Pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

Quasi un anno fa, in un caldo mezzogiorno di fine estate, Michele mi ha lanciato la proposta di andare a Santiago con tutta la famiglia.

HO sinceramente creduto che l’idea fosse folle (così come molti nostri amici ancora lo credono e non hanno remore di ricordarcelo) ma poi iniziando a guardare un pò il cammino nella sua concretezza mi è sembrato fattibile e ho pensato che sarebbe stato bello mettersi in gioco in un’esperienza simile con tutti i bimbi.

Ma perché fare un pellegrinaggio? e perché proprio Santiago?

Michele è stato subito chiaro “Ho parecchia roba da espiare, e i pellegrinaggi da sempre sono una via preferita nella chiesa a questo scopo”
La scelta di Santiago invece nasce dal fatto che è un cammino talmente tanto battuto che l’organizzazione del percorso, strutture, aiuti è fatta molto bene e ormai oliata.

Abbiamo iniziato subito a pensare e ad organizzare il viaggio partendo dalla prima tappa del percorso francese(saint jean pied de port).
Ci sono diverse app e siti che permettono di vedere tutto il percorso ed organizzare le teppe conoscendo chilometraggio, altitudine, numeri di ostelli, strutture di accoglienza.
Avevamo tracciato tutto un percorso di 52 tappe tenendo conto delle età dei figli, delle loro possibilità di cammino, del caldo, dei cambi di altitudine sostenibili in un solo giorno, dei costi e delle possibili date per svolgerlo.
Ho cercato contatti di gente che il cammino lo avesse già fatto facendo un sacco di domande ponendo tantissimi dubbi e curiosità.

Mentre eravamo presi da tutto questo affacendamento ci siamo chiesti se tutto questo fosse nella volontà di Dio o solo smania nostra. Non potevamo continuare senza sapere se dal cielo il tutto era benedetto e mai avremmo voluto tirare la corda.
Abbiamo quindi cercato una novena a San Giacomo che ci illuminasse sul da farsi.
In quei nove giorni non abbiamo “lavorato” logisticamente alla preparazione del cammino ma abbiamo atteso che il cielo ci facesse segno.

Beh, nel corso dei nove giorni in cui chiedevamo a San Giacomo di illuminarci sono avvenute queste cose:

Si è sbloccata una questione economica ferma da tempo su cui non potevamo nulla se non aspettare, ed si parlava della cifra esatta che avevamo calcolato potesse servirci.
Seconda cosa molto più importante, una sera, durante un rosario con amici, conosciamo un nuovo componente del gruppo con cui ci troviamo a pregare.
Tra le altre cose quella sera eravamo proprio a casa nostra e per una serie di coincidenze Daniele (il nuovo amico) si era unito a noi per cena con tutta la famiglia.
Non ci eravamo mai visti, non ci conoscevamo e non ricordo come arrivammo al discorso del cammino.
Daniele non solo conosceva il cammino ma lo aveva fatto per ben cinque volte percorrendo tutti i vari tragitti possibili.

Rimase molto sorpreso di tutto quello a cui avevamo già pensato guardato e organizzato, ma ci disse che il cammino per la via francese con 52 tappe sarebbe stato troppo duro e troppo lungo.
Con lui abbiamo ripensato tutto il percorso attraverso la via portoghese, il cammino portoghese infatti, ha una strada più pianeggiante, scegliendo un numero di giorni di cammino inferiore e partendo da lì, calcolando i chilometri giornalieri, abbiamo deciso il punto di partenza.
Ci ha messo in contatto con tutta una serie di persone che pur non conoscendoci sembrano averci preso a cuore.

Rispetto ai nostri progetti iniziali abbiamo rivoluzionato tutto, cambiato via, giorni di cammino (che saranno circa una ventina), punto di partenza. Ma ci sentiamo davvero accompagnati e custoditi fin dall’origine dell’idea.

Appena comprati i biglietti quest’inverno è iniziato il lockdown e fino ad ora siamo stati sulle spine se poter partire o meno. Molto probabilmente, se non avessimo comprato i biglietti a gennaio, avremmo rimandato la partenza, invece trovandoci comunque con i biglietti già presi, abbiamo avuto la spinta a continuare a prepararci, pensando che sarebbe andato comunque tutto bene.

Ci hanno cambiato gli orari, cancellato il volo, cambiato la data, ma adesso tutto pare confermato. Abbiamo preparato tutto “come se ” sapendo che fino all’ultimo avrebbero potuto annullarci il volo, chiudere il portogallo o chissà che altro.

Nella speranza che non accada nulla di tutto questo o anche peggio, ormai siamo prossimi alla partenza.

