Ti regalo un libro scritto da me!

Ormai, più di due mesi fa,ho chiesto ai bimbi che cosa volessero regalare al cugino, Giacomo, per il compleanno (8 anni ).

La risposta dei bimbi mi ha sorpreso “Un libro scritto da noi”
All’inizio ho creduto  che volessero fare davvero una cosa insieme,poi invece,come sempre,le particolarità di ognuno hanno prevalso e quindi i lavori sono divenuti tre, ben distinti.

Gregorio ha effettivamente scritto la sua prima autentica e personale storia con descrizione dei personaggi e sviluppo della vicenda. In aggiunta anche qualche disegno.

Benedetta è partita subito con disegni molto dettagliati, una gran cura nella copertina e nella cornicetta di sotto titolo. Finiti i disegni mi ha dettato la storia. Ho scritto pari passo quello che lei diceva. Tutto è autentico.

Così come per il testo di Gregorio non abbiamo apportato correzioni, se non per rendere leggibile il testo come per appostrofi o virgole; anche i testi di Benedetta non sono stati modificati da come la bimba li ha detti.

Il terzo regalo era un biglietto di Maria Marta.

Purtroppo per inconvenienti, malattie, ritardi, imprevisti il giorno del compleanno, oltre a non essere tutti presenti, i bimbi non avevano il regalo da consegnare.
Con ben due settimane di ritardo, la mamma ha consegnato il regalo ma senza i bimbi presenti e nel concludere il pacchetto non ha più trovato il biglietto di Maria Marta che completava il regalo.

Ho perso un disegno e non ho avuto il coraggio di sostituirlo e tanto meno lo avevo fotografato prima.

Le rispettive storie dei bimbi erano state scannerizzate dal babbo.

Vi si legge la cura,la fantasia e l’entusiasmo di fare da soli e di vedere concluso un lavoro costruito tutto di proprio pugno.

Credo che al di là del risultato didattico siano meravigliosi e i bimbi sono stati felicissimi della gioia vissuta dal cugino nel ricevere il regalo anche se in ritardo.

“Irlanda Italia si allenano prima di una importante partita” Autore: Gregorio Merli; Anno 2017
Libro Completo

“Il bimbo ruba gli occhiali a Giacomo” Autore: Benedetta Merli; Anno 2017
LibroCompleto

 

Estate

Il 20 giugno mattina, mentre i bimbi si accingevano a disegnare il ventesimo pallino rosso nel mese di giugno, si sono accorti che il giorno dopo sarebbe stato il 21 giugno e quindi l’inizio dell’estate.
Sono esplosi in un grido di gioia e la richiesta ” Facciamo una festa all’estate?”
Che idea meravigliosa !!!
Così in una giornata abbiamo invitato vicini, amici e conoscenti a una cena ovviamente in giardino!
Alla fine a tavola eravamo 18 , un bel numero considerando il pochissimo preavviso.

Con i bimbi abbiamo preparato un cartellone con la scritta “ESTATE” e dei loro disegni sull’estate, dei girasoli e letto un libro sulle stagioni (http://amzn.to/2tJ2Ssv).

Reparto cucina abbiamo preparato una cena fresca estiva con spiedini di pomodoro e mozzarella, melone e prosciutto.

Passiamo alle foto e allo sviluppo dei lavori.

Benedetta e Maria Marta si sono dedicate alla scritta “ESTATE”, con colori tipici della stagione.
Benedetta ha lavorato da sola in autonomia, per Maria Marta io facevo i contorni delle lettere lei colorava dentro. Per una bimba di neanche tre anni il risultato è stato sorprendente.
   

  

Benedetta ha curato il disegno dei girasoli scegliendo il soggetto colori e grandezze


Ecco il cartellone finito appeso in cortile con i miei tre giovani


In cucina, con l’aiuto del babbo, abbiamo iniziato a formare gli spiedini e a disporli, con un pò di fantasia, su un vassoio.

 

In serata ovviamente abbiamo apparecchiato in giardino con l’aiuto di validissimi aiutanti, che hanno montato tavoli ed apparecchiato con cura una grandissima tavola.

Qualcuno lavorava, qualcun’altro riposava, o divertiva i primi ospiti.

C’è stato anche chi è venuto “vestito da estate”

Ovviamente è stata una serata con coccole, simpatia, giochi e chiacchiere per tutti; grandi e piccoli.
  

Dal successo di questa serata i bimbi hanno chiesto di ripetere “l’evento” per ogni inizio stagione dichiarando subito che però per l’autunno e l’inverno l’avremo fatta in casa perché fa freddo!
Sarà un bellissimo appuntamento in cui riunirsi e socializzare, salutare l’inizio delle stagioni e scoprirne tanti piccoli particolari.

 

Le famose attività di vita

Oggi, vi voglio raccontare come in casa nostra, tutti amino dare una mano in quelle che si chiamano le faccende di casa. 

All’inizio della mia vita di mamma lessi molti libri Montessori, in cui la dottoressa invita a proporre tutta una serie di “attività di vita” affinché il bimbo sviluppi una buona manualità, coordinazione occhio mano, percezione dello spazio, senso di quantità, senso del peso, ordine spaziale e mentale, buona autostima e una semplice esperienza di sentirsi utile e capace.

Queste attività non sono in fondo altro se non semplici mestieri domestici. 

Spesso delle amiche mi chiedono come faccio a casa tutto il giorno con tanti figli. Per la verità coinvolgendo i bimbi le mie giornate sono molto dinamiche, mai uguali o ripetitive. So bene che spesso i lavori non sono perfetti ma preferisco di gran lunga tutti i benefici elencati sopra che una casa perfetta . Soprattutto preferisco bimbi felici di dare una mano a una casa linda. Nella mia cucina c’è un bellissimo cartello “UNA CASA PERFETTA È SINTOMO DI UNA VITA MOLTO TRISTE”. Cartello che, oltre a scacciare mille sensi di colpa, mi da la giusta misura su come gestire ordine, pulizia e tempo per i bimbi. So che a volte i piatti dal secchiaio mi guardano in modo di sfida, ma loro non hanno sentimenti i miei figli invece si, quindi i piatti aspettano.

