Redondela

Proseguendo attraverso la Galizia, rileggendo la grazia del matrimonio.

Alla mattina, quando partiamo è buio e freddo. Ci sono alcuni tratti affianco a una super strada molto brutta. Meglio con il buio che con il caldo. Devo aver accumulato tanta stanchezza,faccio davvero tanta fatica. In realtà, gli aiuti affianco sono molti ( per dire è rimasto nuvolo fino a mezzogiorno) eppure io non ho nessuna voglia di proseguire. Al culmine della stanchezza, arrivo a farmi un sacco di domande.

Ma perché siamo venuti?

Ma noi una vacanza normale ogni tanto no?

Ma uno sraio e una birra ci facevano tanto schifo?

Ma esattamente poi perché ho detto di sì con tanto entusiasmo?

Non ho cercato una risposta ieri. So che ad alcune domande, quando si è nella fatica, non va lasciato spazio. Le nostre risposte non sarebbero vere e oggettive.

Oggi riposata, provare a raccontare tutto mi sembra più facile e sensato. Ci trovo anche una piccola e grande verità che ho vissuto altre volte.

Ho ringraziato per il sacramento del matrimonio che quando non stipuli in leggerezza (è più bello sposarsi in chiesa) ti tiene li e ti sostiene. Ieri, potevo solo andare avanti, non avevo alternative, dovevo anche darmi un contegno perché sono io, insieme a Miki, che portiamo avanti la baracca. Se strippo io, strippano un po’ tutti.

Quando diventa difficile, senza un motivo chiaro da risolvere, avere una sola via, non avere vie d’uscita, è ciò che ti permette di arrivare in fondo da vincitore.

Ieri io non avevo voglia e forze, anzi ero piena di dubbi, mischiati a un po’ di rabbia per la salita,la fatica, il sonno. Sono solo rimasta a camminare e credo davvero che il resto lo abbia fatto qualcun altro. Miki per primo, che con lo zaino si è caricato pure Anna e poi tanta tanta grazia! Io neanche ricordo bene tutta la tappa ed infatti non ci sono molte foto.

La grazia del matrimonio e delle consacrazioni è proprio questa, stare quando tutto sembra sbagliato, brutto, fastidioso e tutto il resto desiderabile. Compiere una scelta che non ha vie d’uscita è ciò che ci permette d’amare davvero l’altro, donarsi davvero fino in fondo. Lasciarsi amare davvero li dove siamo insopportabili!

Che grazia dover solo restare a camminare. Obbedire solo a questo “stare”, vedere che il roveto non si consuma e che dopo le giare sono stracolme di un vino nuovo. Perché la nostra gioia sia piena, è necessario stare.

P.S. per chi si chiedesse la risposta alle domande….

Sono venuta perché me lo ha proposto Michele e compiere un cammino, insieme con i figli, per i dieci anni di matrimonio mi sembrava il miglior modo per festeggiare, ringraziare, proseguire e perdonare perché il cammino si fa perDono a qualcuno, ed il cammino è il perdono di Dio per noi. L’espiazione nella chiesa è da sempre raccomandata e sostenuta. Siamo peccatori e Dio ci perdona sempre, ma poi c’è la penitenza. Gesù non ci va per il sottile nel vangelo ci dice di “sforzarsi perché la porta è stretta “. Le vacanze normali sullo sdraio, non le abbiamo mai fatte perché ci annoiano e poi noi non programmiamo mai vacanze è il cielo che ci offre opportunità. Questa è la prima che pensiamo noi. La birra non mi piace ed ho risposto con tanto entusiasmo perché Michele da sempre è l’unico che ha sogni e obiettivi tanto grandi almeno come i miei, non sulla carriera, ma sulla vita eterna.

Una meta meno del paradiso a noi non ci interessa!

Rispondi