Desideravamo condividere tutto questo per tentare di tenere un diario e perché vorremmo portare con noi a Santiago tutte le preghiere e le intenzioni che chiunque voglia affidarci.

Potete scriverci in privato o qui sotto nei commenti, adesso o durante il tragitto. Potete essere espliciti o anche no cioè semplicemente affidare nomi che ricorderemo durante il pellegrinaggio e sulla tomba di San Giacomo.
A tutti buon cammino!

Il vero problema di chi fa HomeSchooling

Quali sono i problemi di chi inizia a fare HomeSchooling?

A cosa ci dobbiamo preparare?

Ne parlo in questo video…

Se hai domande o commenti da fare scrivi qui sotto

Quaresima 2019

Direi che per noi le novità più importanti di questa quaresima sono due:

Il digiuno e la preparazione alla prima confessione dei ragazzi.

Il digiuno segue le semplici indicazioni ecclesiastiche che ognuno di noi rispetta in base alle età e situazioni di vita. Il venerdì i bimbi e la mamma (allatto!) fanno pasti molto semplici e frugali come la pasta in bianco e per la sola giornata del venerdì non consumiamo carne e dolci. Il babbo digiuna.

La preparazione alla prima confessione dei ragazzi è un percorso iniziato da molto. I bimbi non seguono un vero percorso di catechismo perché da sempre la Fede si impara in famiglia. E noi ci inseriamo pacatamente in questo percorso dentro la tradizione della chiesa dove infinite anime prima di noi sono state condotte sulla via delle virtù con l’esempio e la preghiera.

Partecipiamo a un’ampia vita comunitaria in una piccola chiesetta dove c’è l’adorazione perpetua e dove i bimbi riceveranno la prima comunione.

Normalmente alla sera diciamo compieta durante la quale è previsto un esame di coscienza sulla giornata.

L’esame di coscienza è appunto la verifica della giornata secondo la nostra coscienza seguendo le semplici indicazioni dei dieci comandamenti. Noi poniamo domande semplici per i bimbi e ognuno di noi risponde in cuor suo. A volte qualcuno sente la necessità di scusarsi con un fratello o con un figlio oppure con un coniuge, altre volte non succede.

In questo percorso oltre a studiare ed imparare i dieci comandamenti educhiamo il pensiero, la memoria e il cuore a divenire consapevole delle proprie scelte che a volte si discostano dal bene che ci offre DIO.
Questo è il peccato di cui chiedere scusa a Dio e ai fratelli.

Da questi momenti spesso sorgono domande, a volte rivolte anche privatamente, altre volte di arricchimento per tutti. Tutto questo ci permette di capire a che punto è la crescita e la consapevolezza dei nostri figli e quando invitarli ad accedere ai sacramenti. Ormai direi che i grandi sono tutti pronti. Sono proprio desiderosi di confessarsi e ricevere la prima comunione.

Ecco un breve elenco

– Ho amato Dio pregandolo fin dal mattino? Nei momenti di preghiera comunitari e personali sono stato attento e desideroso di stare con Dio e unito a Lui? Alla messa sono stato attento e in preghiera con il cuore? Ho desiderato unirmi a Gesù mio vero bene?

– Ho parlato bene usando un linguaggio mite e corretto nei confronti miei amici, di Dio e dei fratelli? Ho addossato a Dio colpe che non sono riconducibili a lui? Ho vissuto alla sua presenza ogni momento della giornata?

– Ho mentito a Dio ai genitori ai fratelli? Ho detto la verità anche quando non era conveniente? Ho giocato rispettando le regole? Ho rispettato gli altri nel gioco? Sono stato leale con L’avversario anche nella sconfitta? Quando mi sono arrabbiato sono stato capace di condurre a una scelta di bene la mia rabbia?

– Ho perdonato chi mi ha fatto dispetti ? Sono stato capace di chiedere scusa? Ho obbedito a mamma e papà? Ho compiuto il mio dovere con impegno ? Ho combattuto le mie inclinazioni più ostinate come la pigrizia, l’ira, la svogliatezza, la poca cura?

– Ho compiuto gesti cattivi ? Ho fatto dispetti? Ho volutamente infastidito altri? Ho seguito il cattivo esempio di amici e conoscenti o familiari?

– Ho compiuto pensieri cattivi? Ho desiderato la roba di altri ? Sono stato invidioso?


Mancano alcuni riferimenti espliciti ad alcuni comandamenti perchè ovviamente alla Messa ci andiamo tutti insieme la domenica

La quantità di domande è tantissima non vengono ricordate tutte le sere. In base alla giornata che sappiamo di aver condotto ne scegliamo mentalmente alcune. Non abbiamo un elenco scritto andiamo a memoria.