Tutta via un certo equilibrio va tenuto e ovviamente la responsabilità  è degli adulti ma piano piano i bimbi hanno imparato a mettere in ordine i propri giochi, a piegare e sistemare i propri vestiti,ad apparecchiare e sparecchiare. Ognuno secondo le proprie età e capacità. I vestiti piegati da Gregorio sono diversi da quelli sistemati da sua sorella Maria Marta, ambito in cui spesso le femmine anche molto piccole sono mooolto più brave, non ostante Gregorio sia un vero precisino.

Nel tempo poi abbiamo visto realizzarsi quello che spesso riporta proprio la Montessori e cioè i bimbi così educati piano piano imparano ad organizzarsi davvero il proprio spazio le proprie attività.

In più dai due anni sempre di più, se coinvolti nelle faccende, i bambini sono molto generosi e si offrono loro per lavorare ,lo desiderano. Benedetta da qualche mese senza che nessuno le avesse mai chiesto nulla rifà i letti di tutti. Tra l’altro è molto brava.

Noi notiamo che sono desiderosi di lavorare e fare fatica e ne traggono una notevole soddis fazione. 

Vi mostro alcune semplici foto

Maria Marta lava le tazze della colazione
Rifinitura dei tronchi decorativi del giardino
Maria Marta pulisce i vetri
Maria Marta travasa riso.
Maria Marta aspira le ragnatele con il babbo

Con la scuola a casa tutti impariamo!!

Gregorio fa i muffin da solo,la mamma scopre le potenzialità della macchina fotografica.

Tutti imparano!!

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Rappresentiamo la primavera

Ormai parecchie settimane fa, ho chiesto ai bimbi come volevano rappresentare la primavera. Maria Marta non era interessata ma Gregorio e Benedetta sono partiti in viaggio con la fantasia ; scegliendo soggetto e materiali hanno creato il loro progetto. 

Per la verità Benedetta è partita molto convinta e decisa, Gregorio un po’ più timoroso l’ha seguita fino a quando, con calma , è riuscito a separarsi dall’idea della sorella personalizzando il suo progetto. 

Passo a farvi vedere i giovani al lavoro.

Scelta dei materiali
 
Benedetta con un chiaro progetto in mente
Gregorio un po’ più dubbioso

   
            
In definitiva entrambi hanno rappresentato il nostro cortile : con un’altalena, alberi, è una casetta sull”albero(inventata)

Benedetta

Gregorio

Sul finale con grande sorpresa si è unita Maria Marta.”..troppo bello usare le forbici..”

É tanto che ….non andiamo a Genova alla città dei bambini!!!

Nella nostra cucina, c’è un grande cartellone che tutti gli anni si rinnova con l’intento di programmare l’anno successivo (ve ne parleremo meglio in seguito), tenendo conto di vari aspetti.

Una delle voci di quest’anno si chiama “È TANTO TEMPO CHE…” nel desiderio di ascoltare quelle semplici richieste,magari più volte ripetute e desiderate, espresse dai grandi e piccoli.

E così, ascoltando i nostri ragazzi, spesso veniva fuori che avrebbero voluto tornare a Genova alla città dei bambini. È stata una gita compiuta lo scorso anno, verso maggio, che ci ha visto impegnati per due giorni. Quest’anno non potevamo fare una viaggio del genere, ma vedendo la grande partecipazione dei nostri ragazzi all’arrivo dei fratelli, abbiamo deciso di premiarli riportandoli a Genova in giornata.

Unica meta : la città dei bambini!

LA CITTÀ DEI BAMBINI è un grande spazio/museo/laboratorio di circa2000 metri quadrati dove in tre stanze sono disposte varie attività e scoperte scientifiche di diverso genere.

Nella prima sala vi è un piccolo spazio per i piccolissimi che non ho fotografato e uno spazio molto ampio con una struttura che compone un grande cantiere in cui i bimbi giocano a “costruire la casa” ed a collaborare per farlo.


Nella stessa sala ci sono vari giochi con l’acqua,ci si veste e via…

infine con specchi un po’ speciali giocano anche i piccoli


Sala successiva un grande formichiere da guardare anche da sotto





ALtra esperienza i giochi con le bolle di sapone

            

Tanti giochi di illusione ottica come questo

Dopo quasi cinque ore dentro al museo qualcuno ha iniziato a dare i primi segni di stanchezza


Ad un certo punto, i bimbi si sono soffermati a osservare le persone che camminavano sul porto fino ad arrivare a pronunciare una magica richiesta: “vorremo toccare il mare” . Ovviamente la mamma si è fatta ambasciatrice verso il babbo della dolce richiesta ed il nostro capitano è partito alla ricerca della giusta rotta,conducendoci in una piccola ma graziosa spiaggetta.

Qualcuno,era così contento, che non ha resistito e si è quasi buttato vestito.

         
Questo viaggio è stato un regalo fatto ai bimbi riconoscendo in loro molto impegno, sotto tanti aspetti, che abbiamo visto dall’arrivo dei gemelli. Abbiamo dei bimbi davvero disponibili, pazienti e ci piaceva poterli ringraziare e gratificare con qualcosa che richiedevano da tanto tempo. Non volevamo un oggetto ma un’esperienza insieme che rimanesse per sempre.

Crediamo di esservi riusciti, per tutti sarà un ricordo che rimarrà per sempre.

 

Il fascino dell’educare

In questo periodo cosi pieno di cose da fare, che ci tiene lontano dal blog, ho ascoltato alcune cose davvero belle sull’educazione.
Una di queste cose è questa conferenza.
E’ davvero tanto ricca di spunti.
Buona visone e soprattutto buon ascolto!
https://www.youtube.com/watch?v=PKxcmEHW1GE

 

La primavera in casa!

Pochi giorni dopo il parto, Benedetta mi ha chiesto di creare una lista di cose, attività, momenti speciali da fare con me. Per lei sono momenti molto importanti che mantengono quel buon equilibrio tra “comunità”, “condivisione” e ” singolo”.
A volte sono momenti molte semplici (poi vi farò vedere la lista) altre volte sono momenti particolari dove richiede di svolgere attività mirate spesso pensate da lei, come in questa occasione.

