Sesta tappa: Ponte de Lima-Labrujia

Sempre avanti senza paura.

Ripartiamo a camminare anche se con qualche timore perché la passeggiata di ieri sera mi ha fatto sentire male più volte.

Ci siamo detti di andare con più calma e di riposare più spesso,per questo motivo partiamo presto.

È una tappa molto bella in cui incontriamo ancora un paesaggio rurale. Tante case in pietra, tanti va campi. La gente che incontriamo pare consumata da un lavoro duro e costante come è il lavoro della terra. Quasi nessun bimbo abbiamo visto in questi giorni, eppure se ne scorge la presenza dai giochi nei cortili.

La strada è facile ed il piede regge bene. Nel proseguire incontriamo due ragazze nel bosco. Sono pellegrine e hanno sentito parlare di noi negli ostelli precedenti. Carla e Fernanda son poi sempre donne!

Mentre chiacchieriamo con loro passano altri pellegrini che sono poi nostri concittadini.

È proprio bello sentire da loro i loro racconti e che anche per loro ci sono stati aiuti e sostegni lungo la via.

Arriviamo al nostro ostello di oggi “La Valada” un posto stupendo su una grande vallata ai piedi della montagna che scaleremo domani.

La difficoltà della lingua con questa signora si sente tutta. Parla un portoghese velocissimo e incomprensibile. Fatichiamo davvero tanto e la faccenda non è facile perché non capiamo quali sono i limiti del luogo e se possiamo usare alcune cose. Tutta via alla fine ce la facciamo.

Più tardi con l’aiuto del mitico Giovanni insieme in macchina porteranno il carretto all’alloggio del giorno dopo ( oggi mentre scrivo) perché ci aspetta la montagna e il carretto non sarebbe adatto. Vedremo poi che sarebbe proprio stato impossibile.

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