In alcuni momenti quando non diciamo compieta facciamo solo l’esame di compieta spesso mi ispiro a questo post https://lascuolanonesiste.blog/2019/02/17/tutorial-i-sassi-segnaposto-o-poggia-posate/ dove vengono citati anche i vizi e le virtù.
In questo modo oltre ai dieci comandamenti abbiamo occasione di spiegare i vizi e le virtù ai bimbi. Magari uno per sera e magari anche durante la giornata.
In questo modo diversi nostri figli durante la quaresima faranno, da un sacerdote che conosciamo, la prima confessione. Non seguendo un’indicazione d’età ma in base alla personale preparazione e maturità di ognuno.

Prima la famiglia

Elena ultimamente predilige i film comici,
anzi no, ad Elena piacerebbero i film melensi, ma siccome io non li tollero quasi mai troviamo una via di mezzo con i film comici.

L’ultimo film che abbiamo visto insieme, direi ormai due mesi fa, è stato “Cambia la tua vita con un click” io ovviamente lo avevo già visto ma l’ho rivisto volentieri insieme a lei.

Verso la fine del film mi sono reso conto come uno dei messaggi principali del film sia

“Non farti assorbire dal lavoro talmente tanto da dimenticare la famiglia”

E’ stato bello constatare come in realtà sia stato proprio il criterio di “Prima la Famiglia” che mi ha aiutato negli ultimi anni a trovare un equilibrio adatto.

Sia chiaro, non l’ho sempre adottato, ci sono stati momenti in cui la famiglia era agli ultimi posti, dopo la ricerca del successo, delle soddisfazioni lavorative e quant’altro.

La verità è che tutte quelle cose non le ottenevo, perché sotto sotto non stavo bene proprio perché trascurare la famiglia ed i figli sotto sotto faceva stare male anche me.

La cosa paradossale è che nel momento in cui ho messo davvero “prima la famiglia”, hanno iniziato ad arrivare anche le soddisfazioni personali e lavorative.

E se un lavoro non è conciliabile con una famiglia? Beh la scelta sta a te.

In quanto ingegnere dell’automazione, uno dei lavori più facilmente perseguibili era il lavoro del trasfertista, 2/3 mesi l’anno. Con anche un ottimo stipendio.

Per fortuna ho capito prima ancora di avere figli che con la mia famiglia non sarebbe stato conciliabile.

Perciò ho dovuto scegliere altro, per fare il lavoro del professore certamente le basi non te le insegnano ad ingegneria.
Lo studente, o l’uomo in generale è la cosa più lontana possibile dalla sistematicità di tutto ciò che nell’ingegneria trova il suo fondamento.

Forse non ci facciamo caso, ma per abitudini mondane spesso non ci rendiamo conto di quando in tantissime occasioni, la famiglia viene dopo.

Il mio lavoro inizia alle 8.15, ho degli studenti che se li lascio soli possono arrivare a lanciare sedie fuori dalle finestre (per fortuna quando è capitato non è capitato a me) arrivare un minuto dopo significa che qualcun’altro di volenteroso ti sostituisce, almeno una decina di volte negli ultimi anni ho fatto ritardo perché ho messo prima la famiglia, a volte stavo semplicemente finendo una discussione davvero importante con Elena, e lasciarla in sospeso avrebbe rovinato la giornata ad entrambi.
A volte semplicemente la mia presenza era necessaria per l’inizio della giornata in casa.

Di queste dieci volte, almeno 3, dopo aver fatto ritardo ho continuato l’ora sapendo che non me la avrebbero pagata, è stato segnalato il fatto ai superiori e sono stato visto male dai colleghi.

Soprattutto perché non ho raccontato una balla, ho detto: “Stavo finendo una discussione con mia moglie” oppure ” c’era bisogno di me in casa”.

Alcuni posti di lavoro non hanno gradito, ne ho scelti altri.

Altri posti di lavoro hanno capito, evidentemente sanno che perché una persona lavori bene è importante che anche la famiglia stia bene.

Quante volte ci portiamo il lavoro a casa, io mi ritrovo il lunedì mattina a leggere mail che mi sono state scritte il sabato o la domenica. (Il mio lavoro si fa da lunedì a venerdì nonostante io lavori in ambito scolastico).

Molte persone mettono il lavoro al primo posto, e le sembra normale che anche tu faccia lo stesso, e quando si trovano a relazionarti con te che gli dici: “Guarda questo pomeriggio non posso, ho già avuto troppi impegno fuori casa questa settimana” ti guardano come uno stralunato.