La richiesta, questa volta, è stata quella di costruire farfalle!
All’inizio pensavo proprio che volesse disegnarle e ritagliarle, invece Benedetta aveva già fatto tutto un suo progetto.
Desiderava fustellare tante farfalle , attaccarvi gli occhietti mobili, ritagliare ed incollare la bocca ed appenderle al soffitto in cucina con un pò di spago.
Un lavoro notevole, anche perché voleva farfalle di tutti i colori.
Calcolando un pò lo spazio a disposizione ho contato dieci farfalle per colore. In un pomeriggio abbiamo iniziato a fustellare ed attaccare occhietti mobili di ogni dimensione.
Con mia grande sorpresa Benedetta ha reso partecipe la sorella, invitandola ed aiutandola all’inizio. Io ho partecipato con loro tra un allattamento e l’altro, sopratutto fustellando.
I primi risultati sono stati davvero carini. Già sul tavolo le farfalle mettevano vivacità ed allegria.

Successivamente abbiamo ritagliato ed incollato le bocche.


Finite le bocche abbiamo attaccato un pezzo di spago dietro le farfalle e con l’aiuto del papà attaccate al soffitto


Ed ecco il soffitto della cucina tutto pieno di farfalle. Purtroppo le foto non rendono quanto sia bello.

La vita in sette

“Allora come va?”
Possiamo dire che questa sicuramente è la domanda che ultimamente ci viene rivolta più spesso.

Subito dopo a questa domanda si susseguono una serie di commenti, pensieri, timori, preoccupazioni, che ci lasciano sempre più sbalorditi.
Un pò per la facilità con cui alcuni commenti vengono detti ad alta voce, senza riguardo di chi sia presente ad ascoltare. Altre volte rimaniamo colpiti per chi fa certi commenti o dice certe cose.
Ci spieghiamo meglio…
Sembra che aver messo al mondo due gemelli sia qualcosa di molto fuori dal comune, strano, impossibile (come se fossimo i primi) ed ancora più impossibile avere cinque figli.
La cosa buffa è che questa stranezza è espressa da persone di una certa età che nella vita hanno affrontano a nostro vedere situazioni molto più drammatiche che mettere al mondo 5 figli. Come per esempio guerre, morti multiple di familiari, sofferenze di fame freddo ecc…
Eppure sono proprio loro che ci riservano i commenti e le preoccupazioni più buffe.
Per la quasi totalità delle persone incontrate dovremmo essere sull’orlo di una crisi di coppia, depressi, disperati, incapaci di gestire gli altri figli.

Ed invece….siamo felici!!!
E’ bellissimo avere due gemelli! ed è bellissimo avere cinque figli. Certo faticoso, ma non impossibile!
Non crediate sia tutto facile, anzi.
La prima settimana l’abbiamo passata totalmente in bianco. Se non fosse stato per il coraggio e la fermezza di Michele avrei già mollato sull’allattamento.
E’ necessario ogni giorno guardare all’essenziale, calibrare le energie di tutti e fare scelte decise e precise.
In più ho subito un cesareo e la ripresa è lenta e dolorosa. Non è facile essere costretta a stare a letto quando vorresti sia allattare che giocare con gli altri figli.
Sono stati giorni di esercizio della pazienza da parte di tutti.
Eppure sono stati giorni belli, pieni, lieti.
Abbiamo visto i nostri figli emozionarsi e commuoversi nel conoscere i loro fratelli. Li abbiamo visti crescere tantissimo in soli due settimane.
Non senza fatica, hanno imparato e stanno imparando a fare spazio, ad aspettare, a scegliere (perché non sempre si può fare tutto).
Sorprendendoci moltissimo in più occasioni hanno saputo riconoscere complicate emozioni, dichiararle e farvi fronte, a volte insieme ad un adulto a volte da soli.
Siamo cosi fieri ed orgogliosi di loro e di noi, che non comprendiamo proprio la “disperazione” che sentiamo attorno per la nostra “povera esistenza” e quindi ci ridiamo su tantissimo, come dimostra lo screenshot della testata.

Sembra davvero che una grossa fetta della società abbia dimenticato che fare figli è ricchezza, gioia, felicità e che tutte queste cose superano di gran lunga la fatica, le preoccupazioni, i timori.
Inoltre il sentimento che più vivo in queste prime settimane è la gratitudine. Sono grata di un sacco di cose che non meritiamo. Abbiamo in continuazione attorno a noi aiuti di ogni tipo spesso neanche richiesto. Persone più o meno conosciute che si sono fatte prossime.
Il mondo è proprio stra pieno di persone buone e belle.
Mi scopro più volte durante la giornata a notare questo e a farlo notare ai figli.
Credo che anche da queste piccole sottolineature si insegni ai figli una buona educazione civica, una socialità, ed un’educazione emotiva.

Non sono giorni tutti facili ed anche noi abbiamo sbagliato in queste prime settimane sia con i figli che tra noi genitori. Per stanchezza, egoismo, ma abbiamo anche imparato a chiederci scusa e a ripartire, insomma a volerci bene.
Credo sia proprio questo il cammino che stiamo compiendo come famiglia, imparare sempre di più a volerci bene, e quindi ogni nuovo figlio è solo occasione per crescere ed imparare ad amare.

Buona Domenica!

Primavera con l’albero Giovanni!

 

Siamo tornati!
Ripartiamo con la decorazione della porta a tema stagionale; la primavera!
Partendo da un libro di lettura scelto in biblioteca da Gregorio (https://www.amazon.it/Lalbero-Giovanni-neve-Nicoletta-Costa/dp/8879279564/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1492853054&sr=1-1&keywords=l%27albero+giovanni+e+la+neve) abbiamo ampliato una delle attività finali che propone il libro.

Il libro propone di completare il disegno dell’albero Giovanni con molte foglie primaverili; non potendo svolgere l’attività sul libro , abbiamo pensato di rifare tutto su un grande cartellone e apportare qualche modifica.

Quindi tutti i bimbi sono partiti suddividendosi i compiti.
Gregorio e Benedetta hanno disegnato l’albero, il Gregorio il tronco, la Benedetta i rami.
Maria Marta ha poi iniziato a colorare il tronco di marrone ed i fratelli con più precisione hanno completato i rami.

 

 

 

 

Maria Marta

 

     

Alcuni giorni precedenti alla nascita dei gemelli, con Benedetta avevamo fustellato tantissime farfalle colorate


L’intento era proprio quello di usarle per abbellire di primavera la casa. Unendo il tutto al progetto con l’albero abbiamo sostituito le foglie con le farfalle per un effetto davvero allegro e divertente.
Prima abbiamo colorato il cielo di azzurro con un bel sole giallo e poi abbiamo attaccato le farfalle.

