chiudiamo il post con questa ultima foto che collegherà al post successivo.
Tutto quello che vi abbiamo fatto vedere fino a qui non è avvenuto con un ordine preciso e soprattutto non nella sequenza con cui ve lo abbiamo presentato.
Tante esperienze si sono ripetute altre interrotte, progetti iniziati e conclusi, qualcuno abbandonato.

Nel nostro percorso ad un certo punto abbiamo conosciuto il metodo analogico di Camillo Bortolato e per tante ragioni lo abbiamo abbracciato. Questa foto rappresenta uno dei primi passi che si compiono con questo metodo.

Infine quello che mi sento di dire da mamma (siamo sempre noi quelle che si preoccupano un pò di più) è questo;
nella società di oggi un bimbo normalmente stimolato è impossibile che non impari a leggere e scrivere e a far di conto.
Troppi sono gli stimoli involontari non dipendenti da noi che i nostri figli recepiscono,interiorizzano, fanno propri e sviluppano nuovamente.
E’ un processo che non possiamo evitare ed è proprio per questo motivo che al di la delle nostre “competenze” i nostri figli impareranno a leggere e scrivere.
Posso assicurarvi; fidarsi di loro, del loro temperamento ed anche delle battute d’arresto è tutto quello che davveronoi adulti dobbiamo imparare.
Questa saggezza antica ma sempre nuova di fermarsi, stare zitti ed aspettare ci ha permesso di assistere ad un piccolo miracolo che non sappiamo spiegare fino in fondo; prima con Gregorio
e poi adesso si ripete con Benedetta per una strada così diversa che sembra quasi impossibile che siano fratelli.
A coda ai suoi fratelli sta arrivando anche Maria Marta la
quale per una via nuova ha iniziato a scrive letterine, contare e leggere.

Carnevale 2017

Alcune settiman, fa i bimbi hanno trascorso alcuni giorni a casa dei nonni. Tra le tante cose raccontate ci hanno riportato la scoperta di un nuovo cartone , che ovviamente  non avendo la TV non conoscevano. Questo cartone animato è quello dei super pigiamini.

I bimbi erano così entusiasti, che ho pensato di proporgli di creare le maschere ed i vestiti per il carnevale. Le maschere le hanno realizzate in fretta nel lavoro di due mattine, ognuno costruendo, ritagliano (i più grandi)e dipingendo la propria maschera.

Ecco i modelli da cui siamo partiti


Eccoli all’opera

Benedetta con Gufetta

 
Maria Marta con gatto boy

Gregorio con gecoboy


Ed eccoli qui completi e tutti insieme


A questo punto è stato il momento della mamma, che si è messa all’opera con la macchina da cucire imparando anche ad usare un piedino nuovo; il piedino orlatore. Mi ha richiesto molta pazienza ma tanta soddisfazione.


La vera conclusione di un abito sono le sue rifiniture e  la stiratura dove per la prima volta mi ha aiutata Benedetta


Completati i mantelli e le maschere, i nostri eroi sono pronti a festeggiare!!


BUON CARNEVALE A TUTTI!

Siamo senza farina! Ma vogliamo fare un Bel dolce!

Buona Domenica! Oggi mentre la mamma è a messa vorrei fare un esperimento, siccome i nostri figlioli sono spesso in cucina vorrei far fare loro una ricetta dall’inizio alla fine in completa autonomia.

Utilizzerò l’articolo che sto scrivendo per far leggere a Gregorio la ricetta con gli ingredienti, quantità e procedure e li lascerò in completa autonomia, il mio unico apporto pratico sarà fare foto, che aggiungerò in seguito.

INGREDIENTI

Cioccolato fondente 200g

Biscotti secchi 175g

Burro 150g

Zucchero 150g

Uova 2

PROCEDURA

-tagliare il cioccolato fondente a pezzettini

-sciogliere a bagnomaria (chiedi a papà cosa significa “bagnomaria”) fino a che il cioccolato non si è sciolto completamente

-lasciare raffreddare il cioccolato

-mettere in una ciotola il burro a pezzetti

-aggiungere lo zucchero

-montare burro e zucchero con la frusta elettrica

-aprire e mettere le uova in un’altra ciotola

-sbattere con la forchetta le due uova

-aggiungere le uova poco alla volta al burro ed allo zucchero continuando a frustare

-aggiungere il cioccolato fuso

-in un altra ciotola spezzettare i biscotti con le mani

-aggiungete alla ciotola con i biscotti l’impasto di burro zucchero uova e cioccolato

-mescolare fino a che non diventa omogeneo (chiedi a papà cosa significa omogeneo)

-mettere l’impasto su di un foglio di carta da forno

-creare un salsicciotto

-chiudere il salame nella carta tipo caramella

-appoggiare il salame su di un vassoio e mettere in frigo

-aspettare 2/3 ore

Gregorio oltre a leggere è stata la parte più attiva di questo progetto, l’ha seguito dall’inizio alla fine (gli ultimi passaggi sono stati fatti dopo pranzo) mentre Benedetta è stata presente in alcune situazioni, ed invece Maria Marta ha preferito fare altro.