Rifiutare delle ore di lavoro per una visita medica urgente ok, ma per stare con la famiglia? Ti guardano come se stessi fuori dal mondo…

Negli ultimi anni a questa parte ho tentato sempre di più di ridurre le ore che faccio (nel 2017 avevo una media di 33 ore di lezione la settimana, c’erano alcuni venerdì che ne facevo 9 al giorno).

Finalmente quest’anno sono riuscito a dire di no a tutti i pomeriggi, guadagno meno soldi ovviamente, ma ho più tempo per stare con la famiglia.

Ho scoperto recentemente che altri papà che fanno homeschooling si stanno muovendo verso questa direzione, il che è un bene perché per la mia esperienza posso dire che ne gioverà sicuramente tutto il resto della famiglia.

Forse uno non ci pensa ma sono tanti i lavori che lo permettono, un nostro amico ad esempio ha cambiato lavoro andando a lavorare in un panificio, dalle 13 è a casa con la famiglia.

Le soluzioni ci sono, se uno si mette nell’ottica di cercarle.

Dipende sempre cosa cerchiamo.

Ma esattamente come fai a fare tutto?

Tantissime volte mi viene chiesto come facciamo con tutti questi bambini a insegnare e a fare tutte le cose che richiede una famiglia.

Esattamente non so come faccio. Mi sorprendono ogni sera per come la giornata si è svolta. E ringrazio!

A volte sono soddisfatta, altre volte amareggiata, spesso solo stanca. Ma sempre, sempre sono felice.

Se mi fermo a pensare come si svolgono le nostre giornate un po’ mi spavento perché sembra davvero tanta roba. Nella realtà tutto si svolge in letizia cioè nel quotidiano scorrere del tempo.

Non mi pare di essere una persona molto organizzata e non passo le notti a organizzare le lezioni del giorno dopo.

Non sto sveglia di notte a pulire bagni o a stirare (ho proprio eliminato lo stiro!) e mediamente alle 22 sono a letto.

Di sicuro non faccio tutto. Nel senso che casa è mediamente in disordine. Ho infinite liste di cose ancora da fare ed ho fatto pace con questo. Le hanno tutti!

Quello che non lascio indietro è vivere il momento presente o la giornata con tutto quello che mi regala. Quindi se c’è il parco andiamo al parco, se c’è il dentista andiamo dal dentista. A volte con tutta la figliolanza a volte no.

Il quotidiano spesso si compone di un lavoro più didattico la mattina e il pomeriggio si svolge con sport, amici o attività.

Una volta a settimana ci vediamo con altre famiglie homeschooler con cui facciamo gite,musei,visite ecc…o semplicemente stiamo insieme condividendo la giornata un pasto e un po’ di preghiera.

Tutto è condito da tanta pazienza,i soliti imprevisti e molta molta elasticità mentale.

Uno dei nostri motti è ” Se non sai scoprilo….se non riesci prova…se proprio non puoi,va be…allora amen!”

Avere questa elasticità permette di imparare a vivere secondo delle regole e dei momento chiari ma essere pronti a una flessibilità che offre la vita stessa.

Mamma ho fatto l’inchiostro

Questa mattina, complice un sole eccezionale e una temperatura mite, abbiamo passato la mattina in cortile.

Dopo dieci minuti di adorazione eucaristica (abbiamo la grande grazia di averla dietro casa per due giorni a settimana!) e una passeggiata nel parco ci siamo fermati a giocare.

I bimbi hanno giocato insieme, trovato lombrichi, costruito castelli, ucciso draghi.

Nel susseguirsi delle esperienze e degli atti fantasiosi la benedetta ha trovato un sasso rosso lo ha rotto e ci ha uniti un goccio di acqua.

Si è creata una simpatica poltiglia rossa ed provato a metterla su un foglio/cartone generando un disegno.

Più che un disegno ha creato delle macchie di colore. Ma quello che mi è piaciuto è la capacità di inventiva la fantasia e l’uso dei materiali poveri e semplici.

Ai suoi occhi ha fatto una grande scoperta ed con molto entusiasmo me lo ha raccontato.

In fondo i primi uomini dipingevano così, con semplici materiali naturale e strumenti realizzato da loro partendo da quello che si trovavano attorno. Nel fare tante prove scoprivano cose nuove e nel ripeterle verificabile se funzionavano sempre o se potevano migliorarle.

Abbiamo colto l’occasione per una bella lezione di storia,arte e scienza.

Homeschooling ed Economia Familiare

E’ tanto tempo che mi chiedo se scrivere questo articolo, soprattutto perché entrare in questa sfera, la sfera economica significa sempre toccare le persone un po’ più da vicino, un po’ più intimamente, e a volte si può far male.