 
   
Ecco infine il nostro albero attaccato sulla porta.

Buona primavera a tutti!

E dopo l’attesa….la gioia!!!!

E finalmente questa mattina sono nati massimo ed Emanuele!!!

https://www.youtube.com/watch?v=jquhvdb2WMo

https://www.youtube.com/watch?v=kkmj3WIGwBuA

Buona e Santa vita ragazzi!!!

 

 

 

I mesi analogici

Ho cercato per molto tempo un’attività che coinvolgesse quotidianamente i bimbi, per seguire lo scorrere del tempo e scoprire i mesi e le stagioni.

Non sono ancora del tutto soddisfatta, ma in parte abbiamo trovato uno strumento che coinvolge tutti, responsabilizza, e richiede costanza.
Abbiamo creato il calendario dei mesi analogici.
In cosa consiste?
In sostanza per ogni mese prendiamo un grande foglio, scriviamo il nome del mese e giorno dopo giorno attacchiamo un pallino rosso in modalità “dots” analogici. In questo modo i bimbi scoprono piano, piano il numero dei giorni di ogni mese, la successione dei mesi, ed esercitano la lettura intuitiva quotidianamente.
In più senza nessuna fatica superiamo la decina, per poi scoprire la seconda decina e la terza; l’assimilazione delle decine avviene in automatico.
Il primo mese ho scritto io “Gennaio” in alto, nessuno era inizialmente interessato, adesso ovviamente ci sono liti per chi scrive il mese, per chi disegna o costruisce il simbolo del mese, per chi attacca il bollino rosso, per chi fa i bollini con la big shot.
Per più di una volta gli ho scoperti insieme a ragionare, giocare con i bollini, chi insegnava la semplice successione ai più piccoli chi faceva notare che “tra 5 e 6 c’è un salto come tra 15 e 16”.
Vi faccio vedere un pò di foto

 

 

 

 

 

Ed ecco qui tutti i mesi per ora creati ,o in corso….

 

 

 

 

 

 

 

…to be continued….

“E oggi dove andiamo?”

Uno degli aspetti che più mi piace del fare HS è sicuramente il tanto tempo che si passa fuori casa, in giro per il paese, per i parchi.
Per commissioni, piccole faccende, o semplice svago chi non va a scuola ha sicuramente molto tempo per uscite di ogni genere
ed per incontrare la gente, li nella vita vera dove vive, fa la spesa, paga bollette ecc…insomma, quando fa le cose di tutti i giorni.

Solitamente esco sempre con i bimbi con ogni tipo di clima, stagione, condizione atmosferica.
Siamo organizzati che quando piove ci mettiamo gli stivaletti la giacca impermeabile e via senza paure sotto l’acqua.
Spesso in bicicletta altre volte a piedi.

Quest’anno, per via della gravidanza, la bicicletta non ho potuto usarla. All’inizio uscivamo lo stesso poi complice
un novembre improvvisamente e particolarmente umido sono stati i bimbi a chiedermi di stare più in casa.
Il ritorno delle belle giornate fin da gennaio (anche se a volte ancora gelate) ci ha permesso di tornare fuori molto più spesso,
con tragitti mooooolto più brevi per via della pancia.
Con un buon spirito di adattamento tutti hanno fatto la loro parte, chi a piedi e chi in bici, hanno maggiormente imparato ad attendere chi andava più piano (la mamma a piedi!) ed anche un buona autonomia in pista ciclabile.
Devo dire che non solo si sono dimostrati capaci di aspettare e obbedire quando era necessario; ma anche capaci di aspettare me, come per attraversare.
Ma in alcuni punti, protetti e sicuri, hanno dimostrato anche di saper gestire in autonomia gli attraversamenti.
Non immaginatevi bambini in giro da soli, semplicemente in alcuni punti del tratto percorso l’attraversamento è molto semplice e protetto, un enorme dosso, blocca totalmente le macchine.
Quando loro vi giungono ed io sono troppo distante aspettano, man mano che mi avvicino mi dichiarano quando possono attraversare e dopo il mio consenso attraversano.
Parlo principalmente di Gregorio e Benedetta, Maria marta invece ha preso sempre più dimestichezza con la bici senza pedali. Per cui io e lei piano piano arriviamo a raggiungere i fratelli.

Ecco alcuni scatti di queste giornate che si susseguono sempre di più, anche se ormai, adesso, difficilmente li accompagno io.

Benedetta e Maria marta
Maria marta
Benedetta
Gregorio
Giocare con le pozze è sempre una grande scoperta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San giuseppe, auguri a tutti i Papà!!

Qualche settimana fa, in un pomeriggio che mi vedeva costretta a letto per via della pancia, è uscito con i bimbi che presto sarebbe stato tempo della festa del Papà.

Mi hanno fatto alcune domande sulla festa e ho parlato loro di San Giuseppe, abbiamo poi letto un libro, che ne racconta in modo molto dolce i tratti caratteristici, con illustrazioni secondo me molto belle.
http://amzn.to/2ncwCK6

Senza che dicessi nulla ai bimbi, loro stessi mi hanno chiesto di fare un regalo al babbo.
Gregorio sicuro e certo si è espresso subito: ” un espansione per carcasson così giochiamo tanto insieme!”.
Carcasson è un gioco di società che Michele ha insegnato a Gregorio tempo fa. Non è proprio per la sua età ma il ragazzo se la cava. Ed allora ho accolto la sua richiesta con molto piacere.
Gli ho proposto di cercare lui il gioco tramite Amazon e di verificare quale fosse il prezzo migliore per l’espansione più bella.
Abbiamo così introdotto il discorso soldi/ euro e approfondito “maggiore/minore”.
Siamo poi passati all’acquisto e alla scrittura tramite tablet del biglietto in allegato. Nel compiere l’acquisto Gregorio ha scoperto quanti giorni avrebbe dovuto aspettare.
All’arrivo del regalo si è occupato lui del pacchetto decidendo la carta e creando l’involucro, con un pò di aiuto.

