Prima tappa: monastero di Vairao

Quando la misericordia di Dio ti sorprende

Ieri mattina abbiamo lasciato la macchina a noleggio a Vila Do Conde e da lì è iniziato il nostro vero cammino. Ci aspettavano 8km attraverso la città per giungere poi al monastero Vairao.

Dovendo consegnare la macchina siamo ovviamente partiti tardi con il sole già alto ma con un vento forte che per quasi tutto il tragitto ci ha accompagnato. Meno male perché quando il vento cessava era davvero caldo. Siamo giunti accaldati ed esausti al monastero ben dopo l’una del pomeriggio. Lungo la via abbiamo mangiato tanta frutta comprata da un minuscolo mini market, dove con il proprietario ho purtroppo discusso in portoghese廊 sul resto. Non so cosa sia successo, forse la mimica e i gesti non sono stati chiari o forse il costo mi era sembrato troppo basso e quindi il resto della spesa scorretto; ma c’è stata una non simpaticissima scena in cui discutevamo per il resto della mia spesa. Il signore era assai disturbato di non so bene quale cosa io gli avessi detto o lui avesse intese. Insomma un gran casotto solo per provar a comprare un po’ di frutta.

In realtà i portoghesi sono molto disponibili con i pellegrini e noi per il fatto di avere i bimbi siamo sempre molto ben accolti nonostante le misure Covid. Ci dicono che in generale i portoghesi sono tutti molto spaventati dalla vicenda, ma per il momento non ci è parso che la paura li abbia fermati ad accoglierci in nessun luogo.

La giornata ieri non è stata facilissima. La sera/notte precedente il caldo non ci ha fatto dormire. Mettersi seriamente in cammino stimola tutti sotto i propri punti deboli e quindi tra il caldo, il sonno, il nervoso, le paure di sbagliare strada, le lamentele dei bimbi e varie misure da prendere su camminata e gestione di tutti non sono stati chilometri facili.

Proprio li, quando non ce la fai più, ma pur con tutte le tue debolezze sei rimasto sulla strada ; la misericordia di Dio ti abbraccia e non solo ti sorprende e ti spiazza ma si mostra in tutta la sua abbondanza.

Arrivati al monastero ci accoglie Carla silva, una signora paffuta è molto cordiale. Sembra la fatina di cenerentola. Ci fa entrare in monastero trovando un luogo dove parcheggiare THULY (il nostro carretto) e ci fa vedere le stanze e le docce.

Ci dice che ci siamo solo noi e che possiamo scegliere le camere come ci troviamo più comodi. Mentre parliamo Anna si addormenta e lei si prodiga per preparare un letto con lenzuola sue e ci porta un sacco di cuscini per metterla in sicurezza. Alla fine delle sue spiegazioni mi guarda e mi dice “ Siccome hai sei bimbi i vostri vestiti li lavo tutti io oggi. Sei una super mamma!”

Passa con noi il pomeriggio e va via solo per qualche minuto. Ed è li che capisco fino in fondo la sua gentilezza. Carla ha rivoluzionato il suo pomeriggio per stare lì in monastero fare una lavatrice e stenderci la roba . Trovo uno stendino esposto al sole in una delle stanze di questo enorme monastero benedettino.

Michele le racconta che ha un po’ di difficoltà a prenotare alcuni alloggi e lei si attiva trovandoci un posto presso la casa di un’amica per il giorno seguente.

Commossi la invitiamo a cenare con noi con una carbonara preparata in suo onore. Parliamo in inglese tutto il tempo e anche i bimbi piano piano capiscono. Carla è molto brava ripete sempre tante volte e con tanta calma semplificando le frasi (scopriamo più tardi che insegnava inglese a scuola). Va via per un’oretta e torna con un dolce e una bottiglia di vino.

Passiamo una serata piacevolissima in cui parliamo davvero di tutto di Covid, del monastero , della Chiesa, ci racconta diverse esperienze di incontro che ha fatto durante il suo servizio ai pellegrini. Ci racconta di come funziona l’educazione parentale in Portogallo e dei suoi figli. Ci chiede di noi e delle nostre vite.

Ci salutiamo presto in una serata che ormai non è più calda ma caratterizzata da un fresco quasi materno. Carla ci chiede di avvisarla quando arriviamo il giorno dopo e di farle sapere se abbiamo bisogno di qualcosa lungo la via, che se può ci aiuta.

Le garantiamo le nostre preghiere per lei e per la sua famiglia e si commuove. Ci saluta terminando dicendoci di non avere paura e di guardare sempre avanti continuando a camminare.

E questo è il link del monastero

https://it-it.facebook.com/mosteirodevairao

Il monastero esiste dall’undicesimo secolo e fino al 1980 è stato un monastero benedettino sia con il ramo maschile sia con quello femminile.

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