Tappa a O Pino (valga)

La grazia più grande?….lasciarsi voler bene li dove siamo più insopportabili e ripartire sempre.

Partiamo con più calma, ma tra le nuvole e l’alba galiziana è buio. Usiamo le torce in un punto solo perché entriamo nel bosco.

Non è una tappa particolare,semplicemente un passaggio da un punto all’altro. Siamo stanchi, tutti. Stanchi di camminare, anche se i 15 km li finiamo in leggerezza, stanchi delle sveglie presto e di alloggi pieni di regole che si contraddicono tra loro e con le regole di igiene basilare.

Stanchi perché volersi bene, voler bene agli altri è difficile, non ne siamo capaci. Ma nessuno mai ce lo dice che l’amore è difficile, faticoso e che richiede sudore. In verità Gesù ce lo ha detto, anzi ce lo ha fatto vedere. Ma noi non gli crediamo. Ubriachi di questa cultura romantica, che ci racconta che l’amore è quella pappetta da telefilm in cui lui, indovina cosa vuole lei,senza che neanche parli.

Fantascienza!

Che poi non capisco perché non ci facciano mai vedere la cosa all ‘incontrario. Di cui ho estremo terrore perché mio marito ha desideri tecnologici di cose che non capisco e tanto meno so pronunciare. Figurati se indovino!!!!

Per non parlare dei figli, di cui ciclicamente sono convinta di aver sbagliato tutto.

Uno vuole le cose spiegate in maniera diretta ma semplice,stile sergente istruttore, ma poi da solo, ti chiede la dolcezza dei baci perugina.

Una vuole tutti i frondoli,i salti, i fiori, i colori, i ghirigori possibili. Lei vuole tutto! Sempre!

L’altra che se non le fai fare un salto carpiato con piroetta e spaccata, insieme ad un bacio sulla fronteguanciamanogamba pesta i piedi da fare buchi per terra (santa la vicina che mi abita sotto!!).

E poi gli altri due, di cui proprio non mi spiego come possano aver coabitato dentro di me per otto mesi. Uno la cresta, l’altro no. Uno doccia si, l’altro no. Quello che vuole le scarpe nere, l’altro azzurre. Uno sempre pronto a saltarti sul collo e l’altro a riempirti di baci, magari quando cerchi di ricordare il pin del bancomat alla cassa! Uno che vuole fare tutto da solo e l’alto che ti dice sempre che non riesce.

L’amore è saper stare dentro questa cosa qui. In tutto questo casotto che sono i nostri cuori, le nostre menti. Saper tenere insieme otto teste diverse, che spesso parlano tutte insieme e tutte hanno desideri e necessità legittime.

L’amore puzza di magliette sporche da lavare, del tuo piede sulla mia faccia mentre dormiamo, delle tue puzzette mai gradite nei momenti meno simpatici, delle tue richieste insistenti, dei cambi d’umore, delle tue scarpe lasciate in giro, delle cose chieste centoventi mila volte seguendo millesettecento teorie pedagogiche diverse senza ottenere che vengano fatte.

L’amore ferisce quando ti inchioda li dove non vuoi stare, sotto il sole a camminare, a cercare un posto dove mangiare, in mezzo a voi che urlate litigando per stare seduti su una panca o a chi sputa più lontano, ad ascoltare i vostri viaggi fantasiosi sui sassi raccolti; che prima sono sassi, poi caramelle, poi pappa,poi cacca, poi una bomba ” dai lancia e scappiamo!” 

Io non lo so come si fa, non so come ci riesco e se ci riesco. So che quando mi arrendo a volerci riuscire e stremata mi abbandono alla realtà, allora dopo aver detto ” Signore fai tu…” mi sovviene in mente, sempre, la preghiera alla Spirito Santo. Non la dico neanche tutta, semplicemente mi sussurro “…dammi un raggio della tua luce…”.

Io lo so che quel raggio può fare tutte quelle cose super che dice la preghiera. È già successo tante volte. Eppure ogni giorno, ogni momento bisogna ripartire.

Sempre di più scopro nel cuore, che il problema non sono gli errori o il peccato, ma l’arrendersi e credere che non si possa ripartire. Il perdono in fondo è sempre questo. Alzati, sei salvo, riparti.

Mi chiedo ultimamente se sia la croce a farci stendere le braccia o se siamo noi a stenderle su di lei.

Chi ci aiuta nel quotidiano a rimanere inchiodati con le braccia aperte?

Andiamo a letto stremati. Un sussurro nel cuore ci dice di dormire di più, che il giorno dopo, anche se partiamo tardi, ci sarà tanta ombra.

E così sarà…

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