Benedetta invece mi ha subito detto “io voglio costruire qualcosa”….
Ha pensato a lungo, fino a quando la bimba è venuta da ma dicendo: “Io costruisco un orologio tutto rosa, con i numeri neri, le lancette azzurre e ci scrivo, IL TEMPO CON TE E’ FELICE!”

Ed eccola al lavoro:
Prima la base, disegnata e tagliata,
 

poi ricoperta con carta velina rosa.

I numeri ricalcati e tagliati su cartoncino nero ed incollati sulla base rosa

Quasi sul finire la creazione della scritta, prima creata a matita poi ripassata a tempera oro e argento.

Per finire, le lancette azzurre disegnate su gomma crepla e poi tagliate ed attaccate con un ferma campione.
 
Ed ecco qui il lavoro concluso

Ultimo regalo aggiunto da me un libro preso solo perché un giorno gli ho sentito pronunciare questa frase “avrei voglia di leggere”
Eccoli qui i tre regali tutti insieme in attesa di essere aperti…

infine tutti insieme con il babbo, dopo l’apertura dei regali!!

 

La linea del 20 di Camillo Bortolato.

Con tantissimo ritardo, passo a presentarvi velocemente quello che è lo strumento che abbiamo utilizzato per l’apprendimento della matematica.

Ad oggi, due nostri figli lavorano con questo strumento in maniera sempre molto gioiosa.
Gregorio ormai dello strumento non ha più bisogno, Benedetta invece nella curiosità suscitata da quello che fa il fratello ha da sola scoperto “n+1” completando tutta la linea fino a 20.

Come dicevamo in altri post, abbiamo visto nei nostri figli la pura curiosità di scoprire le quantità, di esaltarsi nel verificare il risultato di un’operazione, di acquisire man, mano sempre maggiore sicurezza.

Il percorso prevede che, la scoperta dei numeri passi per un percorso lineare dove prima c’è la conoscenza diretta delle quantità che vengono poi nominate con i numeri solo successivamente.
Viene eliminato lo “0” come numero di partenza, escludendo così tanti punti di confusione.
Il primo passaggio è il riconoscimento intuitivo (cioè senza contare un tasto alla volta) della quantità.


La linea suddivide i tasti ogni 5, esattamente come lo sono le dita delle mani. Per il bimbo quindi è un sistema già conosciuto e integrato.
Gli esercizi con i “dots” sono per potenziare il software di riconoscimento intuitivo ,il cervello, in modo che il bimbo scopra da solo tante strategie per diventare veloce , attraverso il semplice esercizio.

Guidato da una simpatica maestra coniglia in poco tempo i bimbi arrivano a fare somme e sottrazioni, prima con lo strumento poi senza.

Nella seconda parte del libro, quando ormai il calcolo per nessuno aspetto è un problema, si inizia la comprensione e risoluzione dei problemi. Tutto il percorso, come poi per l’italiano, risulta snello, leggero, immediato.
Non ci sono perdite di tempo, in argomenti astratti ed inutili.
Nessuna spiegazione complicata, tutto è intuitivo ed ogni bimbo arriva a suo tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=PzaDHIGx0Dg

https://www.youtube.com/watch?v=iqLvKS6P7MM

Personalmente credo che questo maestro abbia semplicemente riscoperto una didattica semplice, mettendo davvero al centro il bimbo con il suo potenziale e la sua voglia di imparare tutto ed infretta.
Ascoltando le sue conferenze si capisce bene che per lui davvero il primo interesse è il bimbo.

 

 

Chi sono le famiglie che fanno hs?

Gulp siamo stati intervistati! sul sito c’è l’intervista intera. 

https://www.vice.com/it/article/chi-sono-gli-italiani-che-scelgono-di-far-studiare-a-casa-i-loro-figli

Qui per correttezza metto solo il nostro pezzo

Elena, 30 anni, casalinga e Michele, 27 anni, formatore in ambito professionale per giovani e adulti. Provincia di Bologna.
Genitori di Gregorio, 5 anni; Benedetta, 4 anni; Maria Marta, 2 anni

VICE: Quando avete deciso che i vostri figli avrebbero fatto l’homeschooling? Perché?
Elena e Michele: Abbiamo cominciato a interessarci all’homeschooling quando il nostro primo figlio era ancora molto piccolo, circa sei mesi. Ci siamo informati tramite blog di altre famiglie e successivamente partecipando ai meeting. Siamo partiti sempre molto scettici, con l’intento di fare una scelta il più possibile libera da pregiudizi da una parte e dall’altra.
All’inizio i principali motivi erano due: primo, per esperienza diretta da parte di Michele del mondo scolastico, constatavamo un continuo decadimento della didattica, del livello culturale e della motivazione di studenti e professori; secondo, riteniamo che la scuola sia un ambiente sempre più ideologizzato, fautore di una “cultura” che porta a pensare tutti allo stesso modo.

Avete mai avuto ripensamenti?
Sì. Periodicamente ci chiediamo se stiamo veramente offrendo qualcosa di più ai nostri figli. A volte dal punto di vista didattico, con la paura di essere carenti, e a volte dal punto di vista sociale. Solitamente dopo questi dubbi arrivano situazioni o avvenimenti che ci rassicurano e confermano la nostra scelta.

Se uno dei vostri figli vi dicesse di voler andare a scuola, quale sarebbe la vostra reazione?
Lo manderemmo a scuola, ma in ogni caso la responsabilità principale della sua istruzione ed educazione rimarrebbe in mano a noi, e sappiamo già che dovremmo integrare su parecchi aspetti.

Non avete paura che i vostri figli si sentano “diversi” dagli altri bambini?
Non pensiamo che ci sia nulla di male nel sentirsi diversi o nel constatare che effettivamente si è diversi. Il giorno in cui smetteremo di considerare la diversità come un ostacolo, sarà sotto gli occhi di tutti che in realtà è una ricchezza. Ci auguriamo che i nostri figli vedano già in noi che siamo genitori diversi rispetto agli altri, ma che ne portiamo la gioia e il peso nella consapevolezza delle scelte fatte.

In cosa il programma scolastico dei vostri figli è diverso da quello proposto dalla scuola tradizionale?
Stiamo usando il metodo analogico di Camillo Bortolato sia per l’italiano che per la matematica, e in parallelo sviluppiamo secondo le inclinazioni personali dei figli tutto l’apprendimento collaterale, sfruttando ogni risorsa, dalla biblioteca a internet.