Vorrei poter dire che la nostra situazione economica è merito della nostra buona gestione dei soldi, della nostra capacità di fare economia, del nostro buon lavoro guadagnato per merito, ma non posso dirlo.

Sembra già straordinario al mondo d’oggi vivere con uno stipendio solo, figuriamoci una famiglia con 6 figli, se poi ci aggiungiamo che il papà lavora mezza-3/4 di giornata per stare in famiglia e dare il suo piccolo contributo all’istruzione familiare di tutti i suoi figli sembra davvero una cosa incredibile.

Incredibile sicuramente per il pensiero umano, ma non per il pensiero di Dio, di tutta questa situazione non c’è nulla di merito da parte nostra, anzi se proprio vogliamo dirla tutta facciamo più casini che altro, ma nonostante ciò abbiamo solamente di che ringraziare vista la nostra situazione.

Spesso nasce la domanda, ma come fate?

Lo abbiamo già scritto in un post, ma è stata la provvidenza di Dio a condurci passo passo a questa situazione.

In un dialogo con Dio, Santa Caterina da Siena si è sentita rispodere

Figliuola, pensa a me: se lo farai, io penserò subito a te

Noi ci scopriamo spessissimo a fare il contrario ovviamente, a cercare di crearci il futuro, a farlo come vorremmo noi, e spesso è proprio la nostra insistenza che ha impedito a Dio di agire sulla nostra Vita.

Ad oggi posso dire, guardandomi indietro di quasi 10 anni, che Dio si è davvero manifestato solo le poche volte che abbiamo messo da parte l’orgoglio ed abbiamo smesso di tirare il timone dalla parte che volevamo noi. (Sono quindi poche per colpa nostra e non sua)

Piano piano, con piccole virate e poco alla volta siamo stati gentilmente indirizzati sulla rotta su cui siamo oggi, che continua a cambiare, ma almeno sappiamo che il timone è in un paio di mani più sicure delle nostre.

Tutto ciò che ho scritto è solo per farvi capire che davvero, se non fosse stato per questo, io non avrei mai avuto abbastanza coraggio, sapienza, da sperimentare un equilibrio economico come quello di oggi.

Ed ora in brevissimo vorrei offrirvi un piccolo squarcio di alcune cose pratiche che abbiamo realizzato oggi e che inevitabilmente avvantaggiano la nostra vita familiare.

Punto 1:
Basso reddito familiare.
Oggi giorno avere uno solo dei due genitori che lavora significa essere in una fascia economica bassa/bassissima.
Quando la normalità sono due stipendi per una media di 35’000 – 40’000€ l’anno, avere uno stipendio anche alto da 20’000-25’000€ l’anno ti porta a essere un nucleo familiare di basso reddito.

Basso reddito vuol dire molte agevolazioni fiscali, vuol dire rientrare in tanti “aiuti”, dalla sanità, alle utenze, alle tasse, ecc.

Punti 2:
Meno spese.
Uno solo che lavora vuol dire meno spesa in benzina, trasporti, pasti fuori casa, vestiti stirati. Vuol dire che una delle due macchine fa molti meno km all’anno, che dura di più come macchina, meno lavori e riparazioni da farci, vuol dire non dover cambiare 2 macchina ogni 6-8 anni, ma solo una, e si sa bene che la macchina è uno degli acquisti più corposi dopo la casa.

Punto 3:
Meno stress quindi meno spese in svaghi.
Quando entrambi lavorano, entrambi hanno da dividersi i lavori in casa a fine giornata, vuol dire un ulteriore impegno, vuol dire meno tempo passato insieme, vuol dire che molto più spesso si è costretti a “staccare”, con svaghi, cene fuori, uscite, o per lo meno queste sono le prime cose che cambiano quando abbiamo momenti concitati, o mesi più impegnativi di altri.

In tutto ciò non ho minimamente toccato l’argomento HomeSchooling, più che altro perché in realtà per la nostra situazione economica, non incide molto.

Sicuramente è un risparmio sotto certi aspetti:

  • Non accompagnare i bimbi a scuola fa risparmiare benzina
  • Il vestiario scolastico costa un po’ di più del vestiario da uscite al parco
  • Niente spese di mensa scolastica
  • Usiamo quaderni ad anelle e non si sprecano quaderno I
  • I libri spesso sono riutilizzati
  • Non ci sono astucci personali ma si condividono tutti gli strumenti all’occorrenza

Se la paura per chi si mette nell’idea di fare homeschooling è che costi troppo dico subito che in realtà si può risparmiare davvero tanto.