Ed ora iniziamo!
Come prima cosa abbiamo da leggere e recuperare gli ingredienti…

Già da qui Gregorio ha cominciato a capire che la mia presenza era insolita, perché io non facevo nulla se non rispondere ai suoi comandi/richieste lasciando da parte ogni mio consiglio od interpretazione, nonostante questo è andata molto bene. (Stare zitti e non intromettersi è parecchio faticoso..)

Da ora inizia il bello, cominciamo a leggere la procedura…

-tagliare il cioccolato fondente a pezzettini

dopo le prime prove, il cioccolato fondente ha la meglio, allora viene in aiuto Benedetta

con fatica si ottengono i primi pezzetti, ma i ragazzi capiscono presto che è molto faticoso, ed allora chiedo loro cosa vogliono fare…
Come a volte succede, Greg si scoraggia, e ciò non gli permette di pensare ad una soluzione, ci vogliono infatti circa 10 minuti prima che a Benedetta venga in mente di chiedere a ME di dare loro una mano. Infatti fino a quel momento non ci avevano proprio pensato.

Così comincio a tagliare, su comando loro… nel mentre taglio i pezzettini Gregorio pensa bene di raggruppare i pezzi in un angolo del tagliere,

ma non mi chiede di fermarmi, ed infatti ahimè mette la sua mano sotto la parte di ferro del coltello, pochi mm prima dell’inizio della lama…

piccola ferita di guerra, ma che non scoraggia e non fa perdere nemmeno un minuto e subito si riparte

-sciogliere a bagnomaria (chiedi a papà cosa significa “bagnomaria”) fino a che il cioccolato non si è sciolto completamente

 

-lasciare raffreddare il cioccolato

-mettere in una ciotola il burro a pezzetti

questa è stata una fase in cui abbiamo scoperto queste diverse cose:
prima di tutto che la tara della ciotola va azzerata

secondariamente è successo che tagliando i pezzi di burro prima di pesarlo la bilancia del Bimby ci si è resettata ben 3 volte, e Gregorio ha dovuto fare la fatica di svuotarla e riempirla nuovamente per pesare il tutto. Ha quindi scoperto che è bene prima pesare e dopo tagliare.

come terza cosa (come si vede dalla seconda immagine) Gregorio ha deciso di usare lo stesso tagliere del cioccolato, poco male ber il burro utilizzato e pesato, ma per quello che doveva venire riposto in frigo e che è rimasto coperto di cioccolato come la mettiamo??  (“sempre meglio cambiare tagliere vero, Greg?”)

-aggiungere lo zucchero

-montare burro e zucchero con la frusta elettrica

In questa fase mi sono un attimo perso, non ho fotografato il montaggio del burro e dello zucchero, ma sono stato particolarmente colpito da Gregorio che ha deciso di  mettersi sul tavolo ed ha ragionato da solo sul fatto che serviva una prolunga (qui nella foto mentre attacca la spina della prolunga)

-aprire e mettere le uova in un’altra ciotola 

un pezzetto del guscio del secondo uovo è caduto dentro e Gregorio mi ha chiesto di recuperarlo

-sbattere con la forchetta le due uova

-aggiungere le uova poco alla volta al burro ed allo zucchero continuando a frustare 

Gregorio si è reso conto subito che da solo era parecchio difficile (per lui era pesante anche solo il minipimer) quindi mi ha chiesto in una prima fase di rovesciare “piano piano” le uova, e poi di tenere ferma la ciotola

-aggiungere il cioccolato fuso

E’ partito con il cucchiaino, ma per fortuna si è accordo che ci sarebbe voluto un bel po’ di tempo, quindi ha cambiato strategia (nell’ultima foto mi ha chiesto una mano)

-in un altra ciotola spezzettare i biscotti con le mani 

(Questa cosa è stata fatta da Benedetta mentre Gregorio era alle prese con la frusta)

-aggiungete alla ciotola con i biscotti l’impasto di burro zucchero uova e cioccolato

-mescolare fino a che non diventa omogeneo (chiedi a papà cosa significa omogeneo)

Da qui in poi mi sono un po’ perso con le foto, i pezzi di Benedetta erano parecchio grossi, e i bimbi mi hanno chiesto una mano per concludere.