 

Attività sull’ inverno!

Inserisco un post di stacco sulle attività che hanno svolto i bimbi durante l’inverno.

In realtà inizialmente hanno voluto partecipare alle attività proposte Benedetta e Maria Marta.
Si sono molto innamorate del cartone di Frozen, visto tutti insieme una sera e da li ho proposto loro di rappresentare vari personaggi.
Purtroppo non di tutto ho potuto tenere traccia ed in più la gravidanza ha dilatato molto i tempi.

Tutta via il lavoro, anche se ben più ridotto, si è svolto comunque.

Il primo personaggio è stato Holaf simpatico pupazzo di neve che anima il cartone.

Ho proposto a Benedetta di seguirmi passo, passo, nella sua realizzazione ed ecco il lavoro svolto.


Inizialmente Benedetta mi ha seguito passo passo nella realizzazione a matita, poi è passata in autonomia a colorarlo con gli acquarelli. Di sua scelta ha completato il disegno aggiungendo l’erba su cui poggia Holaf.

Il disegno realizzato a matita da me, è diventato invece la base da proporre a Maria Marta, che ha deciso di colorarlo anche lei con gli acquarelli. Tecnica non proprio facile da gestire per una bimbetta di due anni e mezzo. Ed ecco il risultato.

 

  
La parte nera sopra non è il cielo, bensì il tentativo della bimba di colorare di nero la scritta Holaf.

Altro personaggio, questa volta richiesto da Benedetta; Elsa.
Qui abbiamo seguito un tutorial, il più semplice che ho trovato anche se forse non il più perfetto.

Il primo è quello realizzato da me, il secondo da Benedetta, che poi con le matite si è molto divertita ad imparare a gestire il peso della mano sul pastello. Seguendo il tutorial, ha realizzato prima un colore chiaro, per poi ripassare e rendere più definite le sfumature. Ed ecco il lavoro concluso.


Gregorio non si è mai dimostrato interessato ai progetti (forse perché lui aveva già lavorato con le parole dell’inverno con dettati e scelta dei cibi tipici della stagione) però un giorno, ha realizzato questo disegno che vi spiego perché anche per me non è stato tutto chiaro all’inizio.

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La scena descritta è avvenuta in realtà l’anno scorso, ovvero quando siamo andati a pattinare tutti e quattro sul ghiaccio. Ai piedi abbiamo i pattini.
I personaggi sulla sinistra in verde siamo Michele ed io quelli in blu sono Benedetta e Gregorio.
Come potete ben vedere, noi abbiamo le braccia, i bimbi no. Il significato di questo è il modo che ha trovato Gregorio per rappresentare l’esperienza fatta e cioè che per pattinare sul ghiaccio, devi avere il coraggio di tenere le braccia avanti per sbilanciarti quanto basta per avanzare, mantenendo l’equilibrio.
Come si capisce dal disegno, noi genitori sapevamo farlo, i bimbi all’inizio no. Con un pò di coraggio e un pomeriggio di pratica hanno imparato anche loro.
C’è infine un ultimo aspetto che Gregorio non ci ha “raccontato” spiegando il disegno, ma lo abbiamo notato noi qualche giorno dopo.
Le nostre mani sono più grandi, volutamente, per dare appunto la sensazione delle mani in avanti e quindi della prospettiva.
In effetti, sembrerebbe che il disegno sia tutto sproporzionato ma in realtà è la soluzione trovata da un bimbo di 5 anni e mezzo per rappresentare ciò che evidentemente è molto chiaro nella sua testa.
Abbiamo trovato curioso e bellissima questa “soluzione” autonoma trovata da lui e questa chiara realtà che possiede senza che, gli sia stata spiegata da qualcuno.
L’esperienza spesso fa molto di più che una spiegazione.

“La via del cuore” cit. Camillo Bortolato 

Osservando l’apprendimento libero dei nostri figli, ci siamo accorti che un conto è imparare a leggere un conto a scrivere.

Sono due percorsi diversi e distinti compiuti da parti diverse del cervello, che richiamano abilità diverse.

Come non serve un libro per iniziare a camminare, parlare,usare il computer, così non servono istruzioni per imparare a leggere.”

La questione del metodo per imparare a leggere si dissolve nella constatazione che ogni bambino ha il suo metodo segreto

Osservando Gregorio, per noi è sempre stato lampante come sulla lettura avesse un interesse e capacità più immediate rispetto alla scrittura.
Nel cercare di sostenerlo in questo suo percorso abbiamo scoperto il metodo analogico, prima con l’abecedario  e poi con il kit per la prima.

L’abecedario di Camillo bortolato
Il kit della prima

L’abecedario funziona in maniera molto semplice. Per ogni lettera sono stati messi insieme tutte le modalità per imparare a leggere, in modo che ogni bimbo in autonomia scelga quella che più gli si addice.

Ogni lettera ha un richiamo, con un disegno all’oggetto o animale a cui si riferisce (nella foto la G ha le orecchie del gatto e i baffi)  ed affianco ha le vocali con cui comporre la sillaba e il fonema. Vengono così fatte tutte le lettere dell’alfabeto in un colpo solo, con tutte le possibili e principali difficoltà come: ce, ci , ca, co, cu, ga, go, gu, gi, ge, sci, sce, gn, gli, chi, che, ghi,ghe.
Alla fine del quaderno in meno di venti minuti il bimbo ha visto tutte le lettere, le sillabe e le principali difficoltà fonetiche ed ortografiche.

I bimbi traggono molta soddisfazione nel fare il gioco, anche perché alla fine riescono a leggere le prime parole come: mela, pera, gnomo, pesci.

Il kit della prima si suddivide in una parte di italiano e una di matematica. Nella parte di italiano le prime strisce riassumono le lettere, con i richiami già presenti dell’abecedario e la guida invita a partire subito con la presentazione di tutte le lettere e i suoni.
In questo modo al bambino vengono consegnate tutti gli strumenti per leggere in un solo giorno, senza attraversare il noioso e lungo percorso di presentazione di una lettera per volta.

   

Ed ecco le prime parole che i bimbi leggono in autonomia, prima con i richiami poi senza con un passaggio immediato in minuscolo.   