Di base si può fare homeschooling veramente a bassi costi considerando tutte le risorse online, ma per noi questo è molto importante, quindi non si può certo dire che il nostro fare homeschooling sia economico (sotto il punto di vista di materiali ed attrezzature) e di conseguenza aiuti il bilancio familiare.

Noi come scelta familiare abbiamo comunque deciso di risparmiare in altri ambiti e quindi spesso per libri, formazione, software e strumenti preferiamo avere più cose e migliori, senza stare lì a contare i centesimi.

Ciò non toglie che se si paragona a quando si spende per uno studente normale spendiamo comunque meno.

Ma prima ancora di guardare io lato economico di fare homeschooling, la scelta che ci si trova da fare e che uno dei due genitori rimanga a casa, ecco quindi che ci si trova davanti a questa scelta:

(Quello che viene qui sotto è un mio calcolo di massima, quindi ovviamente non esatto, ma che vuole essere un possibile esempio di ragionamento.)

Alternativa A – Doppio stipendio:
Mamma lavoratrice fuori casa e quindi 17’000-23’000 euro in più l’anno (10’000-15’000 se part time)

Alternativa B – Singolo Stipendio
Mamma lavoratrice per la casa, marito e figli e quindi 17’000-23’000 euro in MENO l’anno (10’000-15’000 se part time)

Vista così la scelta è sempre molto difficile.

Quello che nota chi come noi ha fatto questa scelta è che in realtà, con due stipendi si finisce “incasellati” nelle famiglie ad alto reddito, e quindi parecchi aiuti che lo stato da, vanno persi, mentre invece chi vive con un solo stipendio riceve.

Se la scelta prima era tra “mamma a casa” e 17’000€

Ora la cifra di 17’000 euro si abbassa notevolmente, è difficile farne una media perché dipende da numero dei figli, stipendio del marito e tante cose, ma genericamente si abbassa di 4’000 /6’000 euro tra tasse, agevolazioni e contributi.

La cifra scende quindi a 11’000€

Se poi iniziamo a togliere da questi 11’000 euro, le spese della seconda macchina, che è utilizzata un po’ meno, riparazioni. Utilizzo di baby sitter quando i bimbi si ammalano e non si può rinunciare al lavoro.

A tutto ciò va poi aggiunto che quando la mamma lavora fuori casa, i lavori in casa vengono suddivisi tra i due adulti, altrimenti devono essere affidati ad altri (che vengono comunque pagati)

In più, ma questa è un opinione personale che abbiamo notato su di noi, quando lavora uno solo, ci sono un po’ meno scadenze, impegni tensioni, noi ci siamo resi conto che si spende un po’ meno in :

-cene fuori
-eventuale shopping non Essenziale
-ed altre spese varie conseguenza di un carico un po’ più alto di stress e scadenze

man mano che si aggiungono queste cose la forbice della scelta va a stringersi, questa cifra di 11’000 euro cala, (fatto un conteggio per noi è calata a 5’000€) , mentre i vantaggi NON tangibili e quindi non associabili ad una cifra rimangono.

Quando ci siamo trovati noi di fronte alla scelta tra Elena a casa, oppure Elena al lavoro, con una possibile differenza di 5’000€ abbiamo scelto di perdere 5’000€ che avremmo potuto risparmiare in altro modo, e tenerci la nostra cara Mamma Elena a casa.

Ribadisco che questo articolo non vuole essere assolutamente un giudizio nei confronti di chi diversamente da noi non ha fatto la nostra scelta, in questo testo ho solo voluto portare le nostre motivazioni e le nostre scelte, che hanno inciso sulla nostra famiglia, e che dipendono da parecchie cose, comune, casa in affitto o di proprietà, numero di figli.

Il fatto è che spesse volte (anche per noi inizialmente lo era) scegliere di lavorare entrambi i genitori è una scelta che viene presa senza pensarci troppo, e se invece questo articolo portasse anche solo momentaneamente qualche famiglia a rifletterci per poi scoprire che anche l’altra scelta era fattibile, (se non migliore) penso che sia di grande aiuto.

P.S. In tutta questa considerazione non è emerso tutto quel discorso che finisce sotto il calderone di “Soddisfazione personale” da parte della Moglie/Mamma, ci ripromettiamo di affrontarlo ;-P

Costruire giochi

Un paio di estati fa in una caldissima giornata, Michele ha proposto a Gregorio e un amico, di costruire un gioco.

È un’attività che facciamo spesso.

Nel tempo sono stati costruiti un biliardino, una tavoletta multi attività, delle maracas e tanti altri. Lavorare con materiali semplici ed assemblarli ci piace molto.