-mettere l’impasto su di un foglio di carta da forno

-creare un salsicciotto

-chiudere il salame nella carta tipo caramella

-appoggiare il salame su di un vassoio e mettere in frigo

-aspettare 2/3 ore

E nel frattempo che si fa? “Si riordina vero Greg?”

E quel pomeriggio è stato servito e devo dire che era parecchio BUONO!

Forse non aveva una forma spettacolare, ma tutti hanno fatto i complimenti allo Chef!

 

 

Garibaldi un eroe?….

Ecco un esempio di bugia raccontata a scuola.

Trovo sorprendente e triste scoprire sempre di più quante balle io abbia bevuto a scuola.
Dell ‘ unità d’Italia ci viene detto sostanzialmente che è stata una cosa meravigliosa e ottima.
I suoi promotori degli eroi….come Garibaldi di cui troviamo il nome ricordato in tante piazze d’Italia come se fosse davvero un eroe.

Più che un eroe è stato un terrorista, perché chi ruba soldati , soldi ed uccide si può chiamarlo solo terrorista.

Noi abbiamo scoperto grazie ad un’amico questa canzone che in parte lo racconta.

Bello anche scoprire che la storia la puoi raccontare non solo su noiosi testi con date infinite di guerre
ma con una canzone orecchiabile ben scritta e cantata da una bella voce.

Un modo come un’altro per imparare.

I nostri bimbi mi continuano a chiedere di ascoltarla.

Colori e tempere

Tra i primi interessi dei bimbi ci sono certamente i colori. Maria Marta(2anni e mezzo) li sta scoprendo anche così. Usiamo le tempere che vuole lei facendo e rifacendo la stessa attività e magari con lo stesso colore fin che lei vuole. Per ora con le tempere in questo modo ha scoperto il blu il rosso il rosa chiaro e più scuro ed il verde.

Trovo fondamentale farli sperimentare e prendere confidenza con tanti materiali.

Credo sia importantissimo che si possano sporcare e scoprire che non succede nulla di grave…poi magari insieme scopriamo anche come si lavano le mani,i pennelli e la maglietta.

Buona festa di San Giovanni bosco!!!!

Attività sull’ inverno: pupazzi di neve!

La scoperta e l’esperienza del tempo che scorre è per i bimbi sempre qualcosa di affascinante e strano allo stesso tempo. 

In alcune fasi ed età anche incomprensibile. 

Da un po’ di anni seguiamo lo scorrere delle stagioni, aggiungendo un particolare che le contraddistingue man mano che i bimbi crescono o rendendoli sempre più protagonisti di quali particolarità stagionali rappresentare,costruire,disegnare,cucinare, ecc…

Quest’anno abbiamo aggiunto anche il susseguirsi dei giorni e dei mesi che vi faremo vedere in un post apposito. 

Passiamo al soggetto scelto per rappresentare l’inverno: il pupazzo di neve!

I bimbi hanno principalmente lavorato con il papà,

disegnando prima i tre cerchi bianchi,che avrebbero poi composto il corpo.



Poi la realizzazione della bocca,


delle braccia;


ed infine con l’aiuto della big shot dei bottoni e del cappello.


Nel pomeriggio abbiamo poi assemblato il tutto :prima i cerchi


poi i bottoni


poi bocca,naso e cappello.


Per finire le mani e le braccia. 


Concluso il pupazzo lo abbiamo plastificato e con un ferma campione attaccato le braccia al corpo.


Dopo averlo ritagliato abbiamo aggiunto gli occhietti mobili e li abbiamo appesi sulla porta di casa 

Gregorio

Benedetta

Maria Marta


Qui tutti insieme

Buona Domenica

Buona Domenica! Iniziamo questa nostra avventura con questo semplice racconto di una domenica mattina. Il vero autore è Michele il quale, mentre ero a Messa con Benedetta ha pensato di preparare gli gnocchi insieme a Gregorio e Maria Marta.

Quando siamo rientrati la sorpresa è stata grande non solo per  Benedetta ma anche per me, perché significava un po’ meno lavoro in preparazione al pranzo. Siccome sono a sette mesi di una gravidanza gemellare è un regalo che vale doppio.

Tutti si sono messi al lavoro guidati dal babbo.


Buon appetito!