Subito la guida invita a iniziare la lettura con il libro delle avventure di Pitti (storia che li coinvolge perchè pitti impara a volare da solo e diventa grande. vi sono numerosi spunti per percorsi paralleli su emozioni, stagioni, amicizia, ambiente, fratellanza, famiglia)

 

La mascherina aiuta le prime letture più complesse con il minuscolo.

A questo punto, la guida, invita ad esercitare quotidianamente la lettura mantenendo separato l’avvio della scrittura.
Noi abbiamo proprio seguito questo consiglio vedendone in Gregorio un grande giovamento legato soprattutto al fatto, che la scrittura era per lui fonte di grande frustrazione, perché richiede una concentrazione e motivazione differente.
Perché è necessario scrivere?
A cosa ci serve?
Perché è stata inventata la scrittura?
Abbiamo aspettato che nel bimbo nascesse un minimo interesse, curiosità per poi aiutarlo ad affrontare la frustrazione della fatica, del lavoro non perfetto, del migliorarsi passo dopo passo.
Anche perché, parallelamente il lavoro di matematica affianco, prevedeva la scrittura dei numeri che invece iniziava tranquilla, quindi la manualità della scrittura aveva comunque già un esercizio proficuo.

Nel metodo analogico, come poi in quello Montessori, in definitiva si presenta solo il corsivo.
Se per la lettura ognuno impara a suo modo, per riuscire nella scrittura servono rigore, disciplina, applicazione ed una guida.

Il metodo analogico non presenta al bimbo una lenta spiegazione a goccia, che spesso per i fanciulli risulta noiosa, confusa e deleteria; ma presenta degli strumenti, per far esercitare i bimbi in autonomia in quel processo preciso che è la scrittura.
Le strisce inizialmente vengono inserite nel supporto lavagna cancellabile, per un avvio deciso ma tranquillo.
In questo modo l’esercizio ripetuto è più agevole e divertente per i bimbi.
Gregorio ne ha tratto molto giovamento, l’esercizio non spaventava più anzi lo galvanizzava molto.
Una bellissima attenzione che suggerisce la guida è quella di non riprendere il bimbo sulla bella scrittura, perchè afferma,
la grafia è un processo sempre in evoluzione, anche per noi adulti; ed evolverà autonomamente“.
Se si desidera, per acquisire ordine sul quaderno, si possono presentare le tante cornicette che il quadernetto dei font propone.
Gregorio non le ha mai particolarmente apprezzate e vedendo poi l’impegno sul resto non abbiamo insistito.

  scrittura stampato maiuscolo/minuscolo

 

 scrittura corsivo minuscolo/maiuscolo

 esercizi di legatura

 memory ortografico

Ed ecco qui i ragazzi in vari momenti che lavorano; prima sulle strisce , poi sul quaderno dei font (altro strumento del kit) ed infine sul quaderno personale.

 strisce

   sul quaderno dei font

 quaderno personale.

La guida sulla scrittura si conclude con questo bellissimo messaggio:
“Il percorso per imparare a scrivere è sempre aperto perché la calligrafia è una ricerca costante di estetici e di economia. Non si pretende certo di raggiungere la perfezione, per cui già dopo alcuni mesi si può pensare che i bambini possano scrivere dei brevi pensieri in corsivo o dei dettati.
L’imperfezione nella scrittura non ci fa paura.” 

Nel presentare tutto questo c’è una storia di sotto fondo, che accompagna i bambini ed è la storia di Pitti.
Piccolo uccello, che piano piano scopre ed impara a volare da solo e seguendo il cuore affronta tante avventure, pericoli ed avversità.
Il metodo segue proprio questa “via del cuore” cioè, il desiderio che l’apprendimento avvenga attraverso l’emozione della scoperta e l’entusiasmo di scoprirsi capaci prima aiutati poi da soli.

Paralelamente all’apprendimento di lettura e scrittura, abbiamo molto lavorato sul testo di pitti facendo quella che comunemente è chiamata comprensione del testo, scoprendo le prime difficoltà ortografiche e le prime regole grammaticali. (Questo principalmente con Gregorio)
Affianco, inevitabilmente, c’è la scoperta di se del proprio cuore, del coraggio, della pazienza ecc…tutti sentimenti non sempre facili da riconoscere.
Ne sono nate bellissime chiacchierate ed bellissimi lavori individuali alcuni solo condivisi a voci altri scritti o disegnati.

Ne porto due in particolare nel cuore; uno di Benedetta che un giorno mi ha detto
” Anche io voglio fare il corsivo come Gregorio. Mi piace! sembra un disegno bellissimo” intraprendendo una strada tutta sua e particolare che come un gioco è partita dal corsivo sorvolando totalmente la lettura.
Infine Gregorio, che sempre più spontaneamente si mette a lavorare da solo ed un giorno con un foglio tutto scritto di letterine corre da me gridando “Guarda mamma, volo da solo proprio come Pitti!”.

Separo la spiegazione dell’avviamento al calcolo e alle quantità per due motivi:

1- il post sta diventando troppo lungo
2- le fatiche legate alla fine di questa impegnativa gravidanza gemellare ci hanno allungato molto i tempi di lavoro. Se dovessimo aspettare di concludere anche la parte di matematica rischieremmo di far passare davvero troppo tempo.

Speriamo nella vostra pazienza e nel non dover ulteriormente allungare i tempi.

 

 

 

 

 

 

 

Non spingere, non tirare, imparo anche se stai fermo a guardare!

Nel corso degli anni abbiamo visto nascere spontaneamente l’interesse per lettere e numeri nei nostri figli.

Per ognuno di loro il processo è avvenuto attraverso un personalissimo percorso composto di salti in avanti battute d’arresto, attese e scoperte, alcune guidate, la maggior parte autonome. Osservandoli silenziosamente in questa avventura abbiamo potuto meglio conoscere i nostri figli, accompagnarli sostenerli ed incoraggiarli in questo loro interesse.
L’interesse per ognuno di loro è sorto spontaneo, non sapremo bene dire come e quando, semplicemente un giorno dal nulla ti senti chiedere

” che lettera è questa?” oppure “questo come si legge?” o ancora “come si scrive?”