I progetti sono interamente realizzati dai bimbi che vi partecipano, dall’acquisto dei materiali fino all’esecuzione. Con sempre la supervisione di un adulto ovviamente.

Vedrete che usano materiali e strumenti a volte potenzialmente pericolosi o che richiedono molta attenzione. Con la guida di un adulto attento e capace di non trasmettere preoccupazione, tutti i bimbi riescono a partecipare ed imparano l’uso di materiali sempre diversi. Allenano la manualità in tanti modi differenti così come la precisione, la pazienza, la costanza, si mettono in gioco rischiano, sbagliano e riprovano.

Abbiamo visto che il divertimento è sempre assicurato. Spesso la parte che più piace è proprio la fase di costruzione più dell’uso del gioco in se. Alla fine il gioco più bello è costruire il gioco.

In questa occasione abbiamo realizzato il gioco degli anelli. Semplice classico e inesauribile nel divertimento.

Ecco qui alcuni scatti.

Se anche tu hai costruito giochi con i tuoi figli, puoi condividere una foto con noi qui sotto. Sarà bello arricchirsi vicendevolmente.

La casa dei Tre Fratelli

E’ un po’ difficile, ricominciare a mettere articoli su un blog quando è più di un anno che non ci si scriveva. Non c’è stato un motivo particolare, semplicemente non siamo mai riusciti a concludere un articolo e cliccare su PUBBLICA ;-P.

Per fortuna anche se il blog era fermo è andato tutto avanti, proveremo a scrivere poco per volta le cose importanti accadute in questo “Buco” di più di un anno, magari senza fermarci su quelle presenti.

Cominciamo con una delle ultime attività fatte:

La casa dei Tre Fratelli è una storia presa da un libro che stiamo utilizzando ora con Gregorio, Benedetta ed indirettamente anche Maria Marta: “Nel Paese della Grammatica” ecco la storia riassunta in breve.

"Nel Paese di Grammatica"

Un papà, costruttore di case per mestiere, capisce che è il momento di decidere a quale dei suoi 3 figli lasciare la casa in cui ha vissuto tutta la sua vita, la più bella di tutte quelle che ha costruito.
Decide quindi di metterla in palio facendo una sfida tra i suoi tre figli. La casa del padre andrà a chi costruirà la casa migliore.

Ecco quindi che i 3 figli, Preciso, Allegra e Mi Sbrigo (soprannominati così dal padre) si mettono subito al lavoro:

PRECISO si mette subito a progettare la casa su carta per farla perfetta sotto ogni aspetto.

ALLEGRA vuole abbellire la casa in tutti i modi possibili con fiori ed ogni altro tipo di decorazioni.

MI SBRIGO in quattro e quattr’otto costruisce una casa che è subito pronta e con il resto del tempo fa altre cose più divertenti.

Esaurito il tempo, il Padre va a vedere il risultato:

La casa di Preciso non c’è, è ancora tutta sulla carta, ha perso talmente tanto tempo ed energia che nel momento in cui bisogna costruire la casa si accorge che non ha più le forze.

La casa di Allegra è Bellissima, un sacco di decorazioni, in ogni parte, solo che manca delle Fondamenta, e quindi non è in grado di stare in piedi.

La casa di Mi Sbrigo è fatta in modo essenziale e sbrigativo, talmente sbrigativo che i muri sono storti e non si riesce ad entrare dalla porta.

Compito dell’esercizio era disegnare la casa così come ognuno l’avrebbe costruita, ecco quindi qui sotto i 3 disegni fatti.

Gregorio
Benedetta
Maria Marta

Non credo ci sia bisogno di commentare per capire che i 3 disegni, involontariamente possono essere tranquillamente associati ai 3 fratelli.

E’ incredibile come una semplice storia così, possa racchiudere una così grande verità, ma al tempo stesso è bellissimo sapere che con un esercizio del genere sia possibile aiutare i nostri figli a lavorare su questi aspetti così profondi del loro carattere.

Quanti di Noi senza fatica si possono identificare in questi 3 personaggi?

Quante volte, od in quali diverse situazioni, ci troviamo in Mi sbrigo e facciamo velocemente le cose in modo un po’ pressapochista?

Quante volte come Preciso vogliamo fare una cosa in modo talmente perfetto, da ritrovarsi poi a non riuscire a concluderla?

Quante volte come Allegra ci concentriamo su aspetti poco importanti e perdiamo di vista quelle essenziali?

Dal punto di vista di questo Blog forse ci siamo un po’ impersonificati in Preciso, volevamo curare le cose talmente tanto bene, che poi alla fine molti articoli sono rimasti nelle bozze e non sono stati mai Pubblicati.

