Prima la famiglia

Elena ultimamente predilige i film comici,
anzi no, ad Elena piacerebbero i film melensi, ma siccome io non li tollero quasi mai troviamo una via di mezzo con i film comici.

L’ultimo film che abbiamo visto insieme, direi ormai due mesi fa, è stato “Cambia la tua vita con un click” io ovviamente lo avevo già visto ma l’ho rivisto volentieri insieme a lei.

Verso la fine del film mi sono reso conto come uno dei messaggi principali del film sia

“Non farti assorbire dal lavoro talmente tanto da dimenticare la famiglia”

E’ stato bello constatare come in realtà sia stato proprio il criterio di “Prima la Famiglia” che mi ha aiutato negli ultimi anni a trovare un equilibrio adatto.

Sia chiaro, non l’ho sempre adottato, ci sono stati momenti in cui la famiglia era agli ultimi posti, dopo la ricerca del successo, delle soddisfazioni lavorative e quant’altro.

La verità è che tutte quelle cose non le ottenevo, perché sotto sotto non stavo bene proprio perché trascurare la famiglia ed i figli sotto sotto faceva stare male anche me.

La cosa paradossale è che nel momento in cui ho messo davvero “prima la famiglia”, hanno iniziato ad arrivare anche le soddisfazioni personali e lavorative.

E se un lavoro non è conciliabile con una famiglia? Beh la scelta sta a te.

In quanto ingegnere dell’automazione, uno dei lavori più facilmente perseguibili era il lavoro del trasfertista, 2/3 mesi l’anno. Con anche un ottimo stipendio.

Per fortuna ho capito prima ancora di avere figli che con la mia famiglia non sarebbe stato conciliabile.

Perciò ho dovuto scegliere altro, per fare il lavoro del professore certamente le basi non te le insegnano ad ingegneria.
Lo studente, o l’uomo in generale è la cosa più lontana possibile dalla sistematicità di tutto ciò che nell’ingegneria trova il suo fondamento.

Forse non ci facciamo caso, ma per abitudini mondane spesso non ci rendiamo conto di quando in tantissime occasioni, la famiglia viene dopo.

Il mio lavoro inizia alle 8.15, ho degli studenti che se li lascio soli possono arrivare a lanciare sedie fuori dalle finestre (per fortuna quando è capitato non è capitato a me) arrivare un minuto dopo significa che qualcun’altro di volenteroso ti sostituisce, almeno una decina di volte negli ultimi anni ho fatto ritardo perché ho messo prima la famiglia, a volte stavo semplicemente finendo una discussione davvero importante con Elena, e lasciarla in sospeso avrebbe rovinato la giornata ad entrambi.
A volte semplicemente la mia presenza era necessaria per l’inizio della giornata in casa.

Di queste dieci volte, almeno 3, dopo aver fatto ritardo ho continuato l’ora sapendo che non me la avrebbero pagata, è stato segnalato il fatto ai superiori e sono stato visto male dai colleghi.

Soprattutto perché non ho raccontato una balla, ho detto: “Stavo finendo una discussione con mia moglie” oppure ” c’era bisogno di me in casa”.

Alcuni posti di lavoro non hanno gradito, ne ho scelti altri.

Altri posti di lavoro hanno capito, evidentemente sanno che perché una persona lavori bene è importante che anche la famiglia stia bene.

Quante volte ci portiamo il lavoro a casa, io mi ritrovo il lunedì mattina a leggere mail che mi sono state scritte il sabato o la domenica. (Il mio lavoro si fa da lunedì a venerdì nonostante io lavori in ambito scolastico).

Molte persone mettono il lavoro al primo posto, e le sembra normale che anche tu faccia lo stesso, e quando si trovano a relazionarti con te che gli dici: “Guarda questo pomeriggio non posso, ho già avuto troppi impegno fuori casa questa settimana” ti guardano come uno stralunato.

Rifiutare delle ore di lavoro per una visita medica urgente ok, ma per stare con la famiglia? Ti guardano come se stessi fuori dal mondo…

Negli ultimi anni a questa parte ho tentato sempre di più di ridurre le ore che faccio (nel 2017 avevo una media di 33 ore di lezione la settimana, c’erano alcuni venerdì che ne facevo 9 al giorno).

Finalmente quest’anno sono riuscito a dire di no a tutti i pomeriggi, guadagno meno soldi ovviamente, ma ho più tempo per stare con la famiglia.

Ho scoperto recentemente che altri papà che fanno homeschooling si stanno muovendo verso questa direzione, il che è un bene perché per la mia esperienza posso dire che ne gioverà sicuramente tutto il resto della famiglia.

Forse uno non ci pensa ma sono tanti i lavori che lo permettono, un nostro amico ad esempio ha cambiato lavoro andando a lavorare in un panificio, dalle 13 è a casa con la famiglia.

Le soluzioni ci sono, se uno si mette nell’ottica di cercarle.

Dipende sempre cosa cerchiamo.

Rispondi