“perchè 1+1 fa 2?” “hei 4 è più grande di tre lo sapevi?” ” mamma ho scoperto che 2+2 fa 4 guarda” ….ecc…

I tempi in cui avviene tutto questo sono davvero liberi ed impercettibili, il compito di un genitore è solo quello di stare affianco ad osservare questo processo che parte e prosegue solo per curiosità ed interesse (non senza fatiche e delusioni) , sostenere con proposte idee e consigli a seconda delle domande ed aiuti richiesti dai bimbi.
Di idee e proposte ai bimbi con lettere e numeri ne abbiamo sempre offerti tanti, da giochi ad osservazioni nel quotidiano (come la spesa) da semplici osservazioni dell’ambiente circostante ( in natura c’è moltissima matematica e moltissima logica!) .

Non sempre abbiamo tenuto traccia di tutto questo percorso ma qualcosa nei nostri archivi c’è,provo a presentarvelo.

Gregorio

Benedetta

In questa occasione il babbo era in viaggio,MariaMarta ancora in pancia e mi venne l’idea di preparare un cartellone di “bentornato” ottima occasione per maneggiare lettere colori e tempere.

Benedetta

La semplice osservazione diretta della vita con le sue semplici e grandi scoperte

“Mamma dui piedi”.     “Mamma qui tanti , qui pochi, qui grandi, qui piccoli”

Gregorio

Mille espedienti per giocare con le quantità
     

I piedi neri di benedetta che poggiano sulla linea del dieci analogica
Tante occasioni in cui i bimbi pongono domande curiosità e si risponde

  

Tante prove per scoprirsi abili anche dove a volte si fa fatica

Anche per le lettere tante occasioni per scoprirle conoscerle.

In tanti modi diversi con tempi e preferenze diverse.
 

Alfabeti proposti in diverse modalità
  

Tanti giochi di riconoscimento con materiali diversi

   
Per i nostri figli didò,pasta bicarbonato, pasta sale sono spesso materiali amatissimi. Comperi o fatti in casa sono sempre molto amati ed usati per giorni e giorni. Su internet si trovano molte idee di come utilizzarli per giochi inerente alle lettere o con le parole.

       

Uno dei metodi più affascinanti per imparare la scrittura è il metodo montessori. Così rispettoso dell’individualità di ognuno, attento all’essenziale, semplice ed immediato.

Ho davvero visto il suo potenziale osservando come ogni mio figlio lo abbia usato, o lo usi in maniera diversa e autonoma sia per riconoscere le lettere, sia come esercizio di manualità , sia per un autocontrollo davanti ad un dubbio.

Presentare questi materiali richiede un po’ di studio e preparazione, forse più emotiva che tecnica da parte dell’adulto.

      

La crescita di una persona non è mai un processo lineare con punti in ordine e successivi da spuntare. Tante cose avvengono senza che ne conosciamo la vera origine, ancora meno possiamo prevederne i tempi di crescita e sviluppo.

Noi abbiamo visto avvenire questo in ognuno dei nostri figli per un’infinità a di cose anche per la scrittura e la lettura.

              

Non sappiamo sempre da dove sorgano gli interessi dei nostri figli di certo però in casa nostra non mancano i libri,sia per grandi che per piccoli. Tutti hanno libero accesso a tanti libri non solo a quelli “giusti per età ”

 

Tanti amici che entrano in casa nostra si sentono spesso chiedere “me lo leggi?”
          

La libreria in camera dei bimbi. Non è mai ovviamente in questo ordine.
  

Chiudiamo il post con questa ultima foto che collegherà al post successivo.
Tutto quello che vi abbiamo fatto vedere fino a qui non è avvenuto con un ordine preciso e soprattutto non nella sequenza con cui ve lo abbiamo presentato.
Tante esperienze si sono ripetute altre interrotte, progetti iniziati e conclusi, qualcuno abbandonato.

Nel nostro percorso ad un certo punto abbiamo conosciuto il metodo analogico di Camillo Bortolato e per tante ragioni lo abbiamo abbracciato. Questa foto rappresenta uno dei primi passi che si compiono con questo metodo.

Infine quello che mi sento di dire da mamma (siamo sempre noi quelle che si preoccupano un pò di più) è questo;
nella società di oggi un bimbo normalmente stimolato è impossibile che non impari a leggere e scrivere e a far di conto.
Troppi sono gli stimoli involontari non dipendenti da noi che i nostri figli recepiscono,interiorizzano, fanno propri e sviluppano nuovamente.
E’ un processo che non possiamo evitare ed è proprio per questo motivo che al di la delle nostre “competenze” i nostri figli impareranno a leggere e scrivere.
Posso assicurarvi; fidarsi di loro, del loro temperamento ed anche delle battute d’arresto è tutto quello che davveronoi adulti dobbiamo imparare.
Questa saggezza antica ma sempre nuova di fermarsi, stare zitti ed aspettare ci ha permesso di assistere ad un piccolo miracolo che non sappiamo spiegare fino in fondo; prima con Gregorio
e poi adesso si ripete con Benedetta per una strada così diversa che sembra quasi impossibile che siano fratelli.
A coda ai suoi fratelli sta arrivando anche Maria Marta la
quale per una via nuova ha iniziato a scrive letterine, contare e leggere.

Carnevale 2017

Alcune settiman, fa i bimbi hanno trascorso alcuni giorni a casa dei nonni. Tra le tante cose raccontate ci hanno riportato la scoperta di un nuovo cartone , che ovviamente  non avendo la TV non conoscevano. Questo cartone animato è quello dei super pigiamini.

I bimbi erano così entusiasti, che ho pensato di proporgli di creare le maschere ed i vestiti per il carnevale. Le maschere le hanno realizzate in fretta nel lavoro di due mattine, ognuno costruendo, ritagliano (i più grandi)e dipingendo la propria maschera.

Ecco i modelli da cui siamo partiti


Eccoli all’opera

Benedetta con Gufetta

 
Maria Marta con gatto boy

Gregorio con gecoboy


Ed eccoli qui completi e tutti insieme


A questo punto è stato il momento della mamma, che si è messa all’opera con la macchina da cucire imparando anche ad usare un piedino nuovo; il piedino orlatore. Mi ha richiesto molta pazienza ma tanta soddisfazione.


La vera conclusione di un abito sono le sue rifiniture e  la stiratura dove per la prima volta mi ha aiutata Benedetta


Completati i mantelli e le maschere, i nostri eroi sono pronti a festeggiare!!


BUON CARNEVALE A TUTTI!