Ecco la lista lunga lunga di articoli. Chissà che non ci dia da monito per i prossimi articoli riprendere e ripubblicare anche le cose non proprio perfette o non così perfette come vorremmo.

Facciamo un test se c’è ancora qualcuno che ci legge, quali di questi articoli vorreste che concludessimo per primo? Scrivetelo qui sotto…

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (parte 1)

Negli ultimi mesi per la nostra famiglia si sono susseguiti tanti piccoli e grandi eventi che ci hanno fatto prendere sempre più consapevolezza della benevolenza di Dio su di noi. Sia chiaro benevolenza totalmente non meritata, perché non crediate che siamo persone specialissime o chissà che.

Siamo persone come tante e non credo che nell’incontrarci potreste mai notare qualcosa di particolarmente diverso da qualunque altra famiglia. Le macchie di sugo costanti sulle magliette le abbiamo anche noi, litighiamo, bisticciamo a volte pure urliamo. Lo so, non si dovrebbe ma a volte capita, a volte pure spesso.

Ci siamo sposati certi che il nostro timido e immaturo amore sarebbe stato accompagnato e redento da un amore più grande capace di eternità. Ci siamo fidati di questa parola e che non ci sarebbe mai mancato nulla del necessario per vivere.
Nei nostri immaginari tutto questo spesso ricadeva sulle necessità materiali ed invece Dio, il Dio dell’abbondanza ci ha enormemente sorpreso.
Ci ha sorpreso nell’abbondanza materiale e in tutte quelle risorse, idee, persone e mezzi che per mille vie sono arrivati a noi. E speriamo da noi ripartite.

Alcuni amici che frequentano il blog sanno benissimo che ci siamo conosciuti per puro caso, che nella tradizione cattolica si chiama provvidenza o come diceva un nostro amico Dioincidenza; perché il caso non esiste.
Proprio quell’incontro è stato l’invito , la conferma per iniziare il nostro percorso di educazione parentale.
Finì per caso su quel blog dove riconobbi subito una certa sintonia di Fede che mi venne confermata nei primi scambi di email.

Perchè vi racconto tutto questo? Perché in questa intensa estate appena trascorsa guardandoci indietro abbiamo riconosciuto quante volte questa abbondanza è stata talmente colma da farci piangere di gioia. Vorremo poter testimoniare nella semplicità che Dio davvero è fedele per sempre e davvero non ti fa mancare nulla.

Sistemando scatoloni e facendo il cambio degli armadi (si anche noi abbiamo questa incombenza che mi fa fumare le orecchie due volte l’anno) nell’organizzare le nuove sistemazioni ci siamo accorti che questo era il “parco scarpe” da cui ogni nostro figlio accinge man mano che cresce.


Ci sono tutte arrivate per mille vie, praticamente credo ne sia stato comprato neanche il 5%. Tutte le altre sono doni che arrivano sistematicamente puntualissimi. Vi assicuriamo che è molto più del necessario.
Ne abbiamo per dodici figli volendo.

Attraverso questi doni materiali e molti altri doni meno tangibili materialmente, viviamo la reale presenza di Dio nel nostro quotidiano.

Ci tenevamo a raccontarlo perché sono davvero tante le volte che ci viene chiesto “Ma come fate?” oppure “fare figli è economicamente fallimentare” .
noi chiediamo, supplichiamo il cielo di provvedere alle nostre necessità e giocando tutte le nostre capacità alla fine arriva davvero ciò che serve, spesso di più.

Siamo consapevoli, forse non sempre del tutto, che tutto questo è a maggior gloria di Dio. Non è certo per sottolineare la nostra bravura, bontà, capacità o qualsiasi altra capacità che ci possa essere affibbiata.
Tutto richiama, indica l’amore di Dio per le sue creature.
Certo noi non chiediamo una Ferrari, ma perché sappiamo che non è quello che vogliamo e sopratutto non è ciò che serve per essere felici.

A chi è titubante se lanciarsi a formare una famiglia, a mettere al mondo un figlio, a iniziare il percorso dell’educazione parentale invitiamo a guardare queste foto e a leggere i prossimi racconti. Chiedete e vi sarà dato bussate e vi sarà aperto cercate e troverete. Mai in questi otto anni ci sono mancate energie, idee, persone e mezzi per proseguire il cammino.

Spesso dobbiamo stringere i denti, ancora più spesso rivedere i nostri piani, praticamente sempre cambiare priorità o riconoscere di aver sbagliato. Costantemente scopriamo vie e possibilità più belle e grandi di quelle inizialmente progettate da noi.